Nel dicembre del 2010 la Coop lanciò la campagna “Acqua di Casa Mia”, un vincente slogan per sensibilizzare il maggior numero di persone sulle risorse idriche, la potabilità dell’acqua del rubinetto di casa e l’importanza di scegliere acqua imbottigliata proveniente da zone il più possibile vicine alla propria residenza.

Problemi di cui si parla da anni; luogo comune è infatti che gli italiani non credono alla genuinità dell’acqua del rubinetto, temono le infiltrazioni batteriche, l’eccessivo apporto di ioni calcio, i calcoli renali e le intossicazioni intestinali, in pratica, nell’immaginario collettivo, l’acqua dei nostri acquedotti è poco differente da quella di un pozzo africano.Nemmeno immaginano quanto si sbaglino!

A questo si aggiunge la scelta di acque imbottigliate che spesso vengono da sorgenti lontane centinaia di chilometri, per gusto o per costo beviamo acqua che è stata per giorni sotto al sole, in bottiglie di plastica trasportata dai TIR da un capo all’altro d’Italia.

La Coop, da sempre in prima linea sulla sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, dall’inizio del 2012 ha dato ancora più attenzione all’utilizzo consapevole dell’acqua, aggiungendo nelle proprie strutture l’etichetta dell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti.

L’iniziativa, che parte da Coop Estense – una delle maggiori cooperative di consumo presente nelle provincie di Modena e Ferrara – consiste nell’esporre nei 41 punti vendita della zona delle schede informative sulle caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche delle acque degli acquedotti locali per spingere ad una scelta di acquisto (o non acquisto) più consapevole.

Le schede – in tutto e per tutto simili a quelle che si possono leggere sulle etichette dell’acqua imbottigliata – sono realizzate e aggiornate dalle società municipalizzate (Gruppo Hera, Aimag, Sorgea e Cadf) che gestiscono i servizi idrici delle aree interessate. L’iniziativa arriverà poi in Puglia e Basilicata, dove la cooperativa è presente con altri 13 punti vendita.

Pare in realtà difficile avere un idea di ciò che sgorga dai nostri rubinetti, poichè solo la metà dei comuni italiani, secondo le statistiche, non fornisce alcuna informazione al cittadino sulla qualità delle proprie acque

La speranza è che tutti gli italiani possano essere sempre più consapevoli di quello che bevono, così da renderli veramente liberi di scegliere l’acqua.