Mag
29th

Acqua+cloro=luce

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La crisi energetica mondiale acuisce l’ingegno degli sperimentatori domestici. Un brasiliano emulo di Edison sostiene di aver trovato il modo di sostituire l’illuminazione casalinga con bottiglie riempite di un liquido luminescente, ognuna delle quali, stando a quanto dichiarato dall’inventore, sarebbe paragonabile a una lampadina da 60 watt. Insomma, senza elettricità né batterie, luce fredda imbottigliata. A sostegno della presunta invenzione, sul web si può assistere a un breve video che mostra come viene confezionata e quanta luce diffonde l’incredibile fonte di energia luminosa.


Link diretto al video su Youtube

BOTTIGLIA USATA E CLORO - Si parte da una comune bottiglia di acqua minerale, riempita in parte di acqua del rubinetto e in parte di Clorox, un detergente-disinfettante che, come dice il nome, è a base di cloro. Subito dopo si espone la bottiglia al Sole e, a questo punto, avverrebbe una reazione fotochimica capace di eccitare la miscela e renderla molto luminescente, al punto da illuminare un locale buio, tanto quanto farebbe una lampadina elettrica di media potenza. Il video si conclude con lo sperimentatore soddisfatto dopo avere appeso al soffitto un certo numero di bottiglie e spento le lampadine elettriche.

VALE LA PENA? - Invenzione creativa o semplice gadget? Che esistano liquidi luminescenti è noto anche ai bambini, i quali possono giocare con collanine e braccialetti di plastica, riempiti di miscele variopinte in grado di brillare nell’oscurità. Quindi è probabile che, in maniera analoga, la miscela acqua-clorox, esposta al sole, si carichi di energia che poi viene restituita gradualmente sotto forma di radiazione luminosa. Tuttavia, ai fini di valutare la praticità dell’invenzione, bisogna valutare quanto tempo può durare l’emissione e soprattutto quanto costa la quantità di liquido clorato necessaria al confezionamento di una bottiglia luminescente; non ultimo i problemi di inquinamento ambientale connessi allo smaltimento della miscela esausta. Sono tutte valutazioni che solo un attrezzato laboratorio chimico può fare. Alla fine si potrebbe scoprire che il gioco non vale, alla lettera, la candela.

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Mag
29th

Flash: I ghiacci si sciolgono, i potenti litigano

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In seguito alla notizia ormai nota, secondo la quale i ghiacci artici si stanno sciogliendo e la calotta ritirando, è sconvolgente l’atteggiamento di quelle grandi nazioni che si affacciano sui mari ghiacciati del nord.

Canada, Russia, Stati Uniti e Danimarca ,presente sul territorio con la provincia indipendente della Groenlandia, non si preoccupano affatto delle conseguenze che potrebbe causare il discioglimento dei ghiacci. Al contrario stanno pensando di sedersi al tavolo delle trattative, per decidere come spartirsi le nuove rotte commerciali e i giacimenti di petrolio nascosti sotto i ghiacci.

Questo comportamento lascia alquanto basiti, specialmente quando queste stesse nazioni parlano di salvaguardare il pianeta per evitare una catastrofe annunciata. Forse un momento di riflessione farebbe bene anche a loro.

Leo

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Mag
29th

Flash: al Polo Nord spaccature di 16 Km

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Allarme dal Canada sulla calotta artica

La calotta ghiacciata si sta disintegrando, i pezzi sono tenuti insieme come in un puzzle, ma potrebbero staccarsi. Questo è ciò che afferma Derek Mueller, ricercatore della Trent University intervistato dalla Bbc. Il professor Mueller ha viaggiato insieme a una spedizione militare canadese e ha individuato nuovi, preoccupanti segni di degrado nella calotta polare artica. Nell’area del Ward Hunt gli scienziati hanno misurato spaccature nel ghiaccio lunghe fino a 16 chilometri. Il riscaldamento climatico fa senture i suoi effetti in misura sempre più forte al Polo Nord.

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Mag
28th

Individual water footprint

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Tutti conoscono il Carbon Footprint , ovvero quel sistema che calcola l’impatto ambientale delle attività di ogni singolo essere umano in termini di Diossido di Carbonio. Ovvero la somma di tutte le attività che un  individuo compie giornalmente tradotte in CO2.

Il Water Footprint misura quindi la quantità d’acqua utilizzata per la produzione dei beni di comune e quotidiano utilizzo. Grazie a questo sistema è possibile calcolare la quantità d’acqua che ognuno di noi utilizza ogni giorno.

Alcuni esempi

  • Per produrre 1Kg di carne servono 16.000 litri d’acqua
  • per produrre una tazzina di caffè ne servono 140
  • Il Water footprint della Cina è di 700 metri cubi d’acqua pro capite annuale
  • Il Water footprint degli USA è di 2.500 metri cubi pro capite annuale

Quale è il tuo Water Footprint?

Se vuoi sapere quanto incide la tua quotidianità sul consumo di acqua visita il link qui sotto riportato e potrai calcolarla facilmente.

WATER FOOTPRINT

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Mag
28th

Vasca trasparente

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La prima cosa da fare per risolvere un problema è individuarlo. Se non conoscete quanta acqua utilizzate, non potete sapere quanta ne potreste risparmiare. Per questo motivo , Flore de Combrugghe, ha disegnato questa particolare vasca da bagno, la cui peculiarità sta nell’indicare quanta acqua state utilizzando. La difficoltà che spesso si incontra è quella di far capire le quantità che sono in ballo. Per semplificare la comprensione all’utente le tacche numerate presenti sul fianco della vasca hanno come unità di misura Bottiglie d’acqua . Normalmente infatti l’unità di misura utilizzata è il decimetro cubo,  difficilmente comprensibile per la maggior parte delle persone.

Flore de Combrugghe è la designer belga che sta dietro a questo progetto. La vasca è il risultato di un laboratorio di Addict’s Lab di Bruxelles. La vasca trasparente mostra il numero di bottiglie d’acqua potabile con cui si sta facendo il bagno.

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Mag
28th

Un atollo solare nei mari dell’arabia

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Un nuovo atollo sta per emergere al largo dell’Arabia Saudita. Niente a che vedere con il turismo: sarà invece una centrale d’energia galleggiante. Si chiama Solar Island, ed è il primo prototipo al mondo di isola solare, progettato dalla società svizzera Csem. L’isola, dal diametro di 100 metri, è in fase di costruzione nel deserto di Ras Al Khaimah, sarà ultimata entro la fine dell’anno e trasportata in mare aperto dove è destinata a produrre energia pari a 1Mw. Obiettivo che si realizzerà grazie alla combinazione di due elementi naturali,

l’acqua e il sole. Per far funzionare l’eco meccanismo di Solar Island infatti l’acqua del mare, raccolta in tubature, dovrebbe raggiungere con facilità, considerata la latitudine, la temperatura di ebollizione. Il ricavato energetico verrà impiegato per convertire l’acqua in idrogeno pronto per tornare, a bordo di navi, sulla terra ferma.

In rete su www.solar-islands.com

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Mag
23rd

Acqua di scarico per gli abitanti di Los Angeles

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NEW YORK— Dieci anni fa Antonio Villaraigosa, allora consigliere comunale, condusse la battaglia per bloccare un progetto tanto audace quanto impopolare: riciclare l’acqua degli scarichi rendendola di nuovo potabile. Toilet to tap, dal water al rubinetto, secondo lo slogan allora coniato dai «contras», che la spuntarono. Ma oggi è proprio lui, il sindaco di Los Angeles, a proporre questa terapia-choc per la grande sete della seconda città americana. La prolungata siccità nel West americano che ha portato sotto i limiti di guardia le riserve idriche della California meridionale ha spinto prima il governatore Schwarzenegger e poi il sindaco Villaraigosa a proporre misure drastiche. Sulla base del piano appena presentato, gli abitanti di Los Angeles nei prossimi anni dovranno cambiare lavatrici, water, «cipolle» della doccia, passando a modelli che erogano meno acqua. E dovranno modificare le loro abitudini. Non ci sarà più acqua in libertà per innaffiare il giardino, lavare l’auto, fare il bagno al cane. Sarà una rivoluzione anche per le opere pubbliche: grandi parcheggi nei quali l’asfalto verrà sostituito da grate d’acciaio, in modo da consentire la raccolta delle acque piovane, urinatoi puliti a secco e, per gli spazi verdi, annaffiatoi «intelligenti»: niente spruzzi nelle ore più calde della giornata, quando l’evaporazione è maggiore, o se il barometro prevede pioggia. Ma, soprattutto, il piano appena approvato punta a rendere potabili ogni anno 20 miliardi di litri d’acqua che oggi finiscono nelle fogne.

Dal water al bicchiere, proprio come nello slogan: Villaraigosa ha cambiato idea ed è pronto a rischiare il suo futuro politico su un progetto che continua a inquietare molti, perché si è convinto che le tecnologie oggi disponibili consentono di rendere scarichi e liquami più puri dell’acqua distillata e perché entro pochi anni la grande sete della California non lascerà molte vie di scampo: non è possibile penalizzare l’agricoltura che assorbe il 70 per cento dell’acqua consumata, mentre le precipitazioni nevose sulla Sierra, le montagne che alimentano la California, continuano a calare e i bacini degli Stati a Nord e a Ovest, usati in passato per rifornire le città sul Pacifico, sono anch’essi mezzi vuoti o bloccati dalle leggi sulla tutela delle specie animali protette. Il piano non è solo un esercizio di calligrafia di politici che vogliono mostrarsi attivi: le tecnologie di depurazione sono ormai mature e un primo impianto-pilota è appena entrato in esercizio nella Orange County. È uno stabilimento nel quale l’acqua subisce tre diversi processi di depurazione — micro filtraggio per rimuovere corpi solidi e batteri, un’osmosi invertita per rimuovere gli altri microrganismi, il sale, i residui chimici e farmaceutici e, infine, un trattamento con raggi ultravioletti e acqua ossigenata per eliminare le ultime tracce di contaminazione.

L’acqua così rigenerata viene pompata nelle falde sotterranee dove, dopo l’ulteriore filtraggio del terreno, finisce nei pozzi artesiani che alimentano le case della California. Un sistema complesso e dai costi molto elevati: l’impianto di Orange County è costato 500 milioni di dollari, la sua gestione annuale ne richiederà altri 30 ed è in grado di trattare circa 250 milioni di litri d’acqua al giorno: il 10 per cento del fabbisogno della contea. Quello di Los Angeles può apparire un caso-limite, ma le riserve idriche—tra aumento della popolazione e cambiamenti climatici — cominciano a scarseggiare un po’ ovunque. L’acqua gratis o quasi sarà presto un ricordo. Dovremo cambiare le abitudini di consumo e servirà molto senso civico. In tante parti d’America questa rivoluzione dei comportamenti è già una realtà: l’anno scorso, quando la Georgia fu colpita da una grande siccità, il governatore Sonny Perdue chiese ai cittadini di ridurre i consumi del 10 per cento. Nel giro di un mese il sistema idrico dello Stato registrò un calo della domanda addirittura del 15 per cento. E a San Antonio, nell’arido Texas, i consumi idrici attuali sono gli stessi di dieci anni fa, anche se la popolazione è cresciuta del 30 per cento.

Merito degli investimenti in risparmio idrico fatti dalla città e dalle imprese locali: il parco acquatico di Sea World ha imparato a risparmiare 80 milioni di litri d’acqua l’anno, mentre Frito-Lay, che aveva bisogno di 16 litri d’acqua per produrre un chilo di patatine fritte, ore riesce a farlo con 8. Attanagliati dagli alti costi dell’energia e dall’impennata dei prezzi delle derrate agricole, arriviamo esausti a quest’ennesima emergenza. «Ma è proprio quella dell’acqua—avverte il presidente dell’Earth Policy Institute, Lester Brown — la battaglia decisiva: ognuno di noi ogni giorno assorbe quattro litri d’acqua, mentre per produrre gli alimenti con i quali ci nutriamo questi quattro litri vanno moltiplicati per 500. È chiaro che, se non affrontiamo il problema, il futuro ci riserverà non solo problemi di forniture idriche ma anche una crisi alimentare ». Se ne sono già accorti in Cina, dove il raccolto di frumento è calato del 15 per cento in dieci anni perché le terre del Nord sono sempre più aride.

Da “Corrieredellasera.it”

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Mag
21st

Può il vento salvare l’acqua?

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Grandi notizie dal mondo dell’eolico, e grandi conseguenze per il mondo dell’acqua.

La prima notizia è che Il Dipartimento per l’energia Americano ha pubblicato un documento in cui viene confermato ciò che già da tempo l’industria del vento sta affermando: l’eolico puotrà soddisfare entro il 2030 il 20% delle necessità energetiche degli Stati Uniti. Nonostante la continua crescita della domanda energetica, le infrastrutture eoliche possono soddisfare  un quinto della richiesta nazionale. Altre nazioni, tra le quali Danimarca in testa, producono già considerevoli quantità di energia grazie alle fonti rinnovabili.

Un’altra  notizia degna di risalto arriva direttamente dall’ex petroliere T. Boone Pickens, che ancora una volta ha confermato il detto che vuole che in Texas tutto sia più grosso.

Infatti ha appena effettuato un ordine di turbine eoliche per un valore di 2 miliardi di dollari, per realizzare il progetto del più grande campo eolico al mondo.

Ma cosa centra l’energia eolica con l’acqua?

La notizia che più colpisce è che la produzione di energia eolica farà risparmiare per la sua produzione, 16 trilioni di litri d’acqua entro il 2030.

L’eolico non sarà sicuramente la soluzione definitiva al problema energetico e della mancanza d’acqua, ma può essere parte della soluzione. A mio avviso questa è l’ennesima dimostrazione di come le energie rinnovabili siano un ottimo investimento a lungo termine e di come possano generare ulteriori ed inaspettati guadagni in termini di risparmio.

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