Quante doccie autosufficienti conoscete? Nessuna!! A parte questa….
Ecoshower è una doccia che si autoalimenta. Il progetto è di Paul Frigout, e funziona grazie all’energia generata dal movimento effettuato direttamente dalla persona che si sta lavando. Alla base della doccia è presente un sistema di pistoni che man mano vengono caplestati generano pressione nel sistema idraulico della doccia. L’acqua passa attraverso una turbina che genera l’elettricità necessaria a scaldarla evitando così i costi di riscaldamento della suddetta.
La doccia non utilizza alcun tipo di ceramiche, perchè la ceramica non è riciclabile. Bensì utilizza Ice Stone, un materiale ottenuto con vetro riciclato, cemento e acciaio.
Dalla mano di Karim Rashid arriva il design di questa bottiglia da mezzo litro. Quante persone bevono acqua da bottigliette da mezzo litro? Basti pensare alle persone che ogni giorno affollano le tavole calde vicino agli uffici, o agli studenti che consumano un panino sotto i portici di un’università, o i turisti in cerca di un tavolino in un fast food.
Prendete questa immagine e moltiplicatela per “il mondo” e comincerete ad avere un’idea del consumo di bottigliette in plastica che giornalmente finisce nella spazzatura, andando a peggiorare la già cagionevole salute del nostro pianeta.
Alternative? Ne abbiamo tante, dalla caraffa da casa con i filtri, ai sistemi di filtraggio integrati. Soluzioni ottime e convenienti per la casa; ma ci serve qualcosa di comodo, da tenere nella tracolla da lavoro o nella borsetta accanto al make-up.
Le idee migliori sono sempre le più semplici! Allora Bobbleè una di queste. La forma è decisamente accattivante, la si può acquistare in molti colori, ha un filtro che permette di filtrare fino a 150 litri d’acqua (quindi 300 bottigliette da mezzo litro risparmiate), quando si esaurisce il filtro si cambia solo quello, costa poco (solo 9 dollari e 95), ma la cosa più importante è che senza cambiare stile di vita (la bottiglietta) è decisamente più sostenibile, di quanto lo sia lo stato attuale delle cose.
2,5 milioni di persone ogni anno muoiono di sete o per aver bevuto acqua inquinata, le Nazioni Unite prevedono che entro il 2025 due terzi della popolazione del mondo sarà colpito da problemi legati alla scarsità d’acqua. Durante i suoi studi in Disegno Industriale presso la Muthesius – Accademia di Belle Arti e Design in Germania , Imke Hoehler ha sviluppato la sua tesi finale sulla ricerca di una soluzione a questa importante sfida. Il suo DropNet Fog offre, tramite un design versatile, uno strumento che letteralmente raccoglie acqua potabile dall’aria e dalla nebbia. Questo sistema di facile montaggio propone una soluzione a quegli scenari che ormai gli scenziati prevedono come quasi inevitabile nel futuro.
Utilizzando le risorse naturali e locali, il DropNet potrebbe migliorare sensibilmente la fornitura di acqua potabile in molte zone isolate, che hanno limitate infrastrutture. Questo collettore è composto da filtri che intrappolano le minuscole goccioline d’acqua che compongono la nebbia e le costringe a fondersi. Ogni unità è in grado di raccogliere 10-20 litri di acqua al giorno, e una serie di strutture diverse potrebbero facilmente fornire acqua potabile ad un intero villaggio. Grazie alla sua semplice struttura, il montaggio dei collettori DropNet può essere assemblato da personale non qualificato.
James Dyson Award 2009
Automist, il progetto vincitore che sara’ sviluppato da Plumis Ltd.
James Dyson Award e’ un premio internazionale di design con lo scopo di incoraggiare e ispirare la nuova generazione di progettisti.
Il premio e’ promosso dalla James Dyson Foundation, un’organizzazione no-profit fondata da James Dyson, con l’obiettivo di stimolare i giovani alla progettazione nel campo del design. Ai partecipanti viene chiesto di progettare qualcosa di funzionale alla risoluzione di un problema.
Il vincitore del James Dyson Award 2009 e’: Automist
James Dyson ha detto: “Questo semplice ma intelligente congegno dovrebbe diventare un dispositivo di sicurezza permanente per la casa. Gli allarmi antincendio svolgono una funzione importante nella vita moderna, ma sono rimasti essenzialmente invariati per almeno 40 anni. Automist non solo e’ in grado di rilevare un principio di incendio ma puo’ anche spegnerlo”.
Dal nostro amico Massimo Menichelli arriva questa segnalazione di due progetti straordinariamente semplici ma al tempo stesso di grande impatto riflessivo.
Il primo che vi presentiamo si chiama Drink tap water, e si tratta di una bottiglia BIO riutilizzabile che spinge la gente al pensiero ogni volta che la si apre. Infatti il tappo riprende la forma di una manopola di un rubinetto; così ogni volta che apriremo la nostra bottiglia, il gesto ci spingerà a riconsiderare l’uso dell’acqua del rubinetto.
Ed ora un paio di immagini per voi di questo bellissimo prodotto.
Il secondo progetto invece si chiama Think Earth e si tratta di un cestino per la spazzatura.
Normalmente questo tipo di prodotto è di semplice utilizzo, magari caratterizzato da una bocca molto ampia per rendere più semplici i “tiri a canestro” anche dalle lunghe distanze, o magari per centrarlo più facilmente quando si trova sotto la nostra scrivania.
Think Earth non è nulla di tutto questo anzi è l’esatto contrario. Buttare una cartaccia in questo cestino è infatti alquanto complicato. Think Earth è dotato di un coperchio che richiama la forma della nostra amata Terra, cosìcchè ogni volta ci accingeremo ad eliminare un pezzo di carta o quant’altro dovremo ricordarci che quel semplice gesto che compiamo quotidianamente, va ad incidere sulla salute del nostro Fragile Pianeta.
Attualmente i progetti di Junggi Sung sono esposti, come parte della mostra Bibimbop presso L’Allegra Viola Gallery di New York.
In occasione della giornata mondiale dell’acqua, l’Associazione no profit H20 nuovi scenari per la sopravvivenza con il sostegno del Comune di Milano, Assessorato alle Attività Produttive, Politiche del Lavoro, Moda, Design ed Eventi e l’ADI, Associazione Disegno Industriale, presenta l’evento “Water = Life – Workshop / Exibition” presso il Giardino d’Inverno dell’Acquario Civico di Milano.
L’iniziativa mira a sostenere i giovani designer, future figure professionali, i quali attraverso la loro inventiva possano proporre soluzioni concrete per il risparmio e la salvaguardia della risorsa acqua individuando così i profondi mutamenti socioculturali e traducendoli in atti creativi di progettazione che tengano conto delle nuove esigenze sociali.
E’ la cultura del progetto che deve far leva su parole chiave quali responsabilità, partecipazione, professionalità e eticità e realizzare una strettissima collaborazione tra pubblico e privato. In questa circostanza, la particolare sensibilità e lungimiranza dell’assessore Giovanni Terzi ha reso possibile un accordo con l’Associazione no profit H2O, referente in questi ultimi anni del progetto globale H2O tutto dedicato all’elemento acqua, nato a Milano e fortemente made in Italy, progetto promosso in Italia e all’estero. “L’acqua come bene primario per l’umanità, come tradizione storica della nostra città – ha commentato l’assessore. Ma acqua, anche, come fonte di ispirazione per la creatività in un progetto che lega Milano ai giovani designer”.
Nell’ambito del parallelo percorso didattico formativo “Water = Life” infatti si inserisce il sostegno del Comune di Milano e dell’Associazione Disegno Industriale. Il primo con la premiazione dei tre progetti individuati a fronte del workshop che si terrà nei giorni 30 e 31 marzo mirato a stimolare la competitività dei giovani creativi.Ai 3 progetti verrà riconosciuto una somma di 11.000,00 € al lordo della ritenuta d’imposta del 25% a titolo di compenso della progettazione esecutiva.
Il programma prevede:
Una fase di preiscrizione per studenti e neolaureati. Avranno diritto a parteciparvi i primi 100 iscritti.
Il giorno 23 febbraio 2010 alle ore 17:00 si terrà un incontro tra i partecipanti e le aziende che hanno mostrato interesse all’iniziativa presso la sede ADI di via Bramante 29 a Milano.
Il 30 e 31 Marzo 2010 si svolgleranno le sessioni del workshop, presso l’Acquario Civico di Milano, in via Viale Gadio 2 dalle 9:30 alle 12:45 e dalle 14:15 alle 17:15
Entro il 10 di Aprile 2010 i partecipanti dovranno consegnare presso la sede dell’Associazione H2O situata in via E Stendhal 65, Milano:
Una tavola progettuale in forma 50×70cm su supporto rigido (aderente al format seguente)
Un CD contente la tavola di progetto in alta definizione , una relazione del progetto di una cartella, curriculum vitae, una fotografia a colori dello studente.
Il 12 Aprile 2010 presso l’Acquario Civico di Milano dalle ore 18:30 verranno presentati i 3 progetti selezionati a seguito del workshop.
I tre designer autori dei progetti individuati durante il workshop entro 6 mesi dalla comunicazione scritta da parte dell’Amministrazione, consegneranno il prototipo esecutivo dei progetti alle aziende che preventivamente hanno manifestato interesse per la messa in produczione degli stessi progetti dandone contestualmente comunicazione all’Ammnistrazione Comunale. Comunicazione ufficiale nel file allegato
L’accesso alle risorse idriche potabili è già un problema per milioni di persone. Diversi studi indicano che le guerre causate dal contendersi delle risorse idriche, aumenteranno progressivamente nei prossimi 50 anni. (In realtà le guerre legate al clima non sono più teoria ma già realtà; il fenomeno delle guerre per l’acqua sta già segnalando la proprià concretezza). Ecco perchè la presentazione di un progetto, che evidenzia alcune soluzioni a questo problema, non poteva essere più tempestivo.
Out of Water è una mostra itinerante ed un libro di prossima pubblicazione che tratta le tecnologie per risolvere il problemi idrici delle zone aride del mondo; il progetto si concentra sul quarto della terra afflitto dal rischio di desertificazione e dall’estrema penuria d’acqua.
Presentato all’Università di Toronto, Out of Water è un progetto di due studenti della facoltà di architettura e design del paesaggio. Aziza Chaouni e Liat Margolis hanno sviluppato questo progetto pensando al mondo reale, con lo sguardo di chi è sia ancora studente ma anche già professionista.
Diviso in due sezioni, il progetto esplora sia tecnologie dedicate all’acqua che proposte speculative. Ventiquattro case studies si concentrano sugli attuali strumenti di raccolta, trattamento e distribuzione dell’acqua in luoghi luoghi diversi come l’Angola ed Israele, che – nonostante le differenze culturali – condividono la stessa sfida. Ad esempio il progetto Porous Skin dell’architetto Wayne Jenski è stato sviluppato per l’approvigionamento temporaneo di acqua per medici senza frontiere. Il progetto dimostra che a volte le soluzioni più semplici sono quelle con il maggiore impatto. La Dixon Land Imprinting Machinead esempio trasforma letteralmente il suolo, attraverso una azione selettiva ripristina la porosità del terrento.
Il successo di questa esposizione è dovuto al fatto che i progetti che essa contiene trascendono il mondo accademico teorico, ed entrano nello specifico , proponendo soluzioni pratiche e realizzabili. Inoltre questo modo di pensare e progettare deve essere indirizzato in modo tale da non cercare solo di risolvere i problemi attuali, ma anche di guidare i giovani verso una cultura del progetto che perdura nel tempo.
Out of Water sarà presso l’Ohio State University dal 26 Ottobre al 11 Dicembre.
Dopo trent’anni ad Hyde Park, a Londra, è tornata l’acqua, sotto forma di una sferica fontana dalla quale è possibile attingere l’acqua e dissetarsi. Proprio come tanti anni fa, prima della sparizione delle fontane dalle strade e dai parchi.
Posta lì ad Hyde Park da un privato, è il passatempo preferito dei bambini che la credono una novità e la salvezza di sportivi che corrono nel parco e di assetati amanti dell’acqua potabile. Ed è un passo avanti nella lotta contro le bottiglie di plastica.
Londra non sarà Bundanoon, ma un piccolo passo avanti lo ha fatto. E ora, dopo la fontana, si prepara a dissetare i cittadini con acqua potabile per 20 centesimi, installando dei distributori automatici alle fermate degli autobus e al Tower Bridge Museum. Se siete in partenza per Londra, ricordatevi di portare il vostro contenitore riusabile per l’acqua, la fonte per dissetarvi la troverete al centro di Hyde Park.
Progettare l’acqua sembra un assurdo. Ma dal momento che sempre più dovremo confrontarci con temi ambientali, allora il design non può esimersi dal progettarla in tutte le sue vesti?
Il Blog
www.h2omilano.org che ha come finalità quello di raccogliere tutto ciò che gira intorno al mondo dell’acqua, soprattutto raccogliendo da tutti i cittadini informazioni, preoccupazioni, consigli e quant’altro possa essere utile a farci sentire partecipi e attivi verso un problema che ormai riguarda tutta l’umanità indistintamente.