mar
30th

Acqua: per 8 italiani su 10 è un problema

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BRUXELLES, 30 MAR – Italiani piu’ preoccupati per le condizioni dell’oro blu rispetto alla media europea: non si e’ tanto sicuri della qualita’ e nemmeno della quantita’. Il nemico numero uno? L’inquinamento. Questa la fotografia scattata da un’indagine di Eurobarometro, da cui risulta che per otto italiani su dieci (83%) la qualita’ dell’acqua costituisce un problema serio, cosi’ come per il 76% e’ la quantita’, contro rispettivamente il 68% e il 63% degli europei. Sul fronte della qualita’, i piu’ allarmati sono nove greci su dieci, mentre lo sono poco gli austriaci (26%). Temono di rimanere a corto di oro blu il 97% dei ciprioti, a differenza dei finlandesi che sembrano i piu’ tranquilli, che segnano appena un 23%. Quando si parla di minacce per la risorsa idrica, per gli italiani al primo posto compare l’inquinamento chimico (69%) e al secondo i cambiamenti climatici (41%), ma la media dei cittadini della Ue e’ ancora piu’ pessimista, con percentuali rispettivamente del 75% e del 50%. Negli ultimi cinque anni, la maggioranza degli italiani ha notato un peggioramento nella qualita’ dell’acqua (52% contro il 37% della media Ue) e solo uno su sei ha notato un miglioramento (16% contro il 27% Ue). Come i cittadini europei, gli italiani puntano il dito contro industria (75%) e agricoltura (69% , con un maggiore impatto dal punto di vista ambientale sull’acqua (contro 72% e 66% della Ue). Gli italiani si aspettano che i cambiamenti climatici modifichino gli ecosistemi caratterizzati dall’acqua (34% contro il 23% della media Ue). In compenso sono meno preoccupati degli europei dell’innalzamento del livello dei mari (15%) e di eventuali inondazioni (13%), mentre la media Ue e’ piu’ alta, con un 22% e 21%. La paura per eventuale penuria di oro blu e’ avvertita principalmente dai Paesi dell’Europa meridionale (73% a Cipro), mentre il rischio inondazioni e’ decisamente importante per I cittadini dell’Europa del Nord (75% in Gran Bretagna). I Cechi sono I piu’ numerosi (37%) nel credere che I cambiamenti climatici causeranno piu’ inondazioni, mentre il 44% degli olandesi pensa alla salita del livello del mare come l’impatto piu’ importante.

da ANSA del 30 marzo 09

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mar
26th

Milioni di dollari sprecati per l’acqua in Africa

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Acqua sprecata in AfricaLa vita di buona parte dell’umanità è dominata dal problema della scarsità d’acqua, e ancor più lo sarà in futuro. Ma che fine fanno i progetti di cooperazione e solidarietà per dotare di acqua i villaggi africani?

Fanno una pessima, ingloriosa fine. Centinaia di milioni di dollari sprecati perchè non ci si occupa della manutenzione.

Lo dice l’Institute for Environment and Development di Londra in occasione del Forum mondiale dell’acqua in corso a Istanbul.

In sostanza, secondo l’ Institute for Environment and Development , per dissetare l’Africa non basta scavare un pozzo ed andar via. Bisogna prendersi cura anche del suo funzionamento. Invece…

Invece questo non succede, e così non funzionano circa 50.000 punti di approvvigionamento idrico costruiti nelle campagne africane e costati 215-360 milioni di dollari.

Ad esempio, sono ancora in funzione solo 33 dei 52 pozzi per l’acqua e acquedotti costruiti dalla Caritas nella regione di Kaolack, Senegal, a partire dagli Anni 80.

Nella zona occidentale del Niger, di 43 simili pozzi ora 13 risultano abbandonati e gli altri 30 funzionano a singhiozzo: alcuni fermi solo per pochi giorni all’anno (ma già immaginatevi il dramma per chi su di essi fa affidamento), altri soggetti a più frequenti interruzioni del servizio. Nessuno, alla fine dei conti, assicura approvvigionamenti d’acqua sicuri.

Non è comunque solo un problema dei pozzi scavati dalla Caritas. Il 58% dei pozzi del Nord del Ghana ha bisogno di riparazioni.

La soluzione? Secondo l’Institute for Environment and Development, mettere la manutenzione di pozzi e acquedotti direttamente nelle mani delle comunità locali.

Da blogeko del 20 marzo 09

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mar
25th

Sondaggi: per 4 italiani su 5 la qualità dell’acqua è un problema

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Bruxelles, 25 mar. (Adnkronos/Aki) – Circa quattro italiani su cinque considerano la qualità dell’acqua un problema serio. E la pensa allo stesso modo la stragrande maggioranza degli europei. Il nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato a Bruxelles fotografa la percezione dei cittadini dell’Ue nei confronti dell’oro blu, proprio all’indomani del nulla di fatto al World Water Forum di Istanbul che non ha trovato l’accordo sulla definizione di acqua come ‘diritto’, ma bensì un generico ‘bisogno fondamentale’.

Numeri alla mano, secondo Eurobarometro, in generale l’83% degli italiani considera la qualità dell’acqua un problema serio (per il 47% degli intervistati è un problema molto serio, per il 36% è un problema abbastanza serio). E’ della stessa opinione il 68% degli europei. I più preoccupati d’Europa sono però i greci (90%), i romeni, francesi e portoghesi (88%). C’è invece poca apprensione tra gli austriaci, dove la percentuale scende al 36% e tra gli olandesi (42%).

La quantità degli approvvigionamenti allarma invece il 97% dei ciprioti e il 73% degli italiani, contro una media Ue del 63%. Ma non solo. Secondo la maggioranza degli italiani (52%) la qualità dell’acqua è peggiorata negli ultimi 5 anni. E’ dello stesso parere il 37% degli europei, anche se a vedere nero sono soprattutto ciprioti (75%) e greci (71%). Le minacce principali sono inquinamento e cambiamento climatico. Cosa fare per evitare che con il surriscaldamento globale l’acqua diventi il nuovo ‘petrolio’? Ciascun europeo cerca di fare la propria parte: l’84% degli intervistati ne ha ridotto il consumo, il 60% usa prodotti per la casa rispettosi dell’ambiente e il 78% dice ‘no’ all’uso di pesticidi e fertilizzanti per il giardino.

Da ADNKronos del 25 marzo 09

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mar
23rd

L’acqua per i grandi della terra non è un diritto

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V world water forumISTANBUL – Nessun accordo sul “diritto di accesso all’acqua” al Forum mondiale sull’acqua, conclusosi a Istanbul dopo una settimana di lavori che ha visto coinvolte oltre 25.000 persone, in rappresentanza di 155 paesi. Il punto di contesa sta nella definizione di acqua come bene, portata avanti dalle multinazionali, o invece dell’acqua come diritto. E nella dichiarazione finale si afferma la necessità di migliorare l’accesso all’acqua e l’azione di bonifica in tutto il mondo, ma non il “diritto all’accesso all’acqua”, chiesto con forza da numerose organizzazioni non governative e da diversi Paesi.

NECESSITA’ MA NON DIRITTO – Nella giornata mondiale dell’acqua, il testo conclusivo del Forum indica diversi impegni: necessità di fare economia di acqua, in particolare nel settore agricolo, e di contrastare l’inquinamento, sia nei corsi d’acqua che nelle falde freatiche. Francia, Spagna e molti paesi dell’America latina e del continente africano hanno tentato, senza riuscirci, di modificare il testo. La dichiarazione finale afferma che l’accesso all’acqua potabile e alla bonifica è una “necessità umana fondamentale”, ma non un “diritto”. «Siamo rattristati. Ci è stato impedito di apportare modifiche al documento», ha detto un delegato etiope. Da parte sua, il Partenariato francese per l’acqua (Pfe), che riunisce rappresentanti dello Stato, delle comunità locali, delle imprese e delle ong, ha “deplorato” l’assenza del “diritto all’acqua” nel documento. Venerdì scorso, il ministro francese per l’Ambiente, Chantal Jouanno, aveva chiaramente chiesto che il testo fosse rafforzato in tale direzione: «Come si può parlare di diritti dell’uomo se non si parla di diritto all’accesso all’acqua? E’ il diritto che condiziona tutti gli altri».

LE CIFRE DELL’EMERGENZA - Sono otto milioni i decessi annui attribuiti alla carenza di acqua e servizi igienico-sanitari, più di un miliardo di persone hanno limiti di accesso all’acqua potabile, 1,1 miliardi di persone non hanno accesso alle risorse idriche, 2,6 miliardi di persone hanno problemi igienico-sanitari, 3.900 bambini muoiono ogni giorno a causa della mancanza di acqua, l’inquinamento dei corsi d’acqua e delle falde del sottosuolo. Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, lanciato in parallelo al Forum, il rischio per la Terra è che al 2030 metà popolazione mondiale resti assetata, ma è l’Africa a dover affrontare la sfida più grande. Il segretario generale del Forum Oktay Tabasaran parla del documento come di «una piattaforma per affrontare i problemi del mondo legati all’acqua, che non possiamo ignorare» per la sopravvivenza del nostro Pianeta. «È un documento importante – conclude il ministro turco dell’Ambiente Veysel Eroglu – che servirà da riferimento a livello governativo».

IN ITALIA SCORRE UN FIUME DI ACQUA IN BOTTIGLIA – Agli italiani piace l’acqua in bottiglia, nel 2007 ne hanno consumata ben 12,4 miliardi di litri, e sono disposti a pagarla mille volte di più di quella che esce dal rubinetto delle loro case (in media 0,5 millesimi di euro al litro contro i 50 centesimi di euro al litro per quella in bottiglia). Con 196 litri pro-capite all’anno l’Italia è il primo Paese in Europa per consumo di acque in bottiglia e il terzo al mondo, dopo Emirati Arabi (260 l/anno procapite) e Messico (205)

Da “Corriere.it” del 22 marzo 09

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mar
19th

La sfida di Copenaghen: zero emissioni nel 2025

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La Sirenetta a Copenaghen

Copenaghen si è posta un ambizioso obiettivo: diventare la prima capitale al mondo zero emissioni entro il 2025. La sfida è stata lanciata dai sette responsabili della città. Il piano comprende 50 iniziative per tagliare del 20% le emissioni di Co2 entro il 2015: tra cui torri eoliche, auto elettriche e a idrogeno, il rinnovamento delle scuole.

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mar
18th

V forum mondiale sull’acqua

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Al V Forum Mondiale sull’acqua che si sta tenendo in queste ore in Turchia e che si concluderà il 22 marzo giornata mondiale dell’acqua si stanno facendo i conti sulla risorsa più preziosa del nostro Pianeta.

Secondo il terzo rapporto Water in a changing world presentato a Instanbul la situazione più disastrosa non potrebbe essere. Scrive Carta:

Questo quinto Forum dal titolo «Bridging Divides for Water» (Costruire ponti contro le divisioni per l’acqua) è «un think-thank privato», dedicato al problema delle risorse idriche nel mondo, organizzato dal World Water Council (il Consiglio mondiale dell’acqua), legato alla Banca Mondiale, alle multinazionali e alle politiche dei pesi che pensano che l’acqua sia un «affare» e come tale intendono gestirlo.

Infatti, il Forum, è organizzato ogni tre anni dalla Banca Mondiale e in genere vede la partecipazione dei minitri dell’ambiente di 180 paesi, che con oltre a 3000 organizzazioni e 20mila professionisti si confrontano sulle scelte da fare per tutelare l’acqua. Ma il punto è: tutelarla da parte di chi? Delle Multinazionali interessate a farla diventare sempre più preziosa aumentando così i loro introiti? O per assicurare una distribuzione equa a tutto il Pianeta? (continua…)

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mar
17th

Acqua a chilometri zero

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rubinettoCondividere l’acqua. Condividere le opportunità: è questo il filo conduttore, il 22 marzo, della Giornata mondiale dell’acqua. L’obiettivo è rendere accessibile a tutti un bene primario, la cui carenza continua invece a rappresentare un’emergenza mondiale. Per questo chiediamo ai comuni di inserire il riconoscimento del diritto all’acqua nei loro statuti dice Rosario Lembo, segretario nazionale del Cimca (comitato per il contratto mondiale dell’acqua, www.contrattoacqua.it), che ha anche depositato una legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua in Italia. Legambiente e Altreconomia rilanciano, invece, la campagna nazionale Imbrocchiamola: tutti i ristoranti che aderiscono all’iniziativa esporranno l’adesivo che invita all’uso dell’acqua di rubinetto.

Si tratta di un acqua a chilometro zero che arriva in casa attraverso gli acquedotti, evitando così le emissioni di inquinanti dovute a produzione, trasporto e smaltimento delle bottiglie di plastica. Spiega Giorgio Zampetti, di Legambiente. Info su www.imbrocchiamola.org

Da Io del 14 marzo 09

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mar
16th

Maldive a impatto zero

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maldiveLONDRA 15 MAR – Il presidente delle Maldive,Mohamed Nasheed, annuncera’ oggi un programma per fare della sua nazione il primo Paese al mondo a impatto zero. Secondo ‘The Observer’, annuncera’ una serie di misure in grado di azzerare, o quasi, le emissioni di gas nocivi entro il 2020. Il piano include la costruzione di 155 turbine a vento, l’installazione di mezzo chilometro quadrato di pannelli solari sui tetti delle abitazioni, e la realizzazione di una centrale a biomassa alimentata da gusci di noci di cocco.

Da ANSA

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