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18th

Hansgrohe risparmiosa di acqua

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Rubinetto risparmio acquaDa sempre all’avanguardia nella ricerca di soluzioni sostenibili nell’utilizzo di una risorsa preziosa come l’acqua, Hansgrohe sta per conquistare un nuovo record ecologico: da Gennaio 2010 tutta la rubinetteria dell’azienda di Schiltach (a marchio Hansgrohe e Axor) ridurrà la portata d’acqua dai normali 13 a 5,2 litri/minuto.

Merito della tecnologia EcoSmart, grazie alla quale è possibile limitare la portata di rubinetti e docce aumentando al contempo il volume dell’erogazione grazie a speciali diffusori che incamerano particelle di aria nell’acqua, rendendo il getto più vaporoso e confortevole. EcoSmart utilizza infatti un O-ring di precisione che risponde in modo flessibile alla pressione dell’acqua consentendo di ridurre il consumo idrico. Quando la pressione è alta, l’O-ring riduce l’apertura attraverso la quale passa l’acqua, mentre quando è bassa allarga l’apertura, mantenendo al tempo stesso costante il volume d’acqua utilizzato. Accanto ad EcoSmart troviamo altri due brevetti Hansgrohe pensati appositamente per garantire efficienza e lunga durata alla rubinetteria:  il sistema di erogazione Air Power, che produce un getto d’acqua morbido e voluminoso arricchito d’aria e la funzione anticalcare QuickClean, che protegge gli ugelli di erogazione con piccole protuberanze in silicone che consentono di eliminare facilmente ogni residuo di calcare con un semplice sfregamento.

Tra  prime aziende europee ad utilizzare fonti rinnovabili di energia e a valorizzare ogni momento della filiera produttiva in termini di impatto ambientale, Hansgrohe prende molto seriamente la propria responsabilità nei confronti della risorsa Acqua e dell’ambiente. E’ importante utilizzare al meglio l’acqua che abbiamo a disposizione, imparare a risparmiarla e a rispettarla, senza perdere di vista il benessere e il confort che ci regala”, spiega Maurizio Lunardi, Amministratore Delegato Hansgrohe Italia. “L’acqua è un lusso e deve essere vissuta come tale, anche rendendoci conto quotidianamente del privilegio che viviamo e dell’importanza di salvaguardare l’ambiente in cui viviamo”.

Da Edilportale del 18 dicembre 09

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16th

Pechino devia i fiumi per dissetarsi

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Yellow_RiverSette canali lunghi complessivamente molte migliaia di chilometri, che attraverseranno la Cina da Sud a Nord per portare l’acqua del bacino del Fiume Azzurro, afflitto da periodiche inondazioni, al bacino del Fiume Giallo, in secca per molti mesi all’anno. Il tutto da costruire in appena una decina d’anni. Questo progetto di diversione idrica, come quasi tutto quello che caratterizza la Cina di questi anni, è pensato in una scala senza precedenti nella storia umana. Un progetto che appare innaturale ed ecologicamente stonato, se non proprio fuori posto, nella nuova rincorsa ambientale in corso alla conferenza sul clima a Copenhagen. I critici del mega progetto puntano il dito sulle quasi 500 mila persone da sfrattare per far posto al canale che arriverà fino alla metropoli di Tianjin, alle porte di Pechino. Tra gli abitanti della zona della potenziale evacuazione qualcuno già protesta, o chiede compensi più alti per le case e i terreni che stanno per cedere al governo. Altri obiettano che se da una parte l’acqua intorno alla capitale cinese effettivamente scarseggia, ci sono anche molti sprechi, visto che in zona ci sono, per esempio, una quarantina di campi da golf, alcuni grandi centinaia di ettari, verdissimi e sempre irrigati. A molti altri il progetto di diversione idrica sembra solo una versione più nuova del gigantismo maoista che ha già portato alla costruzione della diga delle Tre Gole, mastodonte ingegneristico la cui utilità rimane ancora dubbia. Del resto, per trovare un precedente bisogna risalire all’Urss di Breznev, che voleva dirottare gli «inutili» fiumi del Nord a irrigare le piantagioni dell’Asia Centrale, progetto bloccato solo con Gorbaciov. I tecnici cinesi coinvolti nel progetto però scuotono la testa, qui si tratta di un’altra storia, dicono. «Ci sono vari problemi che gli stranieri confondono e mischiano, in una specie di macedonia ma alle elementari ci insegnavano che mele e pere non possono essere sommate insieme», sostiene un ingegnere che lavora al progetto. C’è un primo problema vero: al Sud ci sono alluvioni che uccidono ogni anno centinaia di persone, mentre il Nord, dove vive circa un terzo della popolazione, si sta desertificando e in media la gente ha meno della metà del minimo di acqua stabilito dall’Onu come standard per «scarsità idrica». I problemi più gravi al Nord non sono i campi da golf, ma l’agricoltura che continua a usare forme di irrigazione primitive. I campi vengono inondati, e hanno avuto finora scarso successo gli sforzi di esperti israeliani di introdurre tecniche di irrigazione più efficienti, come impianti a gocciolamento. «Costano molto in termini di impianti, e non hanno senso per piccoli lotti, quelli del contadino medio», spiegano all’Accademia delle Scienze Sociali di Pechino. E’ anche vero che dal momento in cui il progetto fu pensato, 8-9 anni fa, il clima pare cambiare. Le precipitazioni sono aumentate al Nord e diminuite a Sud. Ciò sembra anche dovuto agli sforzi degli ultimi 20 anni per fermare la desertificazione a Nord di Pechino. Migliaia di ettari di alberi sono stati piantati e questo ha migliorato le condizioni nella regione intorno alla capitale. Rimangono comunque due problemi, che vanno affrontati separatamente: gli sprechi e la scarsità di acqua al Nord. Si tratta di cambiare il tipo di agricoltura, il che significa mettere fine alla piccola proprietà terriera, un processo che è già iniziato ma richiederà decenni. Nel frattempo le riserve idriche delle metropoli settentrionali si stanno esaurendo. La diversione idrica serve appunto ad assicurare acqua al Nord. Inoltre, il canale più orientale del progetto, che sarà completato per primo, nel 2013, ricalca per larga parte il tracciato dell’antico canale imperiale. Questo non serviva a portare acqua ma per il trasporto delle merci. Questa sarà anche la funzione di alcuni dei canali futuri, spiegano al ministero delle risorse idriche e tengono a sottolineare le differenze tra le Tre Gole e la diversione idrica: il progetto della diga non ha avuto alcun sostegno internazionale, mentre la diversione ha una fila di collaborazioni da tutto il mondo, tra cui quella del ministero dell’Ambiente Italiano. Rimangono tanti altri problemi per l’acqua in Cina. Il 60% dei corsi e bacini acquiferi sono inquinati a livelli più o meno alti, anche in molte grandi città l’acqua non è potabile. L’industria pesante, negli ultimi 20 anni la spina dorsale dello sviluppo cinese, ha usato 4-5 volte più acqua per dollaro di produzione rispetto ai Paesi sviluppati. E qui la diversione non può far niente. Resta comunque agli occhi dei cinesi un grande stimolo di sviluppo. Con i suoi 26 miliardi di euro di spesa prevista è una potente iniezione di crescita economica in anni altrimenti duri e magri per la crisi.

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Anticipazioni di un futuro verosimile

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zingonia acquaMonta la protesta a Zingonia, dove l’acqua dai rubinetti in cinque dei sei palazzoni da questa mattina non esce più: gli edifici sono a secco dopo che la Bas ha letteralmente tagliato i tubi perché da troppi anni  nessuno paga le bollette. Per le esigenze da «minimo vitale» sono state collocate all’esterno due fontanelle: una nel cortile dei condomini, l’altra in strada, in corso Europa.

L’operazione – scattata alle 9 e conclusa intorno alle 10 – si è svolta senza particolari problemi: i tecnici inviati dalla Bas hanno letteralmente staccato i contatori, di fatto tagliando di netto la conduttura che porta agli appartamenti. Di tutti i palazzi tranne uno, i conti del quale risultano regolari.

Poi però, intorno alle 11, la protesta dei residenti, in gran parte immigrati, ha cominciato a crescere: forse fino a quel momento gli abitanti dei palazzoni avevano sperato il un altro rinvio. Allora nel cortile e in strada sono arrivate soprattutto mamme con bambini, lamentandosi per il fatto di doverli pulire all’aperto, e al freddo. E nel tardo pomeriggio puntualmente alle 18 è scattata l’annunciata protesta con il blocco delle strade. I manifestanti hanno messo in tilt la circolazione bloccando via Monaco, Corso Europa e infine la strada Francesca, sotto la stretta osservazione dei carabinieri. Guarda il video della protesta

Alle 18.45 la protesta si è sciolta e una quindicina di residenti è salita nell’ufficio del sindaco Enea Bagini per un confronto. Presenti all’incontro anche l’ex sindaco Natale Zucchetti (attualmente assessore all’Ambiente, Territorio e Servizi alla persona) e il vicesindaco Mario Antonio Cattaneo. Alle 19.30 la tensione tra i manifestanti è ripresa e un gruppo di immigrati rotto una fonta posizionata in mattinata dal comune. Il sindaco, avvisato telefonicamente, ha inviato dei tecnici per ripararla.

Alle 19.45, nel pieno della riunione, è arrivata la notizia che un altro gruppo di immigrati aveva minacciato di dare fuoco ai bagni chimici e alle docce che l’amministrazione aveva programmato di consegnare alle 21 ai residenti dei palazzoni. A questo punto il primo cittadino ha bloccato la consegna e ha invitato i residenti a calmare gli animi dei loro concittadini. Alcuni immigrati sono così usciti dal municipio e sono tornati nei palazzoni per placare le proteste.

Al termine della riunione si è deciso che i condomini cercheranno di racimolare almeno una cifra pari all’insoluto dell’ultimo anno (somme che vanno dagli ottomila ai 22 mila euro a seconda degli stabili) per tentare di convincere la Bas a ripristinare l’acqua. «I soldi raccolti finora non sono sufficienti, si deve fare uno sforzo maggiore», ha detto Bagini. E venerdì 4 dicembre la delegazione dei residenti e il primo cittadino si incontreranno di nuovo per fare il punto della situazione.

Gli ultimi sviluppi della vicenda
L’ultimo sollecito della Bas risale al 30 settembre. Bas SII, l’azienda del gruppo A2A che si occupa dell’erogazione dell’acqua a Ciserano, aveva scritto agli amministratori dei condomini Athena e Anna per sollecitare il pagamento della rata dell’acqua, ma niente. Un sollecito era addirittura tornato indietro.

Da qui la decisione, inevitabile: chiusi i rubinetti e circa 150 famiglie dei palazzoni Athena e Anna. Una scelta che Bas SII, prefettura e Comune di Ciserano hanno cercato in tutti i modi di evitare. Ma ammontano ormai a 300.000 euro i debiti che i condomini di cinque delle sei torri hanno nei confronti della società Servizi idrici integrati. La situazione andava avanti così da almeno quattro anni.

Rifondazione: «Decisione disumana»
«La decisione di tagliare le forniture di acqua potabile agli abitanti dei palazzoni di Zingonia nel territorio del Comune di Ciserano è disumana». Questo il commento di Francesco Moro (Prc-Ciserano) ed Ezio Locatelli (segretario federazione Prc-Bg). «Numerosi e gravi sono i problemi che da anni vive questo quartiere, ma non è certamente questo il modo di affrontarli. Il provvedimento della Bas costituisce in tutta evidenza una fonte di grave rischio igienico-sanitario per le decine di famiglie coinvolte e che già da tempo vivono peraltro in una condizione particolarmente disagiata. Chiediamo al Prefetto di Bergamo, al sindaco di Ciserano, alla Bas e a tutte le autorità preposte perché venga riattivata subito la fornitura dell’acqua potabile agli abitanti dei palazzi di Ciserano-Zingonia».