La crisi energetica mondiale acuisce l’ingegno degli sperimentatori domestici. Un brasiliano emulo di Edison sostiene di aver trovato il modo di sostituire l’illuminazione casalinga con bottiglie riempite di un liquido luminescente, ognuna delle quali, stando a quanto dichiarato dall’inventore, sarebbe paragonabile a una lampadina da 60 watt. Insomma, senza elettricità né batterie, luce fredda imbottigliata. A sostegno della presunta invenzione, sul web si può assistere a un breve video che mostra come viene confezionata e quanta luce diffonde l’incredibile fonte di energia luminosa.
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BOTTIGLIA USATA E CLORO - Si parte da una comune bottiglia di acqua minerale, riempita in parte di acqua del rubinetto e in parte di Clorox, un detergente-disinfettante che, come dice il nome, è a base di cloro. Subito dopo si espone la bottiglia al Sole e, a questo punto, avverrebbe una reazione fotochimica capace di eccitare la miscela e renderla molto luminescente, al punto da illuminare un locale buio, tanto quanto farebbe una lampadina elettrica di media potenza. Il video si conclude con lo sperimentatore soddisfatto dopo avere appeso al soffitto un certo numero di bottiglie e spento le lampadine elettriche.
VALE LA PENA? - Invenzione creativa o semplice gadget? Che esistano liquidi luminescenti è noto anche ai bambini, i quali possono giocare con collanine e braccialetti di plastica, riempiti di miscele variopinte in grado di brillare nell’oscurità. Quindi è probabile che, in maniera analoga, la miscela acqua-clorox, esposta al sole, si carichi di energia che poi viene restituita gradualmente sotto forma di radiazione luminosa. Tuttavia, ai fini di valutare la praticità dell’invenzione, bisogna valutare quanto tempo può durare l’emissione e soprattutto quanto costa la quantità di liquido clorato necessaria al confezionamento di una bottiglia luminescente; non ultimo i problemi di inquinamento ambientale connessi allo smaltimento della miscela esausta. Sono tutte valutazioni che solo un attrezzato laboratorio chimico può fare. Alla fine si potrebbe scoprire che il gioco non vale, alla lettera, la candela.











By Gabriele on mag 30, 2008 | Reply
Credo che abbiate frainteso il funzionamento di questa invenzione.
Quello che si evince dal video è che il funzionamento non ha assolutamente nulla a che vedere con la luminescenza chimica, ma è infinitamente più semplice: si tratta in effetti di una guida di luce.
Il cloro nell’acqua ne cambia l’indice di rifrazione, rendendo più efficiente la conduzione e allo stesso tempo la diffusione della luce.
Dunque Le bottiglie non fatto altro che trasportare la luce del sole all’interno della casa, come se fossero delle fibre ottiche.
Niente di esoterico, dunque.
Un’invenzione a mio parere geniale, in quanto adatta ad illuminare senza spesa locali senza finestre, ma chiaramente non può sostituire l’energia elettrica, perché nel momento stesso in cui tramonta il sole cala la luce nella casa, fino a spegnersi del tutto appena fa buio.
Insomma, è una versione del lucernario, solo più raffinata, più efficiente, più economica per chi vive nei paesi in via di sviluppo, e certamente più isolante dal calore esterno.