Dic
21st

H2O Consiglia: Eco-Design

Eco-design progetti per un futuro sostenibileEco-Design progetti per un futuro sostenibile

Di Alastair Fuad-Luke

Edito da: Logos

Il volume intende promuovere un approccio ecologico e pluralista al design, ossia tale da incoraggiare la gente ad agire in maniera più consapevole e da lasciare in eredità alle generazioni future un pianeta in “buono stato di salute”. Questa visione viene espressa nelle diverse soluzioni progettuali relizzate dai designer e produttori di trenta paesi del mondo qui presentati. Alcune di queste rivelano una certa consapevolezza delle modalità di adattamento della natura e dell’attività ciclica della biosfera. Altre, invece, adottano materiale e prodotti che anno origine nella tecnosfera. Altre ancora riescono a combinare il meglio della biosfera e della tecnosfera in prodotti e materiale che possono essere facilmente smontati e, una volta assolta la propria funzione d’uso, restituiti alla legittima sfera di apparteneza. I prodottidi eco-design sono assai diversi tra loro e ciò è dovuto in parte a fattori quali la collocazione geografica, l’habitat, la cultura, il sistema socio-politico ed economico, la disponibilità di risorse naturali e altre peculiarità locali. Offrendo svariate soluzioni, questo approccio pluralista ed ecologico sembra porsi come valida alternativa alla filosofia “universalista” sottesa in tante correnti del design del XX secolo, che promuoveva un unico modello per le più diverse applicazioni.

Esso comporta una lieve modifica dei prodotti già esistenti o, al contrario, promuove idee radicalmente innovative, fino ad arrivare alla completa dematerializzazione dei prodotti conosciuti, trasformando i prodotti in servizi.

La scelta dei prodotti e dei materiali presentati in questo volume è una rappresentazione parziale della realtà e, tuttavia, un filo conduttore unisce tutti i prodotti e i materiali selezionati: tutti cercano di incidere in qualche modo sullo stato di inquinamento attuale e di migliorare il benessere della collettività. In queste pagine intravediamo gli scenari di una realtà futura, che ci auguriamo sarà più equa e nel rispetto dell’ambiente anche grazie al contributo dato dal presente volume.

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Dic
21st

H2O Consiglia: Manuale della sostenibilità

Manuale della sostenibilitàManuale della sostenibilità

Di: Gianfranco Bologna

Edito da: Edizioni Ambiente

Che cos’è la Sustainability Science? Questa formula definisce lo straordinario laboratorio di idee, indagini e teorie innovative che sono confluite in una nuova scienza transdisciplinare che sta trasformando la nostra visione del mondo.
La sostenibilità è un approccio radicalmente diverso da quello che ha guidato la scienza e la politica fino a pochi anni fa. È un modello di pensiero che cerca di integrare la civiltà contemporanea con la complessità della natura e propone un’idea credibile di “sviluppo�, in opposizione al mito della “crescita� a tutti i costi.
Per affrontare questa sfida e indicare soluzioni concrete, studiosi di tutto il mondo analizzano i processi naturali insieme a quelli sociali, economici e produttivi, alla luce della complessa rete di relazioni reciproche che caratterizza il “sistema chiuso� del nostro pianeta.
Il loro lavoro rinnova alcuni paradigmi scientifici, ma soprattutto rimette in discussione l’attuale uso indiscriminato delle risorse, i modelli di scambio economico, gli stili di vita, l’organizzazione della società e delle istituzioni, le formule della governance.
L’autore ricostruisce il significato che il termine “sostenibilità� ha assunto negli anni più recenti, partendo dalle idee e dai concetti che ne hanno tracciato la storia per arrivare alle nuove discipline scientifiche che ne disegnano la prospettiva. Il percorso si sviluppa attraverso argomenti disciplinari diversi, citazioni, esempi, in un mosaico ampio e documentato che restituisce tutta la ricchezza del dibattito in corso.
A chiusura del volume, l’approfondimento di due casi di portata globale: il cambiamento climatico e il progressivo impoverimento della diversità biologica.

Gianfranco Bologna è direttore scientifico e culturale del WWF Italia e segretario generale della Fondazione Aurelio Peccei, sezione italiana del Club di Roma. Dal 1999 è docente alla Scuola di Specializzazione in gestione dell’ambiente naturale e delle aree protette (oggi laurea specialistica) all’Università di Camerino dove insegna gestione delle risorse naturali e sostenibilità dello sviluppo. Ha scritto diversi libri sulla natura e sullo sviluppo sostenibile e dal 1988 è curatore dell’edizione italiana del famoso rapporto State of the World del Worldwatch Institute. Esperto non governativo del governo italiano alla Conferenza ONU su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro (1992) e del Summit mondiale ONU sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg (2002).

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Dic
19th

Save Water System, un sistema per risparmiare l’acqua

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Sistema salva acquaIl Save Water System è un ingegnoso progetto che è stato presentato direttamente dall’autore alla redazione di casapassiva, l’ingegnere Settimo Martinello. Si tratta di un sistema per riciclare facilmente e senza particolari lavori idraulici l’acqua delle docce e degli altri sanitari del bagno per essere utilizzata poi per lo scarico del WC.

Siamo tutti consapevoli dell’esistenza di un problema ambientale legato all’acqua: ciò nonostante si fa poco per limitarne lo spreco ed il cattivo uso, probabilmente a causa di consolidate abitudini casalinghe e di una mancanza di informazione su cosa e come si potrebbe fare per rispettare maggiormente questa preziosa risorsa.

Fino a qualche anno fa la sensazione comune era che l’acqua fosse una fonte inesauribile e non modificabile. Le recenti vicissitudini atmosferiche e la contemporanea maggiore consapevolezza ecologica hanno fatto comprendere come questo bene naturale debba essere utilizzato con maggiore attenzione e con rispetto. Il problema della economia d’acqua è sentito maggiormente in quelle parti d’Italia (isole in particolare) dove la carenza è storica e dove i costi di approvvigionamento sono pesanti sia sotto il profilo sociale sia economico.

Ogni giorno in Italia consumiamo, per utilizzi domestici, 200 litri d’acqua a persona.

Di questa quantità il 28 %, pari a 56 litri, viene consumato attraverso lo scarico del WC, il 36 % attraverso gli altri apparecchi sanitari del bagno (doccia, lavabo…), il restante per le attrezzature domestiche.

Il Save Water System, SWS, raggiunge lo scopo di riciclare l’acqua proveniente dagli apparecchi sanitari del bagno per riutilizzarla, dopo averla depurata con sistemi esclusivamente meccanici, nell’uso dello sciacquone WC.

Il sistema prevede la raccolta dell’acqua dello scarico della doccia e del lavandino in una vasca posta sotto il piatto doccia. Quando lo sciacquone WC viene usato, la ricarica dell’acqua avviene prelevandola dalla vasca di raccolta attraverso una pompa elettrica, e contemporaneamente chiudendo, con una valvola elettrica, l’alimentazione normale dello sciacquone. In caso che l’acqua di riciclo non sia sufficiente si aprirà automaticamente la valvola e la vasca WC sarà riempita dall’acqua di circuito.

Il sistema è costituito da una vasca in plastica di altezza 12 cm, munita di sistemi meccanici di separazione dello sporco, ed una parte elettroidraulica esterna al piatto doccia per consentire la manutenzione.

Il tutto si presenta molto semplice ed efficiente, pratico da installare sia in nuove abitazioni che in caso di ristrutturazioni, e soprattutto poco costoso, così da garantire fin da subito un concreto risparmio economico.

Chi volesse maggiori informazioni scriva direttamente all’autore: settimo.martinello@4emme.it.

Da “casapassiva.com

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Dic
17th

Workshow presso la NABA con Roberto Marcatti

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NO COST LA CREATIVITA’ COME SCAMBIO

Nella settimana dal 17 al 21 dicembre 2007 NABA attiverà una settimana di workshop interdisciplinari,momento didattico importante complementare alla tradizionale offerta formativa dell’accademia in cui gli studenti di tutte le scuole lavoreranno insieme con la partecipazione di guest esterni.

Water = Life

a cura di Roberto Marcatti e Cintya Concari
17/18/19 dicembre
Aula 37 Ed. Cobalto
primo giorno inizio ore 10.00

www.naba.it

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Dic
10th

L’acqua? Un bene con un prezzo

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Nei percorsi didattici inustriali della storia europea ci imbattiamo sempre nell’argomento “acqua”: come forza motrice e strumento di lavoro nell’industria tessile e nelle prime fonderie, come detergente e refrigerante, e molto altro. Una delle questioni attualmente aperte è: è giusto comprare e vendere acqua come mezzo di produzione? E’ giusto addirittura imbottigliarla e offrirla ai consumatori?

In tutto il mondo l’acqua dolce proviene dal ciclo naturale dell’acqua, che viene pèompata dalle falde freatiche, molte delle quali contengono acqua fossile, che giacè li da millenni. Il 10% circa del consumo totale è destinato al bolancio familiare: 3-9 litri a testa al giorno per bere e cucinare, 30-50 litri per l’igiene, 80-250 litri per la cura del giardino, del prato e della piscina. Il 20% circa è destinato all’indurstria. Si calcola che a testa, per tutta la popolazione mondiale, circa 200 litri al giorno sono destinati alle centrali elettriche, 200 litri alle miniere - i coseddetti grandi consumatori - e all’industria di trasformazione, tra cui troviamo principalmente le industrie cartarie, di cellulosa, chimiche e le raffinerie. Sempre a livello mondiale il 70% viene utilizzato per l’agricoltura, con una media di un litro per ogni caloria: rispetto al nstro fabbisogno, noi consumiamo ancora 2-3 mila litri a testa in più.

Di recente invece, si è iniziato a produrre carburante dagli alimenti, utilizzando la simpatica denominazione “biodiesel” o “bioetanolo”. Per ogni litro di “biocarburante” sono necessari tra i 3mila e i 5mila litri d’acqua. Si capisce perchè c’è sempre bisogno di questa bella parolina “bio”. Ci sono innumerevoli possibilità per utilizzare l’acqua in modo più efficene, e ovunque, ma è necessario trovare gli stimoli giusti. Gli incentivi attualmente utilizzati, come le sovvenzioni per i grandi consumatori d’acqua, soprattutto l’agricoltura, causano in realtà l’effetto opposto.

Ho vissuto a lungo in America Latina, e proprio li possiamo trovare gli esempi di due differenti soluzioni: sovvenzioni e veridicità dei costi. Prendiamo l’esempio dell’Ecuador: l’acqua è un bene comune che viene sovvezionato, ciò significa che i costi delle infrastrutture sono coperti fino al 10 per cento. La conseguenza è lo spreco idrico: i progetti statali di irrigazione comportano costi che superano del 100% il valore del raccolto agricolo supplementare.

Opposto invece è l’esempio del Cile: già da secoli esistono i diritti idrici appartenenti a privati o all’ente pubblico locale. Essi permettono di stipulare delle ipoteche, per esempio per finanziare più efficacemente gli impianti di irrigazione; quando ci sono a disposizione più diritti di quelli effettivamente necessari - anche grazie all’attività di risparmio - questi possono essere venduti o affittati per un tempo determinato, o da un anno all’altro. L’acqua ha un prezzo di mercato.

Quale tra queste due agricolture ha ora più successo? Quella ecquadoregna, basata sulle sovvenzioni, oppure quella cilena, che sopporta costi alti e si abbandona alle rigide correnti del mercato? La risposta è : quella del Cile, dove gli agricoltori si innovano e migliorano continuamente. Le loro esportazioni sono aumentate con una velocità tre volte superiore a quelle dell’Ecuador, con percentuali di crescita a due cifre (1967-96: 17% all’anno per il Cile, 5% all’anno per l’Ecuador). Perchè ci interessano queste questioni?

Noi non produciamo un prodotto alimentare, ma lo trasformiamo; noi abbiamo bisogno di acqua per i processi, i nostri consumatori ne hanno bisogno per cucinare i nostri piatti pronti e, non da  ultimo, noi pensiamo alla rpotezione delle nostre sorgenti. Quando un bene scarseggia, dobbiamo cercare di moltiplicarlo e consegnarlo di chi pensa imprenditorialmente: questo vale anche per l’acqua.

Di Peter Brabeck-Letmathe da “il Sole 24 ore” del 9 dicembre 2007

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Dic
3rd

Evento NoSeason: Un futuro innovativo

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Logo NoSeason
NoSeason vi invita alla conferenza “Un futuro innovativo”

Interverranno

Innovazione tessile
Arch.Andrea Ferrari - Ing. Italo Fabro

Innovazione Rifinizioni
Sig. Eugenio Rota - Sig. Marzio Casartelli

Innovazione Design&Abbigliamento
Arch. Roberto Marcatti - Dott. Bernardo Calamai - Sig. Andrea Fiorio

La conferenza si svolgerà presso

NABA (Nuova Accademia delle Belle Arti)
AULA MAGNA
Via Darwin, 20 Milano
Dalle Ore 18:00 alle 20:30

NABA

 

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