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28th

Ricorso di altre regioni contro la privatizzazione

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Anche Piemonte, Liguria e Toscana. Salgono a cinque le Regioni che hanno presentato (o annunciato) un ricorso alla Corte Costituzionale contro la privatizzazione dell’acqua.

Si aggiungono a Puglia ed Emilia Romagna, mentre l’Abruzzo ha dribblato la privatizzazione dichiarando che l’acqua è un bene privo di rilevanza economica.

Un segno di insofferenza e ribellione rispetto alle scelte del Governo, come già è stato per il nucleare e la coltivazione degli Ogm.

Secondo la Regione Piemonte, il decreto che contiene la privatizzazione dell’acqua comporta “la riduzione dei diritti fondamentali dei cittadini” e costituisce “una prevaricazione rispetto al riconoscimento dei poteri assegnati alle Regioni”.

Inoltre, sostiene, viola trattati europei e principi di libera concorrenza. Notare che il Governo ha presentato la privatizzazione come un adeguamento alle norme europee, e ha sostenuto che i cittadini trarranno beneficio dal conseguente accrescimento della concorrenza.

La Liguria sottolinea, oltre che la presunta incostituzionalità, la “doverosa battaglia per difendere l’acqua come bene pubblico”. La Toscana ritiene innanzitutto che siano state lese le competenze delle Regioni.

Ho scritto che cinque Regioni fanno ricorso. Almeno cinque, è meglio precisare. Bisogna raccattare ad una ad una notiziole sparpagliate qua e là per la rete. Se qualcosa mi sfugge, lettori, segnalate.

Il ricorso della Regione Piemonte, della Toscana e della Liguria

Da blogeko.it

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25th

..e a Torino inizia a costare di più!

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La brutta notizia è che quest’anno la tariffa dell’acqua, a Torino e provincia, aumenterà del 6,5 per cento: da 1,17 a 1,25 euro al metro cubo. Il che, considerato un consumo medio annuo di 180 metri cubi a famiglia, nel 2010 si tradurrà in un esborso di circa 14 euro. Quella positiva è che la Provincia – d’intesa con i Comuni appartenenti al Piano d’ambito, in primis Torino – si è messa al lavoro per aumentare le detrazioni già previste a beneficio delle famiglie meno abbienti, doppiamente colpite dalla crisi, in base al numero dei componenti: una manovra da 500 mila euro. Andiamo con ordine. Come spiega l’assessore provinciale Roberto Ronco (Ambiente), il «ritocco» – previsto nel Piano d’ambito in vigore fino al 2023 -, è progressivo e rimanda a due voci distinte: l’inflazione programmata vale l’1,5 per cento; un altro 5 per cento, la parte più sostanziosa, servirà per finanziare una serie di investimenti ordinari – ad esempio il risanamento della rete per contenere le perdite – e straordinari. E’ il caso dei depuratori e del colossale «Acquedotto di valle», lungo 28 chilometri, che Smat realizzerà lungo la dorsale della Valle Susa per collegare 18 Comuni: Caselette, Avigliana, Almese, Rubiana, Villardora, S. Ambrogio, Caprie, Chiusa S. Michele, Condove, Vaie, Sant’Antonino di Susa, Borgone di Susa, Villarfocchiardo, San Didero, Bruzolo, Chianocco, San Giorio e Bussoleno. Il primo lotto dei lavori, per un costo complessivo di 30 milioni, sono partiti ad ottobre. «L’aumento della tariffa scatterà non appena verrà deliberato dalla Provincia ed è strettamente legato all’esigenza di finanziare opere importanti sul territorio», informa Ronco. Il che, stando all’assessore, prospetta un’inversione di percorso, cioè la progressiva riduzione della tariffa, una volta che gli obiettivi infrastrutturali verranno raggiunti. Per il momento, tiene banco l’aumento. Da qui la decisione di controbilanciarlo, almeno in parte, potenziando le detrazioni per le famiglie più deboli: quelle che hanno un indice Isee minore o uguale a 9 mila euro l’anno. Le ipotesi – che Ronco sta valutando con l’assessore Roberto Tricarico, il suo collega in Comune, rimandano a sei voci diverse: 12 euro l’anno di detrazione sulla bolletta per i single; 16 per una famiglia composta da due persone. E ancora: 20 euro l’anno nel caso di tre componenti, 24 per quattro, 28 per cinque, 32 da cinque in su. «Alla fine – commenta Ronco – le agevolazioni rivedute e corrette faranno sì che per queste famiglie la tariffa del 2010 sia equiparata a quella dell’anno scorso». Tra i fronti sui quali bisognerà rimboccarsi le maniche c’è quello dell’informazione se è vero che, su 50 mila famiglie aventi diritto, oggi non più di 3 mila beneficiano delle agevolazioni: il dato è fornito da Smat, la Società Metropolitana Acque Potabili che serve Torino e 290 Comuni della provincia (sui 315 totali). Secondo Palazzo civico sono ancora meno. Parola dell’assessore Tricarico, che nell’ultima assemblea del Piano d’ambito ha subordinato il consenso di Torino all’aumento tariffario a nuovi meccanismi capaci di alleggerire la pressione della bolletta sulle fasce più esposte: «I 500 mila euro già messi a bilancio a favore dei meno abbienti devono essere utilizzati completamente. L’esempio da non ripetere è quello del 2009, quando sono stati effettivamente erogate poche migliaia di euro». Non solo. La Provincia è orientata a studiare un sistema che, contrariamente a quanto accade oggi, preveda le detrazioni a monte: direttamente nella bolletta. Attualmente gli aventi diritto prima pagano e poi chiedono il rimborso.

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21st

Ricavare acqua dalle foglie con Savior Bud

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Nel mondo non tutti i popoli hanno accesso all’acqua potabile. Sono partiti da questo presupposto Kim Hyo e Seol Ah Sun, i due designer che hanno progettato Savior Bud, un dispositivo che produce acqua potabile dalle foglie degli alberi.

Il dispositivo è stato pensato e realizzato per l’assetato continente Africano, piegato dalla mancanza d’acqua come risorsa prima, e dalla mancanza d’acqua a causa dell’inquinamento, che rende impossibile usare l’acqua per dissetarsi, anche quando è disponibile.

Savior Bud è un dispositivo che si attacca ad un rametto e circonda le foglie, creando intorno ad esse una specie di serra in miniatura. In quattro ore la foglia avrà prodotto abbastanza acqua per riempire un bicchiere e dissetare una persona.

Da Yankodesign

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14th

Formigoni vule modifiche al decreto Ronchi sull’acqua

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In Lombardia sull’acqua si combatte una battaglia silenziosa che dura ormai da molte settimane. Il primo consiglio regionale del 2010 e’ stato dedicato quasi interamente alla privatizzazione del settore idrico. Dall’incontro e’ emerso un sostanziale smarcamento del Pdl lombardo da Palazzo Chigi.

“La Lombardia si S fatta capofila di tutte le regioni italiane nel chiedere una modifica del decreto Ronchi”, spiega l’assessore alle Reti, Massimo Buscami. “La nostra regione ha gia’ una normativa all’avanguardia nel settore idrico e chiediamo al governo Berlusconi di tener conto di questa specificita’ nel decreto”. Insomma il Pdl difende la vecchia legge regionale del 2003 che prevede privatizzazioni molto piu’ soft rispetto al decreto Ronchi. In questa versione, infatti, i privati possono entrare in gioco soltanto sul fronte dell’erogazione con un’operazione di pura rendita che lascia al pubblico onori e oneri, come la manutenzione straordinaria e gli investimenti per l’ammodernamento della rete.

E’ probabile che Formigoni scelga di andare sino in fondo e presenti un ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto Ronchi. “Dal nostro punto di vista sarebbe senza dubbio un gesto forte ma necessario per combattere una normativa che danneggera’ la Regione Lombardia”, suggerisce Porcari. E sarebbe anche una mossa molto gradita alla Lega Nord, fanno sapere dai corridoi del Pirellone. La risposta del governo verra’ comunque entro il mese di febbraio. Non resta che aspettare ancora qualche settimana.

Da BorsaItaliana.it del 14 gennaio 09

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