mag
17th

Il Nilo non basta più! Nuove guerre per l’acqua all’orizzonte

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I Paesi del Sud denunciano gli accordi: ne abbiamo troppo poca. Il Cairo minaccia rappresaglie: «E’ questione di vita o di morte»

Strano destino quello del Nilo! Scorrono i secoli, imperi e civiltà sono inghiottiti dal tempo, e la geopolitica è ancora ferma a quanto scriveva il greco Erodoto: «L’Egitto è un dono del Nilo». Senza il fiume che attraversa l’Africa come una vena lunga 6700 chilometri e si nutre e si gonfia dei suoi corsi d’acqua e delle sue tempeste non esisterebbero il delta, il quattro per cento di terre agricole infisse in un immenso deserto e non potrebbero vivere i suoi ottanta milioni di abitanti. Moufid Chébab, ministro degli Affari giuridici e parlamentari, non faceva che ripetere ieri l’onnipotenza della formula di Erodoto, una specie di credo nazionale: «Nulla potrà mai mettere in discussione i nostri diritti storici su queste acque. Per noi è una questione di vita o di morte».

Tantalizzato dal «suo» fiume, l’Egitto ora ha paura; antiche certezze cadono come foglie d’autunno. Dopo 10 anni di inutili trattative quattro Paesi dell’Africa dell’Est, Etiopia, Uganda, Tanzania e Ruanda, riuniti a Entebbe, hanno per la prima volta deciso di infrangere l’accordo che risale all’epoca in cui dal Capo di Buona Speranza a Suez l’Africa era inglese; che attribuisce all’Egitto (e al Sudan) l’87 per cento delle acque del fiume. Il Kenya ha già annunciato che lo firmerà il più presto possibile. Questo significa che i Paesi rivieraschi vogliono scorticare il giogo egiziano e avviare imponenti progetti di dighe idroelettriche e canali di irrigazione capaci di modificare in dosi non autorizzate la situazione idrica dell’Egitto. Non è un problema solo di antichi sussieghi diplomatici. Perché l’Egitto adora il Nilo ma in maniera tirannica.

Al Cairo, ove ormai la popolazione supera i diciassette milioni di abitanti, interi quartieri sono di frequente privi di acqua per molti giorni. In una situazione sociale esplosiva, mentre si attende la scomparsa del declinante faraone Mubarak, la mancanza di acqua ha già provocato nei quartieri succhiati dalla miseria violente rivolte. Il governo egiziano ha reagito con rabbia. Il ministro dell’Acqua Mohammed Allam ha annunciato «misure legali e diplomatiche per difendere i suoi diritti». Si parla di ricorso al tribunale internazionale dell’Aja. Ma, anche se nessuno osa dirlo, si delinea il rischio di una guerra dell’acqua. Nessuno ha dimenticato la frase dell’ex ministro degli Esteri egiziano Boutros Ghali: la prossima guerra nella regione sarà per l’acqua. Già nel 1995 il Sudan fece balenare la costruzione di una nuova diga e l’intenzione di denunciare l’accordo con l’Egitto: ebbene, Il Cairo pianificò un raid aereo su Karthum che venne annullato solo all’ultimo istante.

Le ragioni dell’Egitto sono giuridicamente fragili, infettate dal sacrilegio dell’anacronismo: la monopolistica spartizione delle acque del 1929, poi ribadita nel 1959, è un’eredità coloniale. Londra all’epoca voleva favorire l’Egitto, punto chiave del suo impero e delle rotte per l’India. Il Cairo ha sempre reclamato e declamato che l’accordo vincolava anche i nuovi Stati africani diventati indipendenti, e ha avvolto i suoi «diritti» nella bambagia di una dimenticanza protettiva. Ora però i progetti di sfruttamento delle acque si sono fatti imponenti. Il regime etiopico ha bisogno di assicurare un minimo di sicurezza alimentare a popolazioni sempre più inquiete. Il potenziale di terre irrigue è di almeno 2,7 milioni di ettari. I progetti prevedono di prelevare 7,5 miliardi di metri cubi dal Lago Tana che permetterebbero subito di rendere fertili 90 mila ettari. Trentasei dighe sono previste nel Wollo e nel Tigré.

Addis Abeba fonda le sue ragioni sul fatto che il Nilo Blu e gli altri fiumi Sobat e Atbara costituiscono fino all’86 per cento del volume del Nilo in Egitto, fatto indolente nel ramo principale dall’evaporazione nell’immensa palude del Sudd. La Tanzania ha pronto un progetto di pompaggio delle acque del Lago Vittoria per irrigare 250 mila ettari. Gli altri Paesi rivieraschi vogliono mettere a coltura 4,5 milioni di ettari entro quindici anni. Per l’Egitto sono campane a morto: cosa resterà loro al termine di questa immensa opera di sbarramento e di deviazione? In realtà ha usato male il suo lungo monopolio. Il bacino del Lago Nasser, creato con la diga di Assuan, fa evaporare dieci miliardi di metri cubi. La salinizzazione della terre, unita all’aumento della popolazione, ha fatto sì che la disponibilità di acqua per abitante che nel 1990 era di 922 metri cubi nel 2025 non supererà i 337.

La superficie coltivata continua a ridursi e il Paese è ormai il quarto importatore mondiale di grano (spendendo 2,54 miliardi di dollari ogni anno). L’acqua è gratuita e quindi le tecniche più razionali di irrigazione, l’aspersione e il goccia a goccia, sono inutilizzate. Il governo ha lanciato progetti di costruzione di città-miracolo nel deserto che si basano sulla sfruttamento delle falde fossili; esaurite queste si prenderà l’acqua del Nilo. Seicentomila ettari dovrebbero essere messi a coltura dai coloni di queste nuove città di frontiera nella valle della Toskha, nel deserto occidentale e in quattro oasi. Ma il Nilo continuerà ad essere un dono dell’Africa?

Da La Stampa del 17 Maggio 2010 Di Domenico Quirico
apr
27th

Buckenlei Goebel: L’acqua portabile

Water-life project realized by Constanze Buckenlei and Andreas Goebel

After an extensive research at which stage we could interact in humans’ attitude to minimize its water footprint we came across peoples’ habit to buy PET-bottles at the automat.

Especially in Italy it seems to be a big problem which is necessary to be solved. Half liter plastic bottles are bought and thrown away in a constant circulation. In Universities, hostels, museums or big companies you can see this every day. Behind the problem of bottled water is not just the waste which is rising all the time. It is also about that we get dependent on water concerns, and waste water both during the production and the transportation of plastic bottles.

To fix this problem we developed the concept, L’acqua portabile, a deposit bottle automat that represent an all round  well considerate circulation.  In its circulation the prevention of waste production and the required water supply are considered equally.

In the concept of L’acqua portabile the water bottle plays a really essential part, because it tackle the problem on its basic. The bottle is out of recycled glass with a refined closing mechanism in its suitable glass. After buying this bottle at the automat you are free to tap water at any time.

Since the cover of the automat is out of transparent bio-degradable plastic the consumer gets the felling of purity by tapping water. Thereby the user believes in the good quality of tap water as is just rarely the case by using the water faucet. Also the washing process, after using the bottle and the glass, may convince the consumer that tap water is a good open source to use.

The entirely efficiency reach the whole project if we look closer at the washing process. The required water to clean the bottles and glasses will be reused by flushing the loo. Through a sewage line, the used water finds further utilization. Consequently another great quantity will be saved by creating this circulation.

Effectively, water will be saved on every single stage of this deposit bottle automat. Starting with a product by kilometer zero through to the prevention of waste production and the reuse of needed water once before. To install it in Universities or schools seems smart in two different respects. You could educate young people to use water consciously and to promote the bottle as a particular item which belongs to your study desk – either in an atelier, project rooms, or in the classroom. Thus a natural circulation of deposit bottles will start developing inside big buildings.

apr
23rd

Boeri – Miselli: Th2o promessa di vita

Ecco la tavola realizzata da un duo tutto al femminile. Federica Boeri e Sara Miselli rielaborano il concetto della promessa d’amore, che un uomo fa ad una donna, e la miscela con un noto claim di una nota azienda di diamanti, sostituendo la pietra preziosa con un bicchiere d’acqua.

A voi i commenti a Th2o promessa di vita

apr
22nd

Giornata mondiale della Terra

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Tutti, a prescindere dall’etnia, dal sesso, da quanto guadagnino o in che parte del mondo vivano, hanno il diritto morale a un ambiente sano, equilibrato e sostenibile. L’Earth Day, il giorno della Terra, da quasi quarant’anni si basa saldamente su questo principio. Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica manifestazione a difesa del nostro pianeta. Oggi, su questo principio quanto mai d’attualità ci si mobiliterà ancora, in 174 paesi del mondo.

Quindi senza spendere tante parole perchè il nome dice tutto, oggi e non solo oggi ma quotidianamente, pensate ad ogni vostro gesto anche il più piccolo come buttare un mozzicone di sigaretta per terra o lasciare il rubinetto aperto quando vi lavate i denti, e pensate al futuro dei vostri amici, dei vostri figli e nipoti; date loro un esempio e lasciate loro un Pianeta sano.

Tante informazioni sulla giornata su www.earthday.org

apr
21st

Araki Hiroe : Water Fin

Water Fin è nato dall’idea di sviluppare un prodotto che supporti quotidianamente la sostenibilità dell’acqua.Waterfin è un frangiflutti per rubinetti e doccie. All’interno è presente una turbina che azionata dal flusso d’acqua genera energia utile ad alimentare due led inseriti nella struttura. I led sono di due colori, uno bianco ed uno rosso. l’azionamento di quello rosso avviene dopo un eccessivo utilizzo di acqua. Le eliche della turbina hanno una seconda funzione ovvero quella  di ridurre il flusso d’acqua.

Il progetto di Hiroe Araki e visionabile anche sul suo sito personale www.arakitalia.com

apr
16th

Anderlini – Giunta : Pure Stick

Cominciamo oggi la rassegna di tutti i progetti presentati al Workshop WATER=LIFE appena conclusosi. Ognuno di questi progetti merita grande attenzione ed è per questo che vogliamo proporveli singolarmente, e quotidianamente per poterli apprezzare ed analizzare con la debita calma.

Ecco quindi PURE STICK

L’ispirazione verso le tradizioni legate al bastone della pioggia porta alla rivisitazione di questo strumento musicale e propiziatorio, trasformandolo in un oggetto utile nella   potabilizzazione dell’acqua.

Pure-Stick è un elemento plastico, contente un sistema filtrante, dalla forma studiata per permettere l’incastro alle sue estremità di due bastoni cavi, i quali potranno essere realizzati artigianalmente dall’utente finale.

All’interno di uno dei due bastoni è contenuta acqua impura che, una volta riprodotto il caratteristico movimento del bastone della pioggia, scorrerà per gravità attraverso Pure-Stick fino a riempire il bastone inferiore e poter essere così consumata.

apr
14th

VINCITORI E SELEZIONATI

Eccoci arrivati all’epilogo di questo workshop, che poi epilogo non è visto che fino alla fine del fuorisalone saremo al Acquario Civico di Milano, via Gadio 2.

1 TEMA quello dell’acqua 2 GIORNI quelli di workshop 9 RELATORI che sono intervenuti 100 I PARTECIPANTI ma sarebbero stati di più 58 I PROGETTI quelli pervenuti a fine workshop 5 MENZIONI SPECIALI a progetti di particolare interesse 3 I VINCITORI dei premi da 11.000 euro.

Per tutti quanti questo workshop è stato un successo, grande affluenza di pubblico, enorme l’interesse dei media, iperattiva la partecipazione degli studenti e neolaureati. Per noi vedere tutto questo attaccamento all’argomento è la più grande soddisfazione.

Tre sono stati i progetti vincitori, ve li riportiamo qua di seguito  (in ordine alfabetico) con le motivazioni che hanno portato alla loro selezione.

Acquapoint by Carrillo Molina Jannu

Acqua Point di Jannu Carrillo Molina  -  Progetto dedicato a una funzione pubblica e sociale per le metropoli globali del terzo millennio ribadendo il bisogno della collettività di avere ‘acqua da bere.

Push the bottle by Michele D'Innella

Push the bottle di Michele D’Innella  -  Progetto tra design e glamour che coniuga il risparmio legato  all’inquinamento delle bottiglie in pet alla funzione, spazio e individualità per le nuove tribù urbane.

WaterRing by Giulia Zia

Water ring di Giulia Zia  – Un progetto di packaging,  una risoluzione semplice e immediata, facilmente realizzabile in scala industriale  per diffondere un metodo di risparmio idrico quotidiano.

Passiamo ora ai progetti selezionati per una menzione speciale dalla giuria

Clay It by Olivier Lacrouts

Clay it di Olivier Lacrouts  – Design rivolto al sociale con il recupero di materiali e funzioni autoctone per il trasporto e la purificazione dell’acqua nei paesi in via di sviluppo.

Pensiamoci Prima by Silvia Vanni

Pensiamoci prima di Silvia Vanni -  Campagna di  comunicazione.

Puoi dosare l'acqua by Vito Tripolone

Puoi dosare l’acqua? di Vito Tripolone -  Progetto di risparmio idrico per un autocontrollo quotidiano.

Rewater by Eleonora Locatelli e Marco Angelo Negri

Rewater di Eleonora Locatelli e Marco Angelo Negri -  Progetto della quotidianità sostenibile

Set bicchieri CASO by Jacopo Zibardi

Set bicchieri CASO di Jacopo Zibardi  -  Progetto integrato di comunicazione e di prodotto.

A concludere questo post, informiamo che tutti i progetti pervenuti resteranno esposti fino al 19 Aprile 2010 presso l’Acquario Civico di Milano di via Gadio 2 insieme alla galleria di prodotti ecosostenibili selezionati dall’associazione H2O.

Da domani in poi, cercheremo di pubblicare quotidianamente, uno per uno, tutti i restanti progetti pervenuti.

Potete commentare e discutere del workshop e dei progetti selezionati usando i commenti qua sotto.

apr
8th

Invito alla presentazione dei 3 progetti vincitori del workshop “Water = Life”

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Il giorno 12 aprile alle ore 18.00  nel Giardino d’Inverno dello storico palazzo liberty, sede dell’Acquario Civico di Milano,  Giovanni Terzi, Assessore alle Attività Produttive, Politiche del lavoro, Moda, Design ed  Eventi del Comune di Milano e Cintya Concari Presidente dell’Associazione no profit H20 presenteranno gli autori e le relative tavole dei 3 progetti vincitori del workshop “Water = Life” come risultato finale dello sforzo  dell’Assessorato Attività Produttive e dell’Associazione no profit H2O di indirizzare le nuove figure professionali a orientarsi verso un design più sociale e democratico che coniughi  nello stesso tempo eticità con  la  opportunità di rivolgersi e saturare  nuovi mercati lavorativi, come via alternativa alla crisi che oggi investe tutto il mondo.
In contemporanea  sarà presentata l’anteprima  di prodotti eco sostenibili selezionati da H2O Edizioni, per il percorso del Fuori Salone del Mobile, in occasione del quale l’Associazione H20 ha voluto dedicare, per la prima volta, una attenzione particolare ai prodotti quale risultato della cultura del progetto.

L’Associazione no profit H2O  attraverso la società Consultrading ha tra le sue finalità la commercializzazione e la diffusione di prodotti eco sostenibili partendo proprio dalla considerazione che i designer sono responsabili per l’80% del nostro stile di vita sia nell’ambito degli spazi domestici che in quelli pubblici dove normalmente ci si aggrega.
Come afferma Roberto Marcatti, curatore del progetto H2O, “nel corso degli ultimi anni, negli ambienti economici ed imprenditoriali è emersa una crescente consapevolezza dello stretto rapporto tra economia ed ambiente e della conseguente necessità di riformulare  nuovi modelli di sviluppo basati sull’uso di risorse ritenute erroneamente illimitate. La questione centrale è di stabilire se il rispetto e la conservazione dell’ambiente debbano tradursi in un rallentamento dello sviluppo economico e sociale, o piuttosto nella ricerca di nuovi e più avanzati modelli di sviluppo sostenibile.”

(continua…)