feb
25th

PIRELLONE: Siglato il patto per l’acqua

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pirelloneIl documento sottoscritto ha una parte generale di analisi del contesto fisico e degli scenari meteo-climatici, sottolinea le criticita’ emerse nei mesi di lavoro dal 10 maggio 2007, quando Regione Lombardia propose la stipula di un “Patto per l’acqua”, presenta l’opportunita’ di sviluppo e di utilizzo della risorsa acqua e quindi delinea obiettivi e linee di azione del “Patto”.

“Con questo Patto -ha concluso l’assessore Buscemi- si avvia una fase progettuale volta a identificare politiche, azioni e risorse, relativamente al governo del bene primario acqua. Si tratta, quindi, di un punto di partenza importantissimo”.

“In Regione Lombardia -ha precisato l’assessore Luca Daniel Ferrazzi- i consorzi di bonifica e irrigazione gestiscono una rete di circa 42.000 km di canali, con piu’ di mille addetti e oltre 6 milioni di utenti. Il miglioramento della gestione delle risorse idriche in agricoltura e’ uno degli obiettivi centrali del nostro operato”.

feb
17th

H2O consiglia: Pensare la decrescita

pensare-la-decrescitaTitolo: Pensare la decrescita

Autore: Paolo Cacciari

Editore: Intra Moena

Un testo indispensabile per chi voglia capire cosa si intende per “critica dello sviluppo” e “decrescita”, e per avere suggerimenti sugli autori e i libri da leggere.

Il libro è anche un ponte tra la tradizionale cultura della sinistra incentrata sui fondamenti della decrescita economica e il nuovo orizzonte della decrescita, dell’economia locale e del limite naturale e sociale alla produzione e trasporto di merci. Questo nuovo orizzone ha una storia ormai lunga, fatta di dibattiti, elaborazioni teoriche e sperimentazioni sul campo, di cui, appunto, Paolo Cacciari offre una rassegna molto ampia.

feb
16th

La cura con l’acqua

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C’è un nuovo metodo per liberarsi dei capillari superficiali che rovinano le gambe di sette donne su dieci ( a volta già dai 30 anni). La tecnica a base di acqua salata concentrata messa a punto da Patrizia Gilardino, chirurgo estetico e membro della Società chirurgica plastica ricostruttiva ed estetica (www.sicpre.it), è analoga alla classica scleroterapia: si inietta una sostanza nei capillari per indurne la chiusura e quindi il riassorbimento. Però, al posto dei farmaci, c’è l’acqua salata: Così si azzerano le controindicazioni: il periclo di tossicità è nullo e si possono trattare anche pazienti pluriallergiche.

Chi vuole avere gambe perfette in vista della bella stagione deve cominciare a pensarci adesso: per ottenere il risultato voluto occorrono in media tra/cinque sedute (ognuna dura 45 minuti e costa circa 150 euro)da eseguire lungo l’arco di due mesi.

Unica precauzione : dopo i trattamenti non bisogna esporsi al sole per almeno una settimana. Il metodo è consigliato a chi ha numerosi capillari: Se sono pochi la scleroterapia tradizionale può risolverli in una sola volta. La tecnica standard, inoltre , è indicata in caso di varici più grandi. Terza opzione il laser, che in genere si sceglie per trattare il viso perchè sulle gambe è meno efficace e, richiedendo un maggiore numero di sedute, risulta costoso.

Da iO del febbraio 2009

feb
13th

Le crisi idrogeologiche accendono le micce delle guerre

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guerre-acqua

(ANSA) – BRUXELLES – La carenza d’acqua e’ destinata ad accentuarsi e avra’ conseguenze sociali devastanti, per le tensioni sociali che si moltiplicheranno fino a trasformarsi in guerre piu’ aspre di quelle combattute per il petrolio. A lanciare l’allarme da Bruxelles diverse personalita’ tra cui Mikhail Gorbaciov e il principe Alberto di Monaco, che chiedono ai leader mondiali di inserire, nelle misure anticrisi, anche una gestione piu’ equa e responsabile delle risorse idriche. ”L’accesso all’acqua e’ un diritto fondamentale dell’uomo e i leader che si accingono a ridefinire l’architettura dell’economia mondiale devono tenerlo in considerazione”, ha detto oggi l’ex leader Urss, presidente del Forum politico mondiale, aprendo i lavori della conferenza Fare pace con l’acqua, ospitata dal Parlamento europeo. Per Gorbaciov, l’approvvigionamento delle risorse idriche ”e’ un problema politico che i leader mondiali non stanno affrontando nel modo giusto”. Un problema, spiega, ”aggravato dai cambiamenti climatici”. Il surriscaldamento del pianeta alterera’ le precipitazioni e portera’ ad una riduzione di acqua potabile compresa tra il 20% e il 30%, secondo i dati Onu citati dal presidente. A soffrirne sara’ principalmente l’agricoltura (l’80% dell’acqua viene impiegata per irrigare i campi) e il crollo delle coltivazioni portera’ ad un aumento dei prezzi. Ma oltre alle perdite economiche, anche nelle economie piu’ robuste, il pericolo piu’ grande resta l’instabilita’ sociale, soprattutto nelle aree dove la pressione demografica e’ maggiore e dove l’accesso alle risorse idriche e’ sotto il controllo delle forze politiche. Come accadde qualche anno fa con la tensione tra Libano e Israele per il controllo delle acque al confine: ”Sharon disse chiaramente ai libanesi che era disposto a fargli guerra se avessero accampato pretese sui laghi al confine”, ha raccontato Gorbaciov. Secondo un rapporto dell’Onu citato dal presidente, circa un miliardo di persone nel mondo soffre per la mancanza di acqua e non solo nei Paesi in via di sviluppo ma ”anche nell’Europa dell’Est dove quella corrente e’ inquinata”. Inoltre, ha aggiunto Gorbaciov, ”l’80% delle malattie contagiose sono il risultato della scarsita’ di risorse idriche”. La penuria e’ determinata soprattutto dal fatto che ”il consumo di acqua aumenta piu’ in fretta della crescita demografica”, ha spiegato il capo della direzione generale Ambiente della Commissione Ue, Karl Falkenberg, che si e’ unito all’appello lanciato oggi da Bruxelles ai leader di tutto il mondo: agire subito, non solo per combattere la crisi ma per evitare la guerra dell’acqua.(ANSA).

feb
13th

Alimentare i lampioni con l’acqua

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lampione idroeletticoNo! Non siamo ancora arrivati a versare un bicchiere d’acqua per generare luce, anche se in questo articolo sembrava possibile. Ma almeno sfruttare l’energia prodotta da un torrente o un fiume per illuminare i piccoli centri abitati sembra possibile.

Questo test viene effettuato in questi giorni in un piccolo paese dell’Irlanda del Nord. Verrà infatti montata una piccola turbina sotto la passerella che passa sopra il fiume Finn. A tale turbina verrà collegato un lampione a led, dal consumo di 100 Watt. In realtà ognuna di queste mini turbine può alimentarne 3 contemporaneamente, ma per la fase di test è stato scelto di collegarne solo uno.

Per assicurare però luce anche nei periodi in cui il fiume è in secca, è stato installato anche un piccolo pannello solare per garantirne il funzionamento.

feb
12th

Twestival, per dare accesso all’acqua grazie al web

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TwestivalTroviamo su Internet l’acqua per i popoli assetati. No, non è una provocazione. È il “Twestival 2009”. Un tentativo, uno dei primi e dei meglio organizzati, per coagulare intorno alle comunità virtuali un progetto con scopi sociali.

È uno sforzo mondiale in corso in queste ore in tutto il web e, fisicamente, in oltre 175 città del pianeta per alleviare uno dei problemi più gravi del nostro tempo: la mancanza di acqua potabile e sicura. Più di un miliardo di persone nel mondo soffrono e muoiono per problemi sanitari dovuti all’insicurezza dell’acqua che bevono. La mancanza di acqua uccide più della fame e delle guerre.

L’idea nasce intorno al social network Twitter (in inglese cinguettare), la rete di microblogging ancora poco usata in Italia, ma diffusissima in molti paesi, che permette agli utenti di mandare messaggi di testo, lunghi non più di un sms, sulla propria pagina e in contemporanea su quella dei propri amici. Insomma, una sorta di Facebook più istantaneo e tutto testuale.

È qui che nasce l’idea di organizzare un festival in contemporanea in tutto il mondo per far incontrare fisicamente gli utenti di Twitter introno alla causa di “Charity:water (http://www.charitywater.org/)” l’ong che da sempre si batte per portare acqua potabile e sicura alle popolazioni nei paesi in via di sviluppo, finanziando progetti sostenibili nelle aree di maggior bisogno. L’obiettivo è di scavare pozzi e fornire accesso ad acqua potabile e sicura a 200 comunità. «Partecipando al Twestival – spiegano gli organizzatori – con il tuo biglietto, non dai acqua, dai accesso all’acqua: qualcosa che può portare un beneficio duraturo e una maggiore speranza di vita a migliaia di persone».

Così in queste ore migliaia di persone si stanno incontrando per condividere questa battaglia e per scambiarsi idee ed esperienze sul tema del risparmio idrico (la mappa di tutte le località su http://video.liveearth.org/). Sono già in corso le feste ad Auckland, in Nuova Zelanda. Stanno per cominciare quelle a Tokyo e in tante città australiane e sul sito di Charity:water c’è l’aggiornamento in tempo reale delle cifre raccolte. Poi toccherà alla Cina, all’India, all’Africa, all’Europa e alle Americhe. Qui da noi gli appuntamenti sono a Roma (oggi ore 19:30 al «Femme» di via del Pellegrino, 14 – zona Campo de’ Fiori – http://rome.twestival.com/) e a Lecce (http://lecce.twestival.com/). Per tutti l’ingresso sarà di 5 euro, che saranno interamente versati a “Charity:water”. Nei locali è d’obbligo la connessione wi-fi per “twittare” e seguire i “tweet” degli altri Twestival che si svolgono in contemporanea. Per chi non potrà raggiungere le sedi del Twestival c’è sempre la possibilità di donare i suoi 5 euro su Internet sul sito di “Charity:water”.

Infine un video. Quello che la star hollywoodiana Jennifer Connelly ha realizzato gratuitamente per la campagna shock firmata da Terry George, già regista nel 2004 di “Hotel Rwanda”, per Charity:water.

Da L’Unità del 12 febbraio 09

feb
12th

Cina, la grande sete. Milioni senza acqua: deviato un fiume

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La famiglia di sei persone che da giorni condividono una sola tazza d’acqua per lavarsi, sempre la stessa , perchè o così o niente. I militari che in fila versano acqua da catini di plastica, su piantine dal verde così pallido che sembra terra. Il primo ministro Wen Jiabao con la canna dell’acqua in mano, un sorriso ridotto a smorfia, che proclama: le autorità delle aree colpite dalla siccità la considerino la priorità numero uno. Scene d’emergenza nazionale, scene da un Paese che sta facendo i conti con la crisi economica e ora deve pronteggiare anche una catastrofe naturale.

La Cina ha sete. Otto province del nord è a rischio metà del raccolto di cereali, il governo ammette che circa 4 milioni e mezzo di persone quasi non hanno acqua potabile, oltre 2 milioni i capi di bestiamo in sofferenza. In Henan non piove da oltre 100 giorni. Mai così dal 1951. In alcune contee le piogge sono state tra il 50 e l’80 per cento in meno della media, l’Hebei Daily ha segnalato l’area di Cangzhou, dove precipitazioni sono diminuite del 91 per cento rispetto all’inverno scorso. Il ministro dell’Agricoltura, Sun Zhengcai, ha descritto con angoscia i 3-10 centimetri di crosta asciutta che coprono i terreni.

Pechino ha dichiarato l’emergenza nazionale e ha stanziato subito un budget 10 miliardi di euro per aiuti economici ai contadini e quasi 50 milioni di euro ai governi provinciali. Dallo Yangtze, il fiume più lungo della Cina, verranno deviate le acque per attenuare la siccità del Jiangsu, mentre le chiuse del tratto del Fiume Giallo che scorre in Mongolia interna verranno aperte per dare respiro a Henan e Shandong. Inoltre il governo centrale ha deciso anche il ricorso alla pioggia artificiale la dove possibile.

E’ l’atteggiamento di un Paese che, nella sua impetuosa modernizzazione, ha continuato a fare sua la filosofia maoista dell’assalto alla natura. Lo stesso approccio che ispirato la costruzione di dighe colossali. Gli effetti devastanti della siccità, tuttavia, hanno aperto un dibattito proprio sui costi ambientali del modello di sviluppo.

Ci sono di mezzo la natura e il riscaldamento globale, però conta  anche il fattore umano, accusano alcuni esperti. un ricercatore del ministero delle Risorse Idriche, Qiu Weiduo, ha parlato di errori.

Il presidente Wen l’ha scandito: ci giochiamo la ripresa del mercato interno, la nostra economia, è d’importanza vitale aumentare la produzione di cereali e il potere d’acquisto nelle campagne. Ma in Cina è l’inverno dello scontento, ed è un inverno asciutto.

Da Corriere della sera del 9 febbraio 09

feb
12th

H2O consiglia: La vita dopo il petrolio

La-vita-dopo-il-petrolio Titolo: La vita dopo il petrolio

Autore: G.Ruggieri, P.Raitano

Editore: Terre di Mezzo

Il mondo e la fine del benessere a buon mercato

“La progressiva riduzione della disponibilità delle fonti fossili pone alla nostra generazione sfide enormi”

Il petrolio non è solo quello che finisce nei motori delle nostre auto. Il petrolio è ovunque: negli oggetti, nel cibo, nei farmaci… Il petrolio ci ha garantito energia e benessere a buon mercato. E il petrolio finirà. Molto prima che questo accada, il mondo sarà sconvolto dalla scarsità di greggio. Diciotto esperti di fama internazionale rispondono a questa domanda: come cambieranno le nostre vite quando non potremo più contare sull’abbondanza di petrolio? Ovvero: dove vivremo? Che cosa mangeremo? Come produrremo energia? Prenderemo ancora l’aereo? E come cambieranno i rapporti politici
internazionali, la finanza, la medicina… In mancanza di facili soluzioni a portata di mano, La vita dopo il petrolio prova a indicare possibili sentieri da percorrere assieme: alternative affascinanti per cogliere la più grande sfida della nostra generazione.

Gianluca Ruggieri, ingegnere ambientale, è ricercatore presso il Dass dell’Università dell’Insubria. È presidente dell’associazione “corridoio.zero”
Pietro Raitano, giornalista, è direttore della rivista Altreconomia

Diciotto interventi di massimi esperti internazionali nel campo della produzione, dei trasporti e della politica:
Ugo Bardi
Guido Viale
Andrea Poggio
Federico Butera
Toufic El Asmar
Robin Wheeler
Enzo Ferrara
Luca Pardi
Enrico Euli
Alessandro Volpi
Gianni Silvestrini
Michael Dittmar
Hermann Scheer
Wolfgang Sachs
Sherif El Sabaie
Marco Pagani
James H. Kunstler
Luca Mercalli

Il libro è stato realizzato in collaborazione con Aspo Italia, capitolo italiano dell’Associazione internazionale per gli studi del picco del petrolio (www.aspoitalia.net)