mar
10th

Eco-shower una doccia autosufficiente

Quante doccie autosufficienti conoscete? Nessuna!! A parte questa….

Ecoshower è una doccia che si autoalimenta. Il progetto è di Paul Frigout, e funziona grazie all’energia generata dal movimento effettuato direttamente dalla persona che si sta lavando. Alla base della doccia è presente un sistema di pistoni che man mano vengono caplestati generano pressione nel sistema idraulico della doccia. L’acqua passa attraverso una turbina che genera l’elettricità necessaria a scaldarla evitando così i costi di riscaldamento della suddetta.

La doccia non utilizza alcun tipo di ceramiche, perchè la ceramica non è riciclabile. Bensì utilizza Ice Stone, un materiale ottenuto con vetro riciclato, cemento e acciaio.

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mar
8th

Nasce l’associazione per l’acqua pubblica

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Una associazione a difesa dell’acqua pubblica. Viene costituita dagli oltre 150 enti locali che aderiscono al coordinamento «Enti Locali per l’Acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico», che oggi si riuniscono in una assemblea nazionale.
Il coordinamento è nato a Palermo nel maggio 2009 e vi fanno parte amministrazioni locali sia di centrodestra che di centrosinistra, «uniti dalla convinzione che preservare la proprietà e la gestione pubblica dell’acqua anche attraverso la definizione del servizio idrico quale servizio pubblico privo di rilevanza economica rappresentino principi fondamentali per il buon governo locale».

Tra le prossime azioni decise dal coordinamento, che fa parte del costituendo comitato promotore per il referendum per l’acqua pubblica, la partecipazione alla manifestazione nazionale del 20 marzo a Roma per la ripubblicizzazione dell’acqua.

Da Il Sole 24 ore del 8 marzo 2010

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mar
5th

Vendola anticipa “legge sull’acqua”

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Bari (Puglia) -”Sarà uno dei primi progetti di legge ad essere incardinato nella Commissione competente nel futuro Consiglio regionale”.

Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ha risposto così alla proposta “Governi e gestione del servizio idrico integrato Costituzione dell’azienda pubblica regionale Acquedotto pugliese, Aqp”, avanzata al questa mattina dai rappresentanti del Comitato pugliese Acqua bene Comune e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, proprio nella sede di Aqp. “Intendiamo dimostrare che un’Azienda pubblica – ha spiegato il presidente Vendola – che ha un bene comune può essere gestita con metodi pubblici e partecipati dando risultati migliori di qualunque azienda privata”. Secondo Vendola, “se l’ Acquedotto diventa proprietà privata di qualche grande impresa internazionale è sicuro che avremo molti meno investimenti nella rete fognante, nei laboratori di controllo della qualità delle acque e avremo naturalmente tariffe molto più alte. Per questo, noi invece pensiamo – ha sottolineato ancora Vendola – che l’acqua non possa essere considerata una merce come le altre: l’acqua è un diritto, è un bene comune, vogliamo difendere con le unghie e con i denti l’ Acquedotto come una proprieta’ del Mezzogiorno d’Italia, dei pugliesi e dei meridionali, e vogliamo, quindi, anche per legge, con la ripubblicizzazione blindare la nostra proprietà pubblica”. “Oggi siamo di fronte ad un’Azienda che, secondo anche indicatori oggettivi, viene considerata di eccellenza, allora – ha ribadito – abbiamo preso la rincorsa e possiamo fare il salto verso il futuro, cioè verso la ripubblicizzazione di Acquedotto, chiudere definitivamente la partita con coloro che, truccando il gioco dei beni comuni pensano di poter mercificare l’ acqua e privatizzare l’Aqp”. “Noi abbiamo, per 5 anni, preso la rincorsa per risanare un’azienda che era stata spolpata viva, per rimetterle addosso competenza, modernità tecnologica, per cominciare a riparare le reti, che non avevano da troppi anni la giusta manutenzione, per contrastare – ha concluso – il fenomeno di quelle perdite amministrative dovuto alla senescenza del parco dei contatori e dovuto al fatto che gli enti pubblici non pagavano la bolletta all’Acquedotto”.

Da Il Paese Nuovo del 4 marzo 2010

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mar
2nd

Sequestrata industria acqua in bottiglia.

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CATANZARO (2 marzo) – C’era il batterio della ruggine nell’acqua imbottigliata col marchio “Futura” prodotta dallo stabilimento della Idro Mineral Beverage, sequestrato dalla Guardia di finanza per una presunta truffa all’Unione europea.

Dalle indagini sembra che il batterio era presente nella falda di Feroleto Antico da cui l’industria attingeva l’acqua che veniva imbottigliata. Il Nucleo di polizia tributaria, nel corso delle indagini, ha sequestrato, complessivamente, in varie regioni del sud, 170 mila bottiglie di acqua prodotta dalla Idro Mineral Beverage.

Ha un valore di 22 milioni di euro lo stabilimento sequestrato. Le persone indagate nell’inchiesta che ha portato al sequestro sono, complessivamente, 12, per quattro delle quali la Procura di Lamezia ha emesso obbligo di dimora. Si tratta, oltre all’amministratore unico Gennaro Isabella Valenzi, di tre suoi soci, Saverio Isabella Valenzi, Michele Surace e Andrea Francesco Giordano.

Finanziamenti Ue. Secondo quanto è emerso dalle indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, dirette dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, il titolare dello stabilimento avrebbe ricevuto un finanziamento di nove milioni di euro in base alla legge 488, cui non avrebbe avuto diritto, intascandosene una parte.

Stabilimento distrutto da un incendio a febbraio. Il pm della Procura di Lamezia titolare dell’inchiesta, Domenico Galletta, ha anche disposto il sequestro della polizza assicurativa antincendio che era stata stipulata dai rappresentanti legali della società proprietaria dello stabilimento. Quest’ultima decisione si collega alle indagini che sono state avviate per accertare eventuali responsabilità in relazione all’incendio che il 3 febbraio scorso ha provocato la distruzione quasi totale dello stabilimento.

Da il Messaggero del 2 marzo 2010

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feb
26th

La Gelmini e Duck and Cover

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Leggevo questa mattina sul Corriere della Sera che il Ministro Gelmini ha espresso il suo desiderio di portare maggiore informazione sul nucleare nelle scuole. Questo perchè, sue parole, «Bisogna fare una corretta informazione sui rischi, che sono davvero limitati. Riteniamo che il nucleare debba entrare a pieno titolo anche nelle conoscenze dei ragazzi »

Ha poi aggiunto che «Insieme al ministro della Salute Fazio stiamo costituendo un tavolo con esperti di medicina, con il coinvolgimento degli enti di ricerca competenti, per offrire al Paese conoscenze approfondite su un tema propedeutico a scelte politiche »

A questo punto mi è venuto in mente un filmato di propaganda sul nucleare, che veniva mostrato nelle scuole degli USA, la prima nazione che ha sganciato una bomba nucleare su dei civili. In questo filmato , che potete rivedere qua sotto, si insegnava agli studenti che la bomba non era pericolosa, bastava Duck and Cover, ovvero abbassarsi e coprirsi. CASPITA!! ho pensato; se lo avessero saputo quei 200.000 giapponesi che stavano ad Hiroshima, non sarebbero morti.


Direktlink zum Video auf Youtube

Oggi si cerca di fare un po lo stesso, “il nucleare è sicuro e porta solo del bene alla popolazione” , basta Duck and Cover nel caso ci dovessero essere degli incidenti nelle centrali nucleari.

Non c’è nessun problema!Infatti le pastiglie allo Iodio che vengono distribuite a tutte le persone che abitano nelle vicinanze di una centrale nucleare sono solo caramelle, un premio come si da ai cani quando fanno qualcosa di buono.

Ma tutto questo cosa centra con l’acqua!!

Centra semplicemente, perchè se succedesse qualcosa come è successo pochi giorni fa nel Lambro, dove è stato riversato del petrolio nel fiume, il disastro ambientale sarebbe molto più serio. Per chi non ci crede potremmo andare a chiedere agli spiriti di chi ha perso la vita negli ultimi 60 anni in conseguenza alle radiazioni di Hiroshima.

L’acqua, se venisse contaminata, non solo ucciderebbe flora e fauna, ma penetrerebbe nelle falde acquifere, contaminerebbe le culture nei nostri campi, e i nostri allevamenti. La biosfera è tutta collegata; e siccome l’acqua fa parte di tutto. Un incidente nucleare colpirebbe tutto.

Ma state tranquilli è tutto sicuro, non pensate agli incidenti NUCLEARI che SOLO IN FRANCIA SONO OLTRE 100 ALL’ANNO.

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feb
26th

Acqua Pursuit: il gioco online sull’acqua di BIM

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Aosta – Sensibilizzare i giovani al rispetto e alla valorizzazione della risorsa acqua. Il Bim mette online “Acqua pursuit”, quiz che mette alla prova le conoscenze sul tema. Per giocare bisogna accedere al sito www.bimvda.it

“Sensibilizzare i giovani al rispetto dell’acqua. Far capire loro la sua importanza e il suo valore” è questo, ha spiegato Jean Barocco, presidente del Bim, lo scopo ultimo di “Acqua pursuit”.

Un gioco online sullo stile dei quiz televisivi, una serie di domande in stile “Chi vuol essere milionario”. Le domande vertono intorno al mondo dell’acqua.

L’iniziativa è partita ufficialmente oggi, giovedì 25 febbraio. A fare da cavia sono stati i ragazzi della IV dell’Institut Agricole di Aosta. Nelle sale della Cittadella dei Giovani si sono sfidati a suon di domande. La classifica ha visto trionfare André Roveyaz, che si è aggiudicato un Ipod.

Ora il gioco è online, sul sito internet http://www.bimvda.it/BIM/
Il gioco è aperto a tutti, basta iscriversi, inserire un nickname e un indirizzo mail. Ogni iscritto potrà giocare tutti i giorni. Sui giornali locali sarà periodicamente pubblicata la classifica.

Da Aostasera.it

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feb
24th

Accordo sull’acqua tra Puglia, Basilicata, Acquedotto Pugliese e Acquedotto Lucano

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Bari, 24 feb. – La Giunta regionale pugliese ha preso atto di uno schema di accordo tra la Regione Puglia, la Regione Basilicata, l’Acquedotto Pugliese spa e l’Acquedotto Lucano spa grazie al quale vengono definite questioni pendenti da anni tra le due regioni e i due gestori del servizio idrico integrato.
In particolare, attraverso lo schema di accordo vengono stabiliti i termini di trasferimento definitivo della partecipazione azionaria della Basilicata in Acquedotto Pugliese spa alla Puglia, la titolarita’ e la gestione degli impianti di potabilizzazione nonche’ la definizione delle complessive partite creditorie e debitorie. Gia’ dal 2004 le due regioni avevano sottoscritto atti di intesa finalizzati a definire il processo di trasferimento della partecipazione azionaria in Acquedotto Pugliese spa dalla Regione Basilicata alla Regione Puglia e a favorire la definizione delle modalita’ di gestione degli impianti di potabilizzazione delle risorse idriche, convenendo che la proprieta’ degli stessi venisse riconosciuta in capo alle Regioni nei cui territori essi ricadono, mentre la gestione fosse affidata ai soggetti concessionari del servizio idrico integrato che li utilizzano in modo prevalente. (AGI) .

Da AGI News del 24 febbraio 2010

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feb
24th

Villasanta Petroli riversa 2000 tonnellate di petrolio nel Lambro

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MILANO - Allarme ambientale nelle prime ore di martedì a Milano. Intorno alle 4 del mattino ignoti inquinatori hanno aperto i collettori di collegamento di tre cisterne del deposito della ex raffineria Lombarda Petroli di via Raffaello Sanzio a Villasanta (Monza), causando la fuoriuscita di almeno 600mila litri di gasolio per autotrazione e riscaldamento, e olio combustibile, che in parte sono finiti nel vicino fiume Lambro. Gli idrocarburi si sono riversati prima in un vascone e poi nel condotto fognario, causando il blocco del depuratore dell’alto Lambro di Monza e quindi lo sversamento nel fiume. La fuoriuscita di petrolio e gasolio dai serbatoi della raffineria è stata fermata a fine mattinata.
Il deposito si trova a fianco di un’area sottoposta a un’operazione di recupero e edificazione, che in seguito dovrebbe interessare anche l’area dell’ex raffineria con il progetto «Ecocity Villasanta Monza». Sul grave episodio indagano ora i carabinieri e la polizia provinciale.


GLI INTERVENTI - I tecnici del depuratore di Monza sono riusciti a fine mattinata a contenere la marea nera all’interno dell’impianto che si trova ai confini tra Monza e San Maurizio al Lambro. Ora la Protezione civile sta lavorando per impedire che il petrolio fuoriuscito nel fiume Lambro (e arrivato all’altezza di Peschiera Borromeo) arrivi al Po. E per questo ha allestito uno sbarramento a San Zenone, in provincia di Lodi. Si tratta, spiegano dalla Protezione civile, di una «quantità considerevole» di materiale che si è sversato, soprattutto tenendo conto che si è incanalato in un corso d’acqua. Carabinieri, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato sono accorsi sul luogo del disastro per una valutazione dei danni ambientali. Cittadini allarmati hanno scritto anche al nostro Forum «Casi metropolitani» riportando le testimonianze dei genitori degli alunni di una scuola milanese che si trova nelle vicinanze del fiume. E’ stata istituita una task force tra Provincia di Monza e Brianza, polizia provinciale, Brianzacque ed Alfi.

«MAI COSI’ GRAVE» – «In Brianza non abbiamo mai avuto degli episodi ambientali così gravi», riferisce Brianzacque. «Ci siamo attivati subito per contenere il danno ambientale, facendo entrare la miscela di gasolio e di altre sostanze nel nostro depuratore per contenere il danno ed evitare il più possibile che questi idrocarburi finissero nel Lambro». Il depuratore, di proprietà di Alfi, è gestito da Brianzacque.

Da Corriere della Sera del 24 febbraio 2010

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