CATANZARO (2 marzo) – C’era il batterio della ruggine nell’acqua imbottigliata col marchio “Futura” prodotta dallo stabilimento della Idro Mineral Beverage, sequestrato dalla Guardia di finanza per una presunta truffa all’Unione europea.

Dalle indagini sembra che il batterio era presente nella falda di Feroleto Antico da cui l’industria attingeva l’acqua che veniva imbottigliata. Il Nucleo di polizia tributaria, nel corso delle indagini, ha sequestrato, complessivamente, in varie regioni del sud, 170 mila bottiglie di acqua prodotta dalla Idro Mineral Beverage.

Ha un valore di 22 milioni di euro lo stabilimento sequestrato. Le persone indagate nell’inchiesta che ha portato al sequestro sono, complessivamente, 12, per quattro delle quali la Procura di Lamezia ha emesso obbligo di dimora. Si tratta, oltre all’amministratore unico Gennaro Isabella Valenzi, di tre suoi soci, Saverio Isabella Valenzi, Michele Surace e Andrea Francesco Giordano.

Finanziamenti Ue. Secondo quanto è emerso dalle indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, dirette dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, il titolare dello stabilimento avrebbe ricevuto un finanziamento di nove milioni di euro in base alla legge 488, cui non avrebbe avuto diritto, intascandosene una parte.

Stabilimento distrutto da un incendio a febbraio. Il pm della Procura di Lamezia titolare dell’inchiesta, Domenico Galletta, ha anche disposto il sequestro della polizza assicurativa antincendio che era stata stipulata dai rappresentanti legali della società proprietaria dello stabilimento. Quest’ultima decisione si collega alle indagini che sono state avviate per accertare eventuali responsabilità in relazione all’incendio che il 3 febbraio scorso ha provocato la distruzione quasi totale dello stabilimento.

Da il Messaggero del 2 marzo 2010