Giu
28th

Arenili a rischio estinzione

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L’allarme per le spiagge italiane.

spiagge-italiane.jpgSpiagge addio. L’Italia perde i suoi arenili. In via di estinzione più di 1.500 chilometri di coste sabbiose su 4.000. Questo l’allarme lanciato dal convegno nazionale “Cambiamenti climatici e ambiente marino-costiero”. Si dovrebbero dedicare all’azione di ripascimento circa due miliardi di euro.

Da “Epolis Milano” del 28 giugno 2007

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Giu
20th

200 Miliardi di bottiglie in meno

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I dati ci dicono che ogni anno vengono utilizzate 200 miliardi di bottiglie di plastica solo per per l’imbottigliamento di acqua potabile. Questo dato è agghiacciante se si pensa alla quantità di spazzatura che ne viene generata. Inoltre se si considera che una bottiglia di plastica impiega circa mille anni per decomporsi, ci si può rendere conto del disastro ecologico a cui stiamo andando incontro.

Un’alternativa valida ed ecologica esiste e c’è già chi la utilizza per imbottigliare l’acqua che distribuisce. L’acqua Biota utilizza una bottiglia a base di mais che può essere successivamente utilizzata per il compostaggio, oppure riciclata. In entrambi i casi bastano 80 giorni per dissolversi completamente.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=7Hi3RbiV_Vc[/youtube]

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Giu
20th

Sul prato a lezione da Al Gore

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L’autore del film premio Oscar “Una scomoda Verità” è intervenuto a un dibattito sull’ambiente organizzato da “Fabrica”

Al Gore alla TriennaleC’era tutto il mondo alla Triennale ad applaudire Al Gore, il paladino, ex-vicepresidente USA sconfitto da una manciata di voti da G. Bush, che oggi, un po’ ironicamente e un po’ seriamente, si definisce “l’ex futuro vicepresidente degli USA”. Acclamato come una star proclama “Al G8 non hanno combinato niente”, attacca davanti alla platea che riempie il salone d’onore della Triennale. In prima fila ad ascoltare l’ex di Bill Clinton ci sono, Luciano e Giberto Benetton, Carlo De Benedetti e rappresentanti della famiglia Moratti, Milly moglie di Massimo con Stefano Boeri, i figli dell dinastia petrolifera, volti noti tra cui Alessandro Cecchi Paone e Andrea Pezzi. Qui siamo in sala, clima tropicale e sedie trasparenti. Si entra solo con l’invito. L’altra metà del popolo del clima sta un piano sotto, in cortile o sdraiata sul prato. Sono decine di quasi giovani che all’happy hour frivolo preferiscono quello con Gore che parla di sostenibilità, crisi globale, risposte agli errori dell’uomo.

Lo seguono sul maxischermo installato nel parco, hanno la Tshirt nera e i jeans di Brad Hasse, 25 anni, venuto dall’arizona per studiare nella “Fabrica” Benetton di Oliviero Toscani. Oppure l’abito blu e la camicia inamidatadi Federico Leardi, coetaneo e Bocconiano, ramo marketing ” Ho letto il libro e visto il film. Questo signore mi piace pechè si pone in modo non polemico: va bene a tutti, è descrittivo, non è nè Grillo ne Micheal Moore”.

Jessica Middlemass ha 28 anni e doppia cittadinanza: italiana e americana. “l’ho votato, certo che l’ho votatol La sua è una battaglia sacrosanta, è una battaglia che si può vincere”. Il fidanzato è napoletano, sono tutti e due avvocati del lavoro “Milano? come aria fa schifo. Tante cose sarebbero da fare. Un governo progressista il documentario di Al Gore lo proietta in piazza Duomo. gratis. Incentiva l’acquisto di auto ibride, metà a benzina e metà elettriche. Converte il riscaldamento delle case”.

Dal parco la star dell’ecologia snocciola i temi forti della sua campagna, una campagna in servizio effettivo permanente in giro per il mondo: è la sua scomoda verità sull’esplosione demografica, l’uso delle tecnologie delle fonti rinnovabili. La parola “disaster”, disastro, rieccheggia nel cortile dei Goreboys e risale sui balconi dove la candida chioma di Luciano Benetton si concede una rinfrescatina. “Il riscaldamento globale è la minaccia per l’umanità”: lui si chiama Leonardo Secchi, ma di italiano ha solo le origini. E’ brasiliano di Florianapolis, si sta laureando in scienze politiche alla Statale. “Vivo qui da tre anni, giro sempre in bicicletta, sento la scarica delle auto in faccia, questa è una delle città meno ecologiche che abbia mai visto”. Ha un’idea, leonardo, ed è quantomeno suggestiva: “Al Gore sindaco di Milano!”. Il diretto interessato fa subito chiarezza : “Non penso di candidarmi alle prossime elezioni, ma non lo escludo”. Palazzo Marino? No, si sta parlando di Casa Bianca. Come i marmi della Triennale che stasera fanno molto America. Il popolo del salviamo il mondo applaude. Welcome mister Gore.

Da “La Repubblica” del 15 giugno 2007

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Giu
18th

ADI - Acqua, sostenibilità e design

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Riflettere, attraverso il design, su come sia possibile affrontare il tema dell’acqua in tutti i suoi aspetti. L’obiettivo della mostra “H2O - Nuovi scenari per la sopravvivenza “, ideata da Roberto Marcatti e presentata in occasione del Salone del Mobile 2006, che ha ormai alle spalle un percorso italiano consolidato in numerosi appuntamenti del 2007 ( al Fuori Salone di Milano, al Forum di Omegna e al Lingotto di Torino).

La mostra, senza alcuna sponsorizzazione e con il patrocinio dell’ADI, è accompagnata da un volume ( anch’esso a cura di Marcatti, con il progetto grafico di Andrea Rovatti e una prefazione di Giovanni Gastel). Il libro raccoglie, insieme con le 100 tavole donate da architetti, designer e grafici che interpretano liberamente il tema dell’acqua ( tra cui Michele De Lucchi, Patricia Urquiola e Aldo Cibic), anche una serie di contributi di accademici, imprenditori, giornalisti e scrittori ( come Ettore Mo e Dominique Lapierre).

L’iniziativa oggi si prepara a un tour più vasto in Italia: nel corso dell’estate e dell’autunno sarà a Lodi, a Napoli, a Lecco, a Roma. Nel 2008 viaggerà all’estero in varie località canadesi ( Montreal e Toronto). A giugno a Quebec sarà l’evento italiano nei festeggiamenti dei 400 anni della fondazione della città canadese, è prevista anche la presenza all’Expò di Saragozza.

da “Newsletter n. 50″ del 11 giugno 2007

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Giu
16th

ACQUA: a Roma fontane chiuse per due ore

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Roma, 15 giu. - I turisti che volevano dissetarsi alla fontana della Barcaccia, in Piazza di Spagna, sono rimasti a bocca asciutta: il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, con a fianco l’assessore alle Politiche ambientali del Comune di Roma, Dario Esposito, hanno personalmente messo mano alla chiave posta accanto alla fontana per chiuderne il rubinetto. Un gesto dimostrativo, un esempio dalle Istituzioni a tutti i cittadini: “In Italia - ha spiegato il ministro dell’Ambiente - abbiamo tanta acqua, ma siamo anche quelli che ne consumano di piu’. La prossima Finanziaria avra’ come linee guida il risparmio idrico ed energetico�. La chiusura dei rubinetti delle fontane di Roma - a secco oltre alla Barcaccia la fontana di piazza del Popolo, quella di piazza Barberini, ed altre storiche della Capitale - non rimarra’ l’unico provvedimento adottato per far fronte alla crisi idrica nel Paese: “Sosterremo anche chi sceglie di installare cisterne per la raccolta dell’acqua piovana - aggiunge il ministro - perche’ e’ impensabile che una risorsa importante come l’acqua potabile sia utilizzata anche nelle attivita’ per le quali andrebbe benissimo l’acqua di scolo o comunque non potabile�. Un concetto ribadito anche dal sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, Bruno Dettori, per il quale “occorre capire che, nelle attivita’ di irrigazione dei campi o in quelle industriali, dove si utilizza l’acqua potabile anche per il raffreddamento dei macchinari, si puo’ e si deve trovare altri sistemi che utilizzino acqua non potabile, di recupero�.

Da “AGI” del 15 giugno 2007

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Giu
14th

Libano: quando la pace corre sull’acqua…

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Avsi impegnata in progetti idrici nel nord del paese

La pace è una cisterna da 3 milioni di litri d’acqua che a Baalbek, nella valle della Bekaa feudo di Hezbollah, serve per l’approvvigionamento idrico di 150mila persone, senza far distinzioni tra cristiani e musulmani. E’ un Canale che, sempre a Baalbek, utilizza le sorgenti d’acqua al confine con la Siria per le necessità di 60mila famiglie di ogni etnia e appartenenza politica o religiosa. La pace, in un Libano spesso ostaggio di tensioni, passa per la percezione, da parte della popolazione, di avere un destino comune e che non può esserci crescita del Paese senza convivenza pacifica.

Gli interventi di AVSI, attiva nel Paese dei cedri dal 1996, puntano a unire agli interventi di carattere tecnico il coinvolgimento della popolazione. La ristrutturazione della grande cisterna a Baalbek, inaugurata nei giorni scorsi, oltre a migliorare le condizioni igienico-sanitarie dell’area coinvolta, mira anche a dare un nuovo impulso all’agricoltura locale, soprattutto attraverso il coinvolgimento in attività formative di agricoltori di tutte le etnie e di tutte le fedi religiose. “E’ attraverso lo strumento ‘strategico’ dell’acqua che il Libano può riscoprire il legame che da decenni unisce le sue tante comunitàâ€?, ha commentato Marco Perini, responsabile di AVSI in Libano.

L’irrigazione dei campi, nella zona ovest della valle della Bekaa, è oggi di nuovo possibile soprattutto grazie al Canale 900, distrutto l’estate scorsa durante il conflitto tra l’esercito israeliano e i miliziani di Hezbollah e ristrutturato in pochi mesi da AVSI. Il Canale serve un’area di ben 2.000 ettari e non meno di 600 piccole e grandi aziende agricole.

Grande attenzione viene posta da AVSI - anche grazie al sostegno della Regione Lombardia sia nella prima emergenza che nel suo sviluppo - sulla formazione degli agricoltori e sulla crescita sostenibile delle attività rurali. Oltre un migliaio di agricoltori, ad esempio, vengono formati sulle nuove tecniche di irrigazione e gestione dei terreni, con una ricaduta positiva sulla vita di oltre 50mila persone. Inoltre, un programma ad hoc coinvolge 180 agricoltori nella promozione del passaggio da un’agricoltura tradizionale a quella sostenibile, con la riduzione dei residui di pesticidi nei prodotti ortofrutticoli e la promozione dei prodotti stessi.

AVSI ha inoltre avviato un grande programma, patrocinato dalla Regione Lombardia, per il miglioramento della gestione delle acque del Litani, “fiume della convivenza�. Si punta, in particolare, in collaborazione con le autorità locali, a sviluppare tutte le risorse (naturalistiche, economiche, sociali e culturali) che traggono la loro potenzialità dal Litani, coinvolgendo direttamente coloro che dal fiume traggono il sostentamento per sé e per la propria famiglia.

Da “Vita.it” del 13 giugno 2007

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Giu
10th

Nazionalizzazione acqua: Sì della Camera e Grillo esulta!

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beppe_grillo.jpgIl comico genovese, ha pubblicato sul suo blog un intervento relativo alla votazione della Camera di Mercoledi 6 giugno. Di seguito vi ripropongo il testo. Finalmente la politica comincia ad agire, dopo tante promesse.

” Padre Alex Zanotelli ha detto : “Lasciateci almeno l’aria e l’acquaâ€?. Lassù qualcuno lo ha ascoltato.
La legge che nazionalizza l’acqua è stata approvata mercoledì alla Camera in uno strano silenzio. Quando scadranno i diritti delle municipalizzate l’acqua tornerà sotto il controllo dei Comuni, delle Province e delle Regioni. In un subemendamento al disegno di legge Bersani è riportato: “ La titolazione delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata a enti pubblici�. Semplice, chiaro! Le società di capitali private e quotate in borsa fuori dalle balle. La pioggia non darà più stock option e dividendi. E tornerà sotto il controllo dei cittadini.
Il subemendamento è merito di due deputati verdi: Angelo Bonelli e Giuseppe Trepiccione. Dopo la Camera c’è però il Senato. E la legge potrebbe essere cambiata, bocciata, adulterata.
Il blog è qui per questo: per fare la lista dei buoni e dei cattivi. Un piccolo promemoria per le prossime elezioni.
Il blog riporterà nomi e voto dei senatori e, se il caso, un estratto dei loro interventi sull’acqua.
Io sono fiducioso, credo che voteranno all’unanimità per restituire l’acqua agli italiani. Ma non vorrei che qualcuno, per pura amicizia sia chiaro, voglia favorire le società concessionarie. Agli amici non si può dire di no…
L’acqua è un diritto, non è tollerabile che produca profitti.
Ma l’amministrazione pubblica è un colabrodo. Ottimo punto. Chiariamo di chi sono le responsabilità. Identifichiamo i dipendenti e tappiamo i buchi degli acquedotti.
E’ il solito discorso dell’inversione di causa e effetto che produce incapaci pubblici e speculatori privati.
Nessuno tocchi l’acqua o divento Caino.”

Da “Beppegrillo.it” del 9 giugno 2007

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Giu
5th

Campi a secco: emergenza per mais e latte

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MaisUn calcolo preventivo dei danni del settore agricolo è quasi impossibile, anche se il Cnr di Firenze ha ipotizzato una potenziale perdita di un miliardo di euro. Per fare un confronto, nell’estate del 2003 (da tutti considerata la peggiore, per il momento, almeno) si stimarono 5 miliardi di euro di danni. Le avvisaglie non promettono però niente di buono.

In alcune zone del Milanese gli agricoltori hanno dovuto cominciare a irrigare in anticipo piselli, pomodori e barbabietole, oltre a dare acqua al frumento, che di solito non ha bisogno di irrigazioni particolari. Ma la vera emergenza sarà per il mais, la coltura più sensibile alla siccità, che è anche la base del foraggio per le nostre stalle da latte. In Lombardia si producono 4 milioni di tonnellate di latte l’anno, il 40 per cento della produzione italiana.

“Il nodo fondamentale è quello di una gestione organica che garantisca i diritti di tutti, compresi gli agricoltori” spiega Roberto Maddè, direttore della Coldiretti di Milano e Lodi ” non dimentichiamo che dopo essere stata usata per l’irrigazione, l’acqua penetra nel terreno e mantiene in vita le falde idriche, che servono a tutto l’ecosistema. Senza acqua nei campi muore anche la natura”.

da “JOB Milano� numero 6 giugno 2007

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