Lug
26th

Faccia a Faccia con Walter Veltroni

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Onorevole Franceschini24 luglio 2007, in occasione del “Faccia a Faccia con Walter Veltroni” tenuto a Milano presso Base B - MetriQuatriCreativi, in Via Lambruschini 36, Zona Bovisa, l’Arch. Roberto Marcatti, docente incaricato presso il Politecnico di Milano - Facoltà del design ha incontrato l’Onorevole Dario Franceschini al quale ha illustrato il progetto globale “H2O - Nuovi scenari per la sopravvivenza” regalandogli una copia del saggio.

Walter VeltroniSuccessivamente ha avuto modo di salutare e parlare con il Sindaco di Roma Walter Veltroni, che è l’unico sindaco in Italia che ha stilato la carta di identità dell’acqua destinata al consumo umano, in collaborazione con Acea.
Questo è un documento che garantisce che l’acqua di Roma è buonissima da bere, in funzione anche delle circa 250.000 analisi all’anno effettuate da Acea.

Questi controlli come il Sindaco ha ribadito all’Arch. Marcatti si traducono in questi dati:

- 49 stazioni di monitoraggio chimico-fisico on line
- 7 stazioni di monitoraggio biologico on line
- 7.500 campioni d’acqua prelevati ogni anno su cui vengono eseguite 250.000 analisi, nettamente superiori ai valori di legge.

Quindi le caratteristiche dell’acqua di Roma sono:
. assoluta sicurezza igienica garantita dalla costante assenza di indici microbiologici
. discreto livello di mineralizzazione che ne determina la gradevolezza
. bassa concentrazione di nitrati
. pressoché assenti piombo, arsenico, cadmio, cromo e nichel
Ciò dimostra sempre più una attenzione che tutte le amministrazioni comunali dovrebbero avere e divulgare su questo bene prezioso per l’umanità che è l’acqua.

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Lug
26th

H2O Consiglia: Il Manifesto dell’acqua

manif-petrella.gifIl Manifesto dell’acqua: Il diritto alla vita per tutti

Di: Riccardo Petrella

Edito da: EGA.

“Oggi oltre un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all’acqua potabile; nel 2020 saranno più di tre miliardi.
È un’utopia pensare che tutti nel mondo potranno disporre dell’acqua fra vent’anni? Quali sono le soluzioni percorribili? È giusto privatizzare e lasciare al mercato il compito di risolvere il problema?
Un’alternativa esiste, ed è quella che viene proposta dal Manifesto dell’acqua, pubblicato ora anche in Italia, vincitore nel 2000 del Premio Internazionale delle scritture d’acqua.

L’acqua non deve diventare il petrolio di domani.
Contrariarmente all’idea che l’acqua sia “l’oro blu”, questo testo afferma che essa deve essere considerata come bene comune, patrimonio dell’Umanità.
Propone inoltre la definizione e la messa in opera di un sistema pubblico di gestione delle risorse idriche organizzate dal livello locale a quello mondiale, avente anche la funzione di “tribunale” per la risoluzione dei conflitti e di garante dell’accesso per tutti nella quantità e qualità sufficiente alla vita.

La sfida lanciata dal Manifesto dell’acqua si inserisce nella Campagna mondiale che coinvolge ONG, enti pubblici, governi e imprese private, e che sarà portata avanti nelle scuole fino al 2006″.

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Lug
25th

Chi semina nel mare …è meglio che non raccolga

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macchia-petrolio.jpgNon solamente l’acqua che beviamo è in pericolo. Anche i nostri mari dovrebbero essere tutelati. Quello che dai al mare ti ritorna sempre e non credo saranno tutte rose e fiori visto il trattamento che gli riserviamo ogni giorno. Se parliamo di qualità della vita che peggiora probabilmente non “frega” a nessuno, ma se parliamo di turismo e in particolare di coste che si devastano ( quindi parliamo di soldi che diminuiscono) probabilmente la faccenda interesserà maggiormente. Quindi chiediamoci se è meglio avere la casa in riva al mare oppure avere il mare?

Legambiente ha pubblicato in proposito un interessante dossier:

Aumentano del 19% i reati ambientali ai danni delle coste, 2,5 illegalità per chilometro Boom del cemento illegale sul demanio (+ 33,5%) Ischia capitale dell’abusivismo edilizio

Oltre 19mila reati, 2,5 per ogni chilometro di costa. E’ devastante il bilancio consuntivo dell’illegalità ambientale ai danni del mare italiano, che cresce rispetto allo scorso anno del 19%

da sito “www.legambiente.com” cliccare per continuare l’articolo e scaricare il dossier in pdf.

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Lug
25th

Il rubinetto dà i numeri

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comsumo-acqua.jpg

Acqua, la Lombardia guida la classifica degli sprechi; a Milano i consumi più alti. Ma sono a Bergamo e Varese le situazioni a rischio.

MILANO - Ronde contro gli spreconi dell’acqua: l’ultima trovata in una Lombardia alle prese con un’emergenza difficile da immaginare solo pochi anni fa, arriva da Castelli Calepio, in provincia di Bergamo. Qui, visto che dell’ordinanza contro gli sprechi tutti se ne facevano un baffo, continuando ad annaffiare giardini e a riempire piscine, il sindaco ha ordinato controlli “a tappeto” dei vigili contro i trasgressori. E’ l’ultima misura contro un problema che assale in particolare le province di Varese e Bergamo, dove decine di Comuni sono corsi ai ripari cercando di limitare i consumi; a Varese, in particolare, da quando è in vigore l’ordinanza sono già stati emessi 6 verbali, l’ultimo da 2.000 euro per un irrigatore automatico lasciato in funzione mattino e sera.

Ma proprio la Lombardia è in testa alla graduatoria nazionale dei consumi d’acqua; gli abitanti di Milano sono addirittura i più spreconi d’Italia, seguiti a poca distanza dai bergamaschi. Legambiente ha compilato qualche mese fa la classifica delle città d’Italia per consumi idrici: lo ha fatto all’interno di un’indagine più generale che voleva misurare la qualità dell’ecosistema di ogni capoluogo. E appunto l’uso dell’acqua era stato uno degli elementi, fra tanti altri, presi in esame. Se 200 litri al giorno dovrebbero essere, secondo gli esperti, la “dote” quotidiana di acqua perché ciascuno di noi possa vivere in pace con l’ambiente, ebbene solo quattro città lombarde rispettano quella soglia. In ambito nazionale Milano straccia tutti: dal calcolo di Legambiente risulta che all’ombra della Madonnina il consumo pro capite di acqua potabile al giorno è di 359,4 litri; Ascoli Piceno, il centro più risparmioso d’Italia, se la cava con una media di 103,8 litri al giorno. Un divario così vistoso, secondo gli stessi curatori del rapporto ha un suo perché: “Il dato di Milano, pur essendo riferito ai soli consumatori domestici, risente probabilmente del gran numero di lavoratori e studenti che non vi risiedono ma contribuiscono ai consumi”.

Anche a Bergamo i consumi sono ben al di sopra della media nazionale ( che è già tra le più alte d’Europa): 281 litri al giorno a testa. In media le città della regione si piazzano nella fascia delle più sprecon, tra il sessantesimo e l’ottantesimo posto della graduatoria di Legambiente, con l’eccezione di Cremona ( piazza numero 45, con appena 176 litri per abitante); un “lusso” merito di un altro fatto indagato dalla ricerca: in Lombardia le perdite delle condutture sono ridotte ai minimi termini. Bergamo porta a destinazione il 95% dell’acqua immessa in rete. Milano il 90% e a seguire a ruota tutti gli altri capoluoghi. Soltanto le tubature di Varese - sempre a voler dare retta alla ricerca - smarriscono per strada il 29% del contenuto.

da “Corriere della Sera” del 24 luglio 2007

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Lug
23rd

Diffondiamo la cultura dell’acqua

Buongiorno dall’admin di h2omilano.org,

il blog h2omilano.org è uno spazio libero dove discutere apertamente e liberamente il tema dell’acqua e dello sviluppo sostenibile. Abbiamo volutamente scelto di non avere sponsor proprio per cercare di mantere l’informazione il più possibile libera da contaminazioni anche di carattere politico; l’acqua è alla base della nostra esistenza e non dovrebbe avere un padrone, dovrebbe essere tutelata e salvaguardata da tutti indistintamente.

Questo spazio oltre a promuovere la mostra itinerante no profit , è una sorta di recipiente dove cerchiamo di raccogliere tutte le notizie che ruotano intorno al mondo dell’acqua e dell’ambiente. Ognuno di voi può utilizzare questo spazio per segnalare, per discutere criticamente, per promuovere idee e progetti di carattere sociale. Avete un’idea su come ridurre i consumi dell’acqua? Volete esprimere il vostro dissenso sugli sprechi d’acqua? Inviate materiale, saremo lieti di pubblicarlo.

Abbiamo aperto una nuova sezione “Diffondiamo l’acqua” dove le persone ( grandi e piccini) possono inserire i loro contributi scritti o grafici legati al mondo dell’acqua e dell’ambiente. Dovunque vi troviate, a Milano, in Italia o nel mondo, raccogliete materiale, idee, fate tante fotografie dopodiché inviateci tutto ed aiutateci a diffondere la cultura dell’acqua.

Contattate la redazione del blog tramite il modulo di contatto evidenziando il desiderio di diventare partecipanti attivi del progetto “diffondiamo la cultura dell’acqua” . Oppure scrivete a info@h2omilano.org .

Ricordatevi di indicare la paternità del materiale inviato, il luogo se si tratta di materiale fotografico e se desiderate che compaia il vostro nome o quello dell’autore.

Grazie per aver visitato h2omilano.org

M.S.

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Lug
23rd

Il consumismo visto da Chris Jordan

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“Exploring around our country’s shipping ports and industrial yards, where the accumulated detritus of our consumption is exposed to view like eroded layers in the Grand Canyon, I find evidence of a slow-motion apocalypse in progress. I am appalled by these scenes, and yet also drawn into them with awe and fascination. The immense scale of our consumption can appear desolate, macabre, oddly comical and ironic, and even darkly beautiful; for me its consistent feature is a staggering complexity.

The pervasiveness of our consumerism holds a seductive kind of mob mentality. Collectively we are committing a vast and unsustainable act of taking, but we each are anonymous and no one is in charge or accountable for the consequences. I fear that in this process we are doing irreparable harm to our planet and to our individual spirits.

As an American consumer myself, I am in no position to finger wag; but I do know that when we reflect on a difficult question in the absence of an answer, our attention can turn inward, and in that space may exist the possibility of some evolution of thought or action. So my hope is that these photographs can serve as portals to a kind of cultural self-inquiry. It may not be the most comfortable terrain, but I have heard it said that in risking self-awareness, at least we know that we are awake”

Chris Jordan - Plastic Bottle 2007 - Due milioni di bottiglie di plastica utilizzate in USA ogni 5 minutiAbbiamo voluto riportare per intero il pensiero del grande fotografo Chris Jordan, autore di alcune opere di grande effetto a tema “Running the Numbers an American Self-Portraitcon i quali ha voluto sottolineare l’anima consumista e sprecona del suo paese, ma in fondo di tutto la popolazione planetaria.Consigliamo a tutti di visionare le sue opere a partire dal suo sito web.

www.chrisjordan.com

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Lug
23rd

Italiani “spreconi” d’acqua

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L’azione di prevenzione nel nostro Paese è del tutto assente. Siamo in uno stato di emergenza continua

Italiani SpreconiBere una buona tazzina di caffè al mattino per molti è una sferzata di energia o un’abitudine intoccabile, ma forse non si pensa al fatto che costa almeno 80 litri di acqua, ossia la quantità utilizzata per coltivare il caffè e per il processo di lavorazione che ne segue. Probabilmente pochi sanno che per un paio di jeans occorrono ben 10.000 litri di acqua, mentre una maglietta di cotone ne “costa” 12.000. Ma ancora non è finita: una ciotola di riso può costare 600 litri e per produrre un kg di grano in Italia occorrono, in media, 2.400 litri di acqua. In Olanda per la stessa quantità ne servono “solo” 600. Sono alcuni dei dati, per molti versi curiosi e per altri allarmanti, pubblicati dal Water Resource Management, che ha messo a confronto i consumi d’acqua per unità di prodotto proveniente dall’agricoltura, in una panoramica internazionale.

Sempre secondo le stime dell’organizzazione che fa capo alla World Bank, l’istituto internazionale che lavora per ridurre la povertà nei paesi in via di sviluppo, in Italia, per usi domestici, c’è una disponibilità media pro capite di 138 metri cubi all’anno di acqua potabile, equivalenti a circa 378 litri al giorno per persona. Ma nella realtà se ne utilizzano effettivamente circa 74 metri cubi, circa 200 litri al giorno, a causa delle molte perdite che si verificano strada facendo, tra cui quasi il 40% da parte degli acquedotti. Di questi, 200 litri al giorno, lo sciacquone di casa ne consuma circa il 35%, il bagno o la doccia il 30%, il lavaggio della biancheria il 10%, il lavaggio di stoviglie il 9%, gli usi alimentari il 6%, l’igiene della casa il 5%.

Ogni estate, nel nostro Paese si torna a parlare del fenomeno della siccità, di emergenza acqua, ma gli italiani continuano a comportarsi da veri “spreconi”. «Sono cifre medie, stime, valutazioni e per questo danno solo un’idea della situazione degli sprechi», afferma Vincenzo Ferrara, coordinatore scientifico della Conferenza Nazionele sui Cambiamenti Climatici 2007. «Anche se le differenze climatiche non permettono un preciso raffronto con gli altri Paesi -continua- questo non basta a giustificare le grandi quantità di acqua consumate dall’Italia».

Sempre secondo i dati del Water Resource Management, per lavare un’automobile si consumano in media 200 litri d’acqua, per il lavaggio dei denti a rubinetto aperto si consumano in media 3 litri d’acqua, per un bagno in vasca circa 200 litri. Ma il problema sono anche gli acquedotti: quelli «più ’spreconì -avverte Ferrara- sono quelli di Cosenza, Latina e Campobasso. Il problema degli acquedotti e quindi quello dell’uso civile è in una dimensione differente: l’agricoltura utilizza il 70% delle risorse idriche totali, mentre l’uso civile solo il 12%. Il 40% dell’acqua proveniente dagli acquedotti è vero che viene sprecata, ma -osserva ancora- rappresenta sul totale una percentuale bassa». (more…)

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Lug
18th

H2O consiglia: Vacanze Etiche

vacanze-etiche.gifVacanze Etiche: Guida a 300 luoghi di turismo responsabile.

A cura di: Polly Patullo e Orely Minelly.

Edito da: Einaudi.

“Una guida per viaggiare in modo responsabile attraverso i cinque continenti. Dal Messico al Madagascar, dalla Namibia alla Cambogia, dalle Hawaii alle Fiji, centinaia di idee per le vostre vacanze, che non troverete nelle guide tradizionali. Perché anche viaggiando si può contribuire a realizzare un mondo più giusto, equo e solidale”.

Come si può indurre il turismo - l’industria in maggior espansione a livello internazionale - a svilupparsi in modo da beneficiare le popolazioni locali senza sfruttare né loro né l’ambiente in cui vivono? A cosa pensiamo esattamente noi consumatori quando organizziamo una vacanza? Come possiamo sapere se l’acqua della doccia prosciuga le risorse idriche della popolazione locale, che dispone di acqua corrente solo per due ore al giorno? Questa guida al turismo responsabile è parte del cambiamento che deve avvenire e della sfida lanciata contro lo stato attuale delle cose.

Vacanze etiche è un vademecum alle strutture turistiche più attente all’ambiente e alle culture local; descriv, nei 5 continenti, oltre 300 mete da visitare in oltre 60 paesi, alla ricerca delle più importanti strutture ( hotel, guest house, lodge o vilaggi) in cui vivere una vacanza rilassante, avventurosa o culturale, ma sempre nel rispetto dell’«altro».

A cura di Polly Patullo con Orely Minelli per Tourism Concern.

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