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Sembra proprio che l’iPhone sia l’apparecchio preferito dai nuovi ecologisti, visto che è tutto un proliferare di App che servono (?) ad aiutare l’ambiente. Dopo quella che serve a trovare il contenitore più vicino dove buttare il Tetra Pak, dopo quella che fa lo stesso lavoro con l’alluminio, saltando a piè pari quella che ti fa spennare gli uccelli e scannare le tartarughe, oggi parliamo di quella che serve a monitorare lo stato di salute dei fiumi californiani.

Si chiama Creek Watch ed è stata sviluppata da Ibm. Il funzionamento è semplicissimo: ti metti in riva al fiume, fai una foto e rispondi a tre domande sulla quantità di acqua, sulla velocità dell’acqua e sulla quantità di rifiuti presenti in zona. Punto, tutto qua.

I dati raccolti con l’iPhone vengono poi inviati dall’App al California State Water Control Board, un organismo pubblico che si occupa di tutela dei corsi d’acqua. E’ abbastanza evidente che lo stesso identico lavoro si può fare anche con altri smartphone o persino senza un super cellulare moderno: si fa la foto e si torna a casa a rispondere via internet alle tre domande.

Ma se questo serve a stimolare un minimo di coscienza ecologista anche nel popolo della mela morsicata ben venga anche Creek Watch. Che questo possa servire ad Apple come stimolo per diminuire l’impatto ambientale dei propri prodotti, però, ci sono seri dubbi: nell’ultima classifica di Greenpeace dedicata alla sostenibilità dei prodotti elettronici di largo consumo, infatti, Apple è crollata in un anno solo dal quinto al nono posto.