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27th

ACQUA: L’Italia come l’Africa

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Italia come africa

Riporto questo bellissimo articolo che abbiamo scovato di Debora Billi su petrolio.blogsfere.it

“Leggevo da qualche parte che siamo ormai arrivati a un punto, in questo Paese, che se i politici rapinassero le gioiellerie non importerebbe nulla a nessuno. Non sappiamo più cosa dobbiamo arrivare a subire, perché ci sia un moto di ribellione, o almeno della sana indignazione civile.

Chissà, forse se i nostri concittadini che pensano solo al calcio e alle loro tasche sapessero che vengono considerati alla stregua di africani e fessi per giunta, magari qualcosa si smuoverebbe. Parlo di acqua, anzi ne parla Paolo Rumiz, uno dei più bravi corrispondenti di guerra italiani (dalla Bosnia a Kabul): occupandomene, dopo 35 anni di mestiere, ho provato lo stesso brivido della guerra dei Balcani.

Leggete il suo articolo, migliore di qualsiasi cosa possa scrivere io. Rumiz descrive esattamente la situazione della grande rapina dell’acqua in Italia, e molto correttamente mette in relazione l’esproprio delle risorse del Paese ai brutali sistemi coloniali che si sono verificati in Africa, dove popoli ignoranti, analfabeti, non coesi hanno supinamente accettato che ciò che era loro diventasse altrui, finendo col pagarlo e anche salato.

Il “Paese profondo” si è talmente indebolito che oggi l’atteggiamento predatorio che abbiamo rivolto prima verso la Libia o l’Etiopia e poi verso l’Est Europa, può essere rivolto verso l’Italia medesima senza il rischio di una rivoluzione.
Anche noi diventiamo discarica, miniera, piantagione.
E anche da noi i territori deboli sono lasciati completamente soli di fronte ai poteri forti. Come le tribù centro-africane.

Sapete trovare una differenza? La differenza tra la Campania e la Somalia, inquinate da ogni sorta di rifiuto speciale, diventate discariche di tutta Europa tra l’indifferenza degli abitanti che da anni vedono e tacciono (anzi, no: in Somalia almeno si sono dati alla pirateria, per farsi compensare); la differenza tra la Nigeria e la Basilicata, dove i petrolieri estraggono e inquinano senza nulla dare in cambio, a gente che si contenta delle briciole; la differenza tra Taranto e la periferia di Nairobi, dove persone irrilevanti muoiono per inquinamento da diossina o da piombo; tra la Val di Taro in Emilia e il Congo, entrambi spoliati delle loro risorse principali da gente senza scrupoli e nella compiacenza dei politici locali:

C’è una fabbrica di acque minerali che succhia dalle falde appenniniche in modo così potente che nei momenti di siccità gli abitanti del paese – noto fino a ieri per le sue fonti terapeutiche e oggi semi abbandonato – restano senz’acqua nelle condutture pubbliche.
C’è una protesta ma il sindaco tranquillizza tutti in consiglio comunale. (…)  L’acqua del paese è data già per persa, requisita dai padroni delle minerali. L’idea che si tratti di un bene pubblico e prioritario non sfiora né il sindaco né la popolazione rassegnata.

E neanche gli africani, probabilmente. E dov’è la differenza con l’Africa, in tutto questo?

  • Cementificazione dei parchi naturali
  • Requisizione delle sorgenti
  • Privatizzazione dell’acqua pubblica
  • Discariche e inceneritori negli spazi più incontaminati del Paese
  • Ritorno al nucleare
  • Grandi opere imposte con la militarizzazione dei territori e la distruzione di interi habitat
  • Fiumi già in agonia, disseminati di ulteriori centrali idroelettriche
  • Impianti eolici che stanno cambiando i connotati all’Appennino

Ci stanno trattando come africani, bisognerebbe spiegare al vicino indifferente, incurante, preoccupato della sua nuova auto e incazzato per gli sbarchi di gente sfigata, ma molto più simile a lui di quanto non pensi. Perché è gente che ha imparato a subire, che si è messa nelle mani di corrotti, che non conosce i propri diritti… esattamente come sta succedendo a noi.

Il dossier di un’azienda multinazionale finlandese descrive così una regione italiana del centro: “facilità di penetrazione, costi d’insediamento minimi, zero conflittualità sociale”. Soprattutto, “poche obiezioni ecologiche”.
Sembra il Congo, invece è Italia.

Da petrolio.blogsfere.it del 22 maggio 09

mag
27th

Be water, my friend


Direktlink zum Video auf Youtube

Quello che avete appena visto è il trailer del film di Antonio Martino “Be water, my friend”, dedicato all’acqua come fonte di vita e alla perdita dell’acqua come fonte di identità e di queilibrio. Dalla giovialità dei pescatori delle valli ravennati alla disperazione e rassegnazione degli ex pescatori di Muynaq, piccola cittadina vicina al lago Aral, l’acqua è la fonte, prima e unica, da cui si genereno la vita e la morte, la ricchezza e il fallimento. L’acqua, come la struttura del film che mette a confronto due comunità di pescatori, rispecchia l’ecosistema della comunità che nutre.

Da ecoblog del 23 maggio 09

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20th

Bergamo: 300 bambini amici dell’acqua

Amica acqua Si è conclusa la prima edizione di “Amica Acqua”, concorso rivolto alle scuole materne, primarie e secondarie della provincia di Bergamo, promosso dal Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca. L’iniziativa ha registrato un notevole successo, sensibilizzando le nuove generazioni sulla necessità di tutelare e salvaguardare l’acqua, bene prezioso, per un uso responsabile e corretto.
I 300 alunni presenti alla premiazione hanno trasformato la cerimonia in una grande festa all’insegna della nostra “Amica Acqua”. Ai giovani vincitori è stato consegnato del materiale didattico come riconoscimento per la qualità dei loro elaborati, che hanno dimostrato una grande sensibilità sul tema.
La prima edizione del concorso è andata ben oltre le più ottimistiche attese degli stessi organizzatori. Le creazioni degli allievi orobici sono state molto apprezzate dalla commissione giudicatrice per fantasia, creatività e inventiva. Disegni, racconti, elaborati scientifici e opere teatrali si sono rivelati particolarmente validi, esprimendo piena consapevolezza in materia di salvaguardia e tutela delle risorse idriche. Nonostante la manifestazione fosse rivolta agli istituti di Bergamo e provincia, sono giunti lavori da tutta Italia. Per questo è stato deciso di conferire delle menzioni d’onore alle scuole che, pur non essendo originarie della zona, si sono distinte per la qualità e la genialità dei loro elaborati.
Considerato il notevole successo ottenuto dalla prima edizione, il Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca sta riflettendo sulla possibilità di riproporre il concorso anche il prossimo anno, come ci spiega lo stesso Presidente Marcello Moro: «Questa è un’esperienza non solo da ripetere, ma anche e soprattutto da valorizzare con strumenti nuovi ed adeguati. Occorre partire dalle nuove generazioni, dai bambini e dai ragazzi, per instillare e diffondere una rinnovata sensibilità verso i temi strategici dell’acqua e dell’ambiente in generale. Sono veramente molto contento del risultato dell’iniziativa e ciò mi convince che è la strada giusta da intraprendere».
“Amica Acqua” è stata patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, dal Consiglio Regionale della Lombardia, dalla Provincia e dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Bergamo. Le creazioni degli studenti saranno esposte al pubblico in occasione della terza edizione della “Camminata Nerazzurra” nella giornata di domenica 24 maggio. Sul Sentierone sarà presente uno stand dedicato al Consorzio all’interno del quale si potranno osservare gli elaborati delle scuole partecipanti.

Da Bergamonews del 18 maggio 09

mag
18th

Dove il mare Egeo diventa verde

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isole-greche-egeoIn Grecia hanno deciso: Agios Efstratios, Tilos e Nisyros saranno le prime isole elleniche verdi al cento per cento. Una scelta ecoturistica da dieci milioni di euro, con calcolati benefici di lungo periodo: i generatori di corrente a petrolio saranno sostituiti con impianti solari e, a quel punto, la conversione green globale sarà un modo per garantirsi il flusso di vacanzieri attenti all’ambiente.

Via libera quindi a bus elettrici , raccolta dei rifiuti superdifferenziata, rispetto totale di spiagge e fondali. Una tendenza : anche le Maldive hanno deciso di diventare (eltro il 2020) il primo Paese del Pianeta a impatto zero: saranno costruite 155 turbine a vento, mezzo chilometro quadrato di pannelli solari e una centrale alimentata da gusci di noci di cocco.

Il miglior esempio, però, arriva dal Nordi Europa: le isolette di Samsoe in Danimarka e Utsira in Norvegia da anni sono autonome nella produzione di energia ottenuta dal sole, vento, idrogeno. E i turisti sono diventati un business: a Samsoe, quattromila abitanti, si registrano 400 mila soggiorni l’anno. Turisti virtuosi (e pronti a spendere qualunque cifra per esserlo).

mag
6th

USA:Lo stato abbatte i costi e preserva l’ambiente

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Gli uffici governativi dello stato di New York smetteranno di comprare acqua in bottiglia, una mossa volta a tagliare i costi e combattere il riscaldamento globale.

Lo ha annunciato il governatore David Paterson.

Paterson ha firmato un ordine esecutivo che prevede di ridurre gradualmente l’impiego di denaro statale per l’acquisto di bottiglie d’acqua monouso per i dipendenti pubblici.

Le agenzie statali metteranno invece a disposizione fontanelle e dispenser d’acqua.

“I cittadini hanno speso miliardi di dollari per permetterci di avere acqua pulita”, ha detto Paterson ad una conferenza stampa. “Facendo questi importanti investimenti, dovremmo riuscire a raccoglierne i vantaggi e ad utilizzare quell’acqua”.

Non è ancora chiara l’entità del risparmio che deriverà da questo cambiamento, perché ogni agenzia ha sempre comprato l’acqua per conto proprio, ha precisato l’ufficio del governatore.

Negli Stati Uniti vengono usati 17 milioni di barili di petrolio all’anno per produrre bottiglie di plastica per l’acqua, causando oltre 2,5 milioni di tonnellate di inquinamento da anidride carbonica, ha spiegato l’ufficio di Paterson.

Da Borsaitaliana.it del 6 maggio 09

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6th

Acqua frizzante a Foligno e Spoleto

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acqua-frizzanteDa oggi, da due fontanelle pubbliche di Foligno e Spoleto, sgorga acqua frizzante la cui erogazione sara’ gratuita per il mese di maggio e, successivamente, avra’ un costo di 5 centesimi per un litro e mezzo d’acqua. Le due fontanelle sono state inaugurate stamani nella localita’ folignate di S. Paolo e in Piazza d’Armi, a Spoleto e si tratta delle prime fontane pubbliche in Umbria di acqua naturale e frizzante. L’iniziativa, voluta dalla Regione Umbria e realizzata in collaborazione con la Provincia di Perugia, l’Ambito territoriale integrato ATI3, i Comuni di Foligno e Spoleto, Valle Umbra Servizi e la Societa’ Ecologos, rientra nei ‘Percorsi innovativi di riduzione dei rifiuti alla fonte’, il progetto sperimentale promosso dalla stessa Regione per limitare l’impatto dei rifiuti sull’ambiente. Oltre alle fontanelle d’acqua, le altre azioni, alcune delle quali gia’ concretizzate, riguardano la distribuzione di detersivi alla spina e di latte sfuso. ”Il progetto, in linea con il nuovo Piano dei rifiuti – ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente Lamberto Bottini – e’ volto a ridurre la produzione di imballaggi e la quantita’ di rifiuti, che unitamente all’incremento del livello di raccolta differenziata rappresentano i cardini delle politiche ambientali della Regione”. ”Gli italiani sono tra i maggiori consumatori mondiali di acqua minerale imbottigliata, ma l’Italia – ha aggiunto il direttore di ATI3 Fausto Galilei – e’ uno dei paesi in cui l’acqua di rubinetto e’ piu’ buona, controllata e sana.
Con queste installazioni vogliamo invertire la tendenza e valorizzare la qualita’ delle risorse idriche del nostro territorio”. Il presidente di Valle Umbra Servizi, Piergiorgio Carigi, ha ricordato che anche in questa occasione, ”per il valore educativo e simbolico dell’iniziativa”, sono state coinvolte le scuole e che oggi ”per le giovani generazioni e’ necessario agire tenendo conto dell’impatto che le proprie azioni hanno sull’ambiente”. Nei prossimi mesi saranno inaugurate quattro nuove fontane pubbliche in altre zone dell’Umbria.

Da “AGI.it” del 5 maggio 09

mag
6th

I cinesi a caccia di acqua cibo e petrolio

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Cinesi in cerca di acqua

Obama stringe la mano a Chavez e va a trovare i leader latinoamericani riuniti in summit. Molto carino da parte sua. Ma non si fa in tempo a commuoversi, che si apprende come la mossa del Presidente sia stata determinata, tra l’altro, dall’arrivo di una pesantissima concorrenza.

Racconta Huffington Post che in Sud America è arrivata la Cina. Non è una sorpresa per noi: dal 2006 Cina e Venezuela “inciuciano” e Chavez vende loro petrolio. Da tempo inoltre seguiamo la lista della spesa cinese (qui e qui), e anche il loro cinico comportamento che non li rende davvero migliori rispetto ad altri e più chiacchierati colonialismi.

Ora la faccenda si fa ancora più seria. Si firmano contratti per il petrolio in Venezuela e in Brasile, per l’idroelettrico in Ecuador, per il rame in Cile, si prestano soldi all’Argentina. Ma la vera novità è… l’importazione di acqua, attraverso la soia. Ovvero: la Cina sta soffrendo per una siccità che non accenna a placarsi, ed ha bisogno di soia per nutrire polli, maiali e bovini che in maniera crescente finiscono sulle tavole della classe media cinese. Così, in Brasile cresce esponenzialmente la percentuale di suolo dedicata alla soia, che ha raddoppiato il suo valore sul mercato negli ultimi anni, proprio grazie all’abbondante presenza di acqua sui terreni brasiliani, e si mette ancora di più in pericolo la foresta pluviale.

La competizione sulle terre brasiliane diventa allora feroce, tra la canna da zucchero per i biocarburanti, la soia cinese e la produzione agricola per il mercato locale. Non si sa in futuro chi riuscirà a mangiare, se i brasiliani, i cinesi o le automobili. E per quanto riguarda bere… beh, quella è un’incognita per tutti.

Da blogsfere.it del 20 aprile 09