mar
12th

Multa di 70mila euro a San Benedetto

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Ricordate la pubblicità dello scorso anno dell’acqua San Benedetto? Quella che diceva “– plastica + natura”? Ebbene l’ Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato ha comminato una multa da 70mila euro per pubblicità ingannevole. San Benedetto, intanto, ha presentato ricorso al TAR.

In pratica secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato le pubblicità diffuse durante la primavera 2009 con lo slogan “– plastica + natura”, non fornivano prove rispetto alla riduzione di peso delle bottiglie, che avrebbero dovuto avere un 30% in meno di plastica né se ci sia stata sulla produzione dei nuovi contenitori un risparmio energetico:

equivalente all’anidride carbonica fissata da 16000 ettari di nuovo bosco impiantato.

Ecco quanto scrive l’Autorità garante nella sua valutazione conclusiva pubblicata sul Bollettino 52 dell’Agcm, 18 gennaio 2010):

L’accresciuta sensibilità ambientale dei consumatori ha indotto i professionisti a conferire sempre maggior risalto, nella pianificazione delle proprie campagne pubblicitarie, alle caratteristiche di compatibilità ambientale dei prodotti o servizi offerti. I cosiddetti claim ambientali […] sono, quindi, diventati un potente strumento di marketing in grado di incidere significativamente sulle scelte di acquisto dei consumatori […] costituisce onere informativo minimo imprescindibile a carico dei professionisti che intendono utilizzare tali vanti nelle proprie politiche di marketing quello di presentarli in modo chiaro, veritiero, accurato, non ambiguo né ingannevole.

Da Ecoblog del 11 marzo 2010

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mar
11th

Una lavatrice senz’acqua o quasi

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Roma, 10 mar. (Apcom-Nuova Energia) – Il lavaggio a secco sta per entrare nelle case britanniche con una lavatrice che usa il 90% in meno di acqua di quelle tradizionali e potrebbe essere sul mercato alla fine del prossimo anno. L’ha sviluppata una società di Leeds, Xeros, sostituisce l’acqua con minuscole perle di plastica che assorbono le macchie e secondo i suoi ideatori farà risparmiare centinaia di sterline in bolletta. Come riferisce il quotidiano The Guardian, la lavatrice utilizza perline di nylon di 3 millimetri di diametro che entrano nelle pieghe del vestiti e possono essere riutilizzate centinaia di volte. Le perline inondano il tamburo della lavatrice quando i vestiti sono bagnati e l’umidità al giusto livello. Alla fine del ciclo le perle vengono scaricate come l’acqua nelle normali lavatrici. Secondo l’ad di Xeros, Bill Westwater “il risparmio netto di acqua e elettricità, compreso il costo delle perle, è del 30% per l’utente”. Westwater dice che la macchina è stata testata con successo su vari tipi di tessuto macchiati con le sostanze più diverse, dal fango al vino rosso, dall’inchiostro al curry. L’idea di un lavaggio su base polimerica è di Stephen Burkinshaw, chimico del polimeri dell’università di Leeds, che ha passato 30 anni a lavorare sui coloranti per le plastiche utilizzate nei tessuti. Qualche anno fa il chimico ha capito che le macchie sulla stoffa agiscono come i coloranti e si è chiesto se si può utilizzare la plastica per lavar via le macchie. Dopo aver sperimentato con una serie di plastiche diverse, lo scienziato ha scelto il nylon: grazie alle proprietà del materiale le perle attraggono le macchie sulla loro superficie e, con un’umidità del 100%, le molecole della plastica diventano amorfe e le macchie si diffondono al centro della perla. “Non solo si assorbono le macchie, ma c’è anche la garanzia che lo sporco non venga ridepositato sui tessuti” spiega Westwater. Quando le perline sono sature di sporco, si possono riciclare ad esempio in cruscotti per auto. Westwater ha già costruito un prototipo e punta ad avere un prodotto pronto per la lavanderie commerciali a fine 2011, con una versione per le famiglie subito dopo. Copyright APCOM (c) 2008

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mar
10th

Eco-shower una doccia autosufficiente

Quante doccie autosufficienti conoscete? Nessuna!! A parte questa….

Ecoshower è una doccia che si autoalimenta. Il progetto è di Paul Frigout, e funziona grazie all’energia generata dal movimento effettuato direttamente dalla persona che si sta lavando. Alla base della doccia è presente un sistema di pistoni che man mano vengono caplestati generano pressione nel sistema idraulico della doccia. L’acqua passa attraverso una turbina che genera l’elettricità necessaria a scaldarla evitando così i costi di riscaldamento della suddetta.

La doccia non utilizza alcun tipo di ceramiche, perchè la ceramica non è riciclabile. Bensì utilizza Ice Stone, un materiale ottenuto con vetro riciclato, cemento e acciaio.

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mar
8th

Nasce l’associazione per l’acqua pubblica

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Una associazione a difesa dell’acqua pubblica. Viene costituita dagli oltre 150 enti locali che aderiscono al coordinamento «Enti Locali per l’Acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico», che oggi si riuniscono in una assemblea nazionale.
Il coordinamento è nato a Palermo nel maggio 2009 e vi fanno parte amministrazioni locali sia di centrodestra che di centrosinistra, «uniti dalla convinzione che preservare la proprietà e la gestione pubblica dell’acqua anche attraverso la definizione del servizio idrico quale servizio pubblico privo di rilevanza economica rappresentino principi fondamentali per il buon governo locale».

Tra le prossime azioni decise dal coordinamento, che fa parte del costituendo comitato promotore per il referendum per l’acqua pubblica, la partecipazione alla manifestazione nazionale del 20 marzo a Roma per la ripubblicizzazione dell’acqua.

Da Il Sole 24 ore del 8 marzo 2010

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mar
5th

Vendola anticipa “legge sull’acqua”

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Bari (Puglia) -”Sarà uno dei primi progetti di legge ad essere incardinato nella Commissione competente nel futuro Consiglio regionale”.

Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ha risposto così alla proposta “Governi e gestione del servizio idrico integrato Costituzione dell’azienda pubblica regionale Acquedotto pugliese, Aqp”, avanzata al questa mattina dai rappresentanti del Comitato pugliese Acqua bene Comune e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, proprio nella sede di Aqp. “Intendiamo dimostrare che un’Azienda pubblica – ha spiegato il presidente Vendola – che ha un bene comune può essere gestita con metodi pubblici e partecipati dando risultati migliori di qualunque azienda privata”. Secondo Vendola, “se l’ Acquedotto diventa proprietà privata di qualche grande impresa internazionale è sicuro che avremo molti meno investimenti nella rete fognante, nei laboratori di controllo della qualità delle acque e avremo naturalmente tariffe molto più alte. Per questo, noi invece pensiamo – ha sottolineato ancora Vendola – che l’acqua non possa essere considerata una merce come le altre: l’acqua è un diritto, è un bene comune, vogliamo difendere con le unghie e con i denti l’ Acquedotto come una proprieta’ del Mezzogiorno d’Italia, dei pugliesi e dei meridionali, e vogliamo, quindi, anche per legge, con la ripubblicizzazione blindare la nostra proprietà pubblica”. “Oggi siamo di fronte ad un’Azienda che, secondo anche indicatori oggettivi, viene considerata di eccellenza, allora – ha ribadito – abbiamo preso la rincorsa e possiamo fare il salto verso il futuro, cioè verso la ripubblicizzazione di Acquedotto, chiudere definitivamente la partita con coloro che, truccando il gioco dei beni comuni pensano di poter mercificare l’ acqua e privatizzare l’Aqp”. “Noi abbiamo, per 5 anni, preso la rincorsa per risanare un’azienda che era stata spolpata viva, per rimetterle addosso competenza, modernità tecnologica, per cominciare a riparare le reti, che non avevano da troppi anni la giusta manutenzione, per contrastare – ha concluso – il fenomeno di quelle perdite amministrative dovuto alla senescenza del parco dei contatori e dovuto al fatto che gli enti pubblici non pagavano la bolletta all’Acquedotto”.

Da Il Paese Nuovo del 4 marzo 2010

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mar
2nd

Sequestrata industria acqua in bottiglia.

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CATANZARO (2 marzo) – C’era il batterio della ruggine nell’acqua imbottigliata col marchio “Futura” prodotta dallo stabilimento della Idro Mineral Beverage, sequestrato dalla Guardia di finanza per una presunta truffa all’Unione europea.

Dalle indagini sembra che il batterio era presente nella falda di Feroleto Antico da cui l’industria attingeva l’acqua che veniva imbottigliata. Il Nucleo di polizia tributaria, nel corso delle indagini, ha sequestrato, complessivamente, in varie regioni del sud, 170 mila bottiglie di acqua prodotta dalla Idro Mineral Beverage.

Ha un valore di 22 milioni di euro lo stabilimento sequestrato. Le persone indagate nell’inchiesta che ha portato al sequestro sono, complessivamente, 12, per quattro delle quali la Procura di Lamezia ha emesso obbligo di dimora. Si tratta, oltre all’amministratore unico Gennaro Isabella Valenzi, di tre suoi soci, Saverio Isabella Valenzi, Michele Surace e Andrea Francesco Giordano.

Finanziamenti Ue. Secondo quanto è emerso dalle indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, dirette dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, il titolare dello stabilimento avrebbe ricevuto un finanziamento di nove milioni di euro in base alla legge 488, cui non avrebbe avuto diritto, intascandosene una parte.

Stabilimento distrutto da un incendio a febbraio. Il pm della Procura di Lamezia titolare dell’inchiesta, Domenico Galletta, ha anche disposto il sequestro della polizza assicurativa antincendio che era stata stipulata dai rappresentanti legali della società proprietaria dello stabilimento. Quest’ultima decisione si collega alle indagini che sono state avviate per accertare eventuali responsabilità in relazione all’incendio che il 3 febbraio scorso ha provocato la distruzione quasi totale dello stabilimento.

Da il Messaggero del 2 marzo 2010

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feb
26th

La Gelmini e Duck and Cover

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Leggevo questa mattina sul Corriere della Sera che il Ministro Gelmini ha espresso il suo desiderio di portare maggiore informazione sul nucleare nelle scuole. Questo perchè, sue parole, «Bisogna fare una corretta informazione sui rischi, che sono davvero limitati. Riteniamo che il nucleare debba entrare a pieno titolo anche nelle conoscenze dei ragazzi »

Ha poi aggiunto che «Insieme al ministro della Salute Fazio stiamo costituendo un tavolo con esperti di medicina, con il coinvolgimento degli enti di ricerca competenti, per offrire al Paese conoscenze approfondite su un tema propedeutico a scelte politiche »

A questo punto mi è venuto in mente un filmato di propaganda sul nucleare, che veniva mostrato nelle scuole degli USA, la prima nazione che ha sganciato una bomba nucleare su dei civili. In questo filmato , che potete rivedere qua sotto, si insegnava agli studenti che la bomba non era pericolosa, bastava Duck and Cover, ovvero abbassarsi e coprirsi. CASPITA!! ho pensato; se lo avessero saputo quei 200.000 giapponesi che stavano ad Hiroshima, non sarebbero morti.


Direktlink zum Video auf Youtube

Oggi si cerca di fare un po lo stesso, “il nucleare è sicuro e porta solo del bene alla popolazione” , basta Duck and Cover nel caso ci dovessero essere degli incidenti nelle centrali nucleari.

Non c’è nessun problema!Infatti le pastiglie allo Iodio che vengono distribuite a tutte le persone che abitano nelle vicinanze di una centrale nucleare sono solo caramelle, un premio come si da ai cani quando fanno qualcosa di buono.

Ma tutto questo cosa centra con l’acqua!!

Centra semplicemente, perchè se succedesse qualcosa come è successo pochi giorni fa nel Lambro, dove è stato riversato del petrolio nel fiume, il disastro ambientale sarebbe molto più serio. Per chi non ci crede potremmo andare a chiedere agli spiriti di chi ha perso la vita negli ultimi 60 anni in conseguenza alle radiazioni di Hiroshima.

L’acqua, se venisse contaminata, non solo ucciderebbe flora e fauna, ma penetrerebbe nelle falde acquifere, contaminerebbe le culture nei nostri campi, e i nostri allevamenti. La biosfera è tutta collegata; e siccome l’acqua fa parte di tutto. Un incidente nucleare colpirebbe tutto.

Ma state tranquilli è tutto sicuro, non pensate agli incidenti NUCLEARI che SOLO IN FRANCIA SONO OLTRE 100 ALL’ANNO.

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feb
26th

Acqua Pursuit: il gioco online sull’acqua di BIM

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Aosta – Sensibilizzare i giovani al rispetto e alla valorizzazione della risorsa acqua. Il Bim mette online “Acqua pursuit”, quiz che mette alla prova le conoscenze sul tema. Per giocare bisogna accedere al sito www.bimvda.it

“Sensibilizzare i giovani al rispetto dell’acqua. Far capire loro la sua importanza e il suo valore” è questo, ha spiegato Jean Barocco, presidente del Bim, lo scopo ultimo di “Acqua pursuit”.

Un gioco online sullo stile dei quiz televisivi, una serie di domande in stile “Chi vuol essere milionario”. Le domande vertono intorno al mondo dell’acqua.

L’iniziativa è partita ufficialmente oggi, giovedì 25 febbraio. A fare da cavia sono stati i ragazzi della IV dell’Institut Agricole di Aosta. Nelle sale della Cittadella dei Giovani si sono sfidati a suon di domande. La classifica ha visto trionfare André Roveyaz, che si è aggiudicato un Ipod.

Ora il gioco è online, sul sito internet http://www.bimvda.it/BIM/
Il gioco è aperto a tutti, basta iscriversi, inserire un nickname e un indirizzo mail. Ogni iscritto potrà giocare tutti i giorni. Sui giornali locali sarà periodicamente pubblicata la classifica.

Da Aostasera.it

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