apr
15th

Water alphabet

Ecco un lavoro sviluppato da Biwa Inc agenzia specializzata nei campi della commercial photography e del hi speed digital movie . In particolare , per quanto riguarda la fotografia, il team di Biwa sta lavorando su soggetti still life dal mondo dell’acqua. Ed ecco alcuni esempi di scatti dei fotografi norimichi inoguchi, shinichi maruyama e wayne wilson.

Ecco a voi il Water Alphabet

Water Alphabet

Water Alphabet

Water Alphabet

apr
10th

Le «bombe chimiche» nascoste in un bicchier d’acqua

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MILANO – Un bicchiere d’acqua o, ancora meglio, una piscina possono contenere vere e proprie bombe chimiche. E paradossalmente le sostanze tossiche che finiscono lì dentro sono sottoprodotti dei disinfettanti. Così, bevendo o nuotando in piscina, non si prende più il colera, ma si possono rischiare altri danni e persino un tumore. Il problema di fondo è che i disinfettanti, derivati del cloro, si combinano con materiali organici presenti nell’acqua e si trasformano nei cosiddetti Dbp, appunto i sottoprodotti della disinfezione. Che sono decine, sono tossici e non sono registrati perché di recente scoperta. L’allarme arriva dall’University of Illinois che ha appena pubblicato uno studio, che è durato dieci anni, su Mutation Research

DANNI AL DNA - I ricercatori hanno sviluppato speciali linee cellulari di mammiferi che permettono di analizzare la capacità di certi composti chimici di uccidere le cellule ( citotossicità) o di provocare danni al Dna (genotossicità o cancerogenicità). «Il nostro laboratorio – ha detto Michael Plewa coordinatore della ricerca – ha costruito il più grande database di questi composti “emergenti” e ha fatto due nuove scoperte che potranno aiutare l’Epa (l’agenzia americana di protezione ambientale) nel prendere le opportune decisioni». La prima scoperta riguarda i Dpb che contengono iodio. Quest’ultimo si trova nell’acqua di mare o nelle falde acquifere sotterranee che si sono formate dove probabilmente una volta c’era il mare. Se l’acqua contiene iodio, quando si disinfetta per la potabilizzazione, si possono formare Dbp con atomi di iodio. Questi sono più tossici e genotossici di quelli regolati dall’Epa. Seconda scoperta: i Dbp contenenti azoto sono più tossici, genotossici e anche cancerogeni di quelli che non lo contengono. E anche questi ultimi non sono oggetto di regolamentazione.

I NUOTATORI – Il problema, però non sta soltanto nell’acqua potabile. Piscine e vasche da bagno funzionano da reattori chimici per i Dbp. «In questo caso – commenta Plewa – il materiale organico è l’essere umano stesso. Le persone sudano, usano creme solari e cosmetici che poi finiscono nell’acqua (clorata), insieme a capelli e cellule varie. L’acqua viene poi riciclata e così si accumulano Dbp in quantità che possono anche essere dieci volte superiori a quelle contenuta nell’acqua del rubinetto. E che vengono poi assorbite attraverso la pelle o inalate. Non a caso alcuni studi hanno dimostrato, nei nuotatori abituali, un tasso di tumori alla vescica e di asma superiore a quello della popolazione normale. I più a rischio, per quanto riguarda le piscine, sono i bambini, più suscettibili ai danni del Dna. Per ovviare a questo problema emergente, visto che non si può non trattare l’acqua con disinfettanti che eliminano i batteri, è indispensabile trovare soluzioni alternative a quelle chimiche. E per quanto riguarda le piscine è necessario insistere sulla opportunità di fare la doccia prima di immergersi e di evitare creme o altri prodotti sulla pelle.

Da “Corriere.it del 8 aprile 09

apr
6th

Vitamin Water

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vitamin-water

Una vetrina illuminata da neon multicolori farà oggi da cornice all’apertura del pop up store di Vitamin Water, il temporary shop del gruppo Glaceau che aprirà i battenti al 626 di Broadway, ovviamente a New York.

Il brand, fondato dal giovane aitante e salutista Darius Robin, commercializza acqua addizionata di sostanze naturali anti radicali liberi, da scegliere in una vasta gamma di sapori abbinati ai relativi benefici terapeutici. Un mix di scienza e natura per questo “food design” sopra le righe, che vanta un uguale apporto di vitamine a quelle che assimiliamo attraverso il cibo, unito ad un impatto calorico talmente limitato (10 calorie) da essere quasi inesistente.

Da “DesignerBlog.it” del 5 aprile 09

apr
3rd

Cromo esavalente nelle acque bresciane

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cromo-esavalenteIndolenza ed inattività, rilevazioni incerte, l’ambiguità normativa sono fattori che sommati possono arrecare un danno ingente, di dimensioni spropositate”. Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori sulla questione del cromo esavalente nelle falde acquifere nel bresciano. “Una vicenda letteralmente raccapricciante. L’aspetto che più inquieta – prosegue il deputato IDV – è la cinica lentezza, se non addirittura l’inerzia, con cui si sta procedendo in presenza di una situazione allarmante. Il solo pensiero che l’acqua utilizzata per uso potabile da centinaia di famiglie possa contenere il letale cromo esavalente suggeriva mobilitazione immediata. Invece, si trova modo di temporeggiare, di sollecitare modifiche e coordinamento di disposizioni normative, di chiedere un responso alla Commissione Europea. Eppure patologie quali tumore al naso ed ai polmoni, infertilità, alterazione genetica con ricadute sulle generazioni future sono conseguenze scientificamente dimostrate. Si è sin qui accertata la responsabilità in merito alla contaminazione delle falde? Si provveda, senza ulteriore perdita di tempo, all’inibizione dell’utilizzo dell’acqua inquinata. Si consentano alternative idriche alla popolazione e si depurino, infine, le falde. La qualità dell’acqua – conclude Scilipoti – non può passare come un elemento secondario che si presta ad un balletto di cifre e indici, consentendo, nell’incertezza, un uso che può rivelarsi letale”.

Da “IMGPress.it” del 3 aprile 09