Nov
12th

Le maldive comprano una nuova casa

Files under News | Leave a Comment

Gli abitanti delle Maldive non vogliono fare la fine di Atlantide. A causa del riscaldamento globale inizia l’arcipelago rischia di finire sott’acqua. Il presidente Mohamed Nasheed corre ai ripari creando un fondo sovrano per acquistare una nuova patria in caso di innalzamento del livello del mare. “Non possiamo fare niente per fermare il cambiamento climatico, cosi’ siamo costretti a comprare terre altrove”, ha detto al quotidiano inglese The Guardian il Nasheed, eletto appena un mese fa nelle prime consultazioni democratiche del paese. Le Maldive, tra le piu’ ambite mete turistiche del mondo, sono costituite da 1.192 isole coralline alte appena 1,5 metri sul livello del mare. Sarebbero le prime ad essere sommerse per un’eventuale innalzamento dell’Oceono Indiano dovuto all’effetto serra. L’idea e’ quella di creare un fondo sovrano con i proventi del turismo sullo stile di quelli aperti dai paesi arabi produttori di petrolio. “Il Kuwait investe in compagnie, noi investiremo in terre”, ha detto Nasheed. “Non vogliamo lasciare le Maldive, ma non vogliamo nemmeno vivere come rifugiati nelle tende per decenni”, ha aggiunto. Il presidente uscente, Maumoon Abdul Gayoom, che ha governato sull’arcipelago per 30 anni, ad aprile aveva scritto un libro in cui evidenziava una simile catastrofica ipotesi. L’unica soluzione - aveva scritto - e’ spostare i cittadini in terre piu’ sicure, a meno che non si vogliano costruire alti muri sulle 193 isole disabitate, ma sarebbe troppo costoso.

Share/Save/Bookmark

Nov
6th

Buy a bottle. Change a Life!

Files under Consumi, News | 2 Comments

Questo è il claim dell’iniziativa promossa da Pump Aid. Rientrando a Milano durante il volo ci è balzato all’occhio questa bottiglia chiamata Thirsty Planet.

Thirsty Planet è una bottiglietta d’acqua realizzata per portare acqua potabile a milioni di persone dell’Africa Sub-Sahariana.  Pump Aid, ha un esperienza decennale nel sostegno attivo delle popolazioni che si trovano in situazioni di  difficoltà idrica.

Per ogni bottiglia che viene acquistata a bordo dei voli dove viene proposta, Pump Aid riceve 5pence. Con 250 sterline viene acquistata una “pompa elefante”, una pompa d’acqua che può fornire acqua a 500 persone per il resto della loro vita.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare i seguenti link:

www.thirsty-planet.com e www.pumpaid.org

Share/Save/Bookmark

Nov
5th

Sprechi e ancora sprechi

Files under News | Leave a Comment

Dopo quelle relative alla privatizzazione, altre brutte notizie sul fronte dell’acqua. E’ rincarata del 4,6% rispetto al 2006, con record ad Agrigento e a Novara: il 38 e il 32%.

Ha fatto i conti Cittadinanzattiva. Rincari, prezzi assolutamente disomogenei e non solo.

Su 100 litri che entrano negli acquedotti italiani, 35 vanno sprecati. Ma attenzione: è la media nazionale. Nel Sud vanno sprecati 49 litri su 100.

Secondo i calcoli di Cittadinanzattiva, la spesa media di una famiglia per l’acqua oscilla fra i 107 euro di Milano ed i 445 di Agrigento. La cifra comprende anche i canoni relativi a fognature e depurazione e la quota fissa.

Eppure, a Milano come ad Agrigento, si tratta sempre della medesima acqua. L’acqua umile quanto preziosa ed indispensabile per vivere.

La media nazionale vuole che una famiglia spenda 229 euro all’anno per l’acqua. L’aumento è stato del 4,6% rispetto al 2006, ma ben del 32% fra il 2002 e l’agosto scorso.

I prezzi comunque sono molto diversi da regione a regione, addirittura da città a città. Una giungla di tariffe, insomma, applicate ad un servizio di primissima necessità.

Ma trovo ancor più inquietante - se possibile - la faccenda degli sprechi. Gli acquedotti italiani - che resteranno di proprietà pubblica anche quando la gestione sarà privatizzata - sono forati come colabrodi.

Il peggiore di tutti è il Molise: va sprecato addirittura il 65% dell’acqua immessa nell’acquedotto. Seguono la Calabria, 52%, e la Sardegna, 49%.

Via “Blogeko”

Share/Save/Bookmark

Ott
30th

Terra a rischio nel 2035

Files under News | Leave a Comment
Scenario di un mondo coperto di spazzatura

Allarme del WWf “Troppo sfruttamento da parte dell’uomo. Servirà un altro pianeta”

Se la nostra pressione sulla Terra conitnuerà a crescere ai ritmi attuali, intorno al 2035 potremmo avere bisogno di un altro pianeta per mantenere gli stessi stili di vita.

L’apocalittica previsione di James Leape, il direttore di Wwf international, è contenuta nell’ultima edizione del Libing planet report del WWf, la principale analisi dello stato di salute del pianeta presentata oggi a Roma. Dal rapporto emerge che il pessimo stato di salute dell’ambiente globale e delle biodiversità: il numero di popolazioni e speci viventi preseti sulla terra è in declino del 30%.

Bilancio in rosso. Il Wwf calcola che la domanda di caputale naturale (acqua, suolo fertile, foreste, risorse ittiche, ecc) provocata dalle attività umane supera di un terzo il livello sostenibile del pianeta. L’umanità si sta indebitando con la Terra: così quello che nel 1961 era ancora un credito rispetto al nostro utilizzo di risorse si è trasformato in un debito crescente.

Negli ultimi 45 anni la domanda è più che raddoppiata in conseguenza dell’incremento demografico e dei crescenti consumi individuali.

Verso la recessione ecologica. La situazione potrebbe presto diventare insostenibile. Abbiamo nei confronti del pianeta lo stesso atteggiamento dilapidatorio che le istituzioni finanziare hanno avuto con i mercati. Gli effetti di una possibile crisi ecologica globale potrebbero essere persino più gravi del disastro economico attuale.

L’impronta Ecologica. Come sempre, dal 1998 ad oggi, il rapporto calcola l’impronta ecologica di ogni Paese, calcolando il livello procapite di risorse ambientali consumate dai suoi abitanti. Nell’edizione 2008 Stati Uniti e Cina hanno le impronte ecologiche nazionali maggiori. A livello procapite, però, gli Usa mantengono il primato assoluto di grandi divoratori del pianeta, richiedendo una media di 9.4 ettari globali. L’Italia è al 24esimo posto con 4.8 ettari procapite.

L’impronta biologica. L’italia occupa però il quarto posto della classifica stilata secondo il nuovo indicatore di impronta idrica, introdotta con l’edizione di quest’anno, con consumo globale di acqua di 2.3 metri cubi pro capite annui. Peggio di noi fanno solo Usa Grecia e Malesia.

Share/Save/Bookmark

Ott
22nd

Watermill una alternativa a rubinetto e bottiglie

Un apparecchio per ricavare a basso prezzo acqua perfettamente potabile dall’umidità dell’aria. Dedico WaterMill a tutti coloro che non possono bere acqua del rubinetto.

L’acqua del rubinetto è la migliore, e l’acqua in bottiglia costa cara alle tasche e all’ambiente. Però a volte dal rubinetto esce un liquido tutt’altro che incolore e insapore.

WaterMill, in commercio da inizio 2009, potrebbe essere la soluzione: un litro d’acqua potabile per tre centesimi, senza l’inquinamento e lo spreco connessi alla produzione e al trasporto delle bottiglie.

In sostanza, WaterMill è un apparecchio che raccoglie l’umidità atmosferica.

L’aria viene messa a contatto con un refrigerante, il vapore acqueo si condensa: come quando si tira fuori un recipiente dal frigo e diventa tutto appannato.

L’acqua ricavata in questo modo viene resa potabile da un filtro a carbone, e sterilizzata con raggi ultravioletti. Non importa se l’aria da cui viene estratta l’acqua è inquinata.

Un apparecchio è in grado di produrre quasi 12 litri d’acqua al giorno. Sufficienti ad una famiglia per bere e cucinare.

Share/Save/Bookmark

Ott
22nd

Human Pump by Gunwook Nam

La Human Pump di Gunwook Nam utilizza l’energia cinetica sviluppata dal traffico pedonale cittadino per alimentare un sistema di pompe idrauliche. Le pompe sono interlacciate in una struttura architettonica che è stata progettata per i principali percorsi pedonali. Il continuo camminare delle persone genera abbastanza energia per mantenere sempre attiva questo sistema di pompe.

Il progetto è uno dei primi tre classificati al concorso “Re:Construct” sponosrizzato dal San Francisco Re:Vision che promuove la costruzione di strutture ed edifici con materiali ecocompatibili e riciclati. Altri progetti del concorso possono essere visionati a questo link.

Share/Save/Bookmark

Ott
20th

Case deell’acqua un progetto anche a Torino

Files under News | Leave a Comment

Vere e proprie casette per la distribuzione di acqua  potabile gratuita per i torinesi (foto CittAgorà). Ci si inventa di tutto per attirare l’attenzione dei cittadini, ma quando il bene è così prezioso e sempre più costoso, diciamo che ne vale la pena. E poi basta al sollevamento pesi con i cestelli d’acqua tornati dalla spesa al supermercato.

La SMAT , l’azienda che gestisce gli acquedotti in gran parte del Piemonte, si prepara ad invadere le tavole dei torinesi con la campagna per il consumo di acqua d’acquedotto, avviata con lo slogan “Ti voglio bere!”.

Un esperimento che, tempo due mesi, porterà alla costruzione di una “casa dell’acqua” in città. Come capita di vedere sempre più spesso, nei negozi equo-solidali o in alcune catene di supermercati per detersivi, latte, cereali, sarebbe una distribuzione accessibile ma pensata, a differenza dei casi citati, gratuita; vedremo se solo per l’inizio.

Gratuità e qualità dell’acqua della rete sono alcuni vantaggi presentati; e qui c’erano già i turet sparsi per la città, direte voi.

In questo caso sarebbe un vero e proprio punto di rifornimento anche per uso domestico. Ed ecco anche i vantaggi ambientali derivano dalla riduzione di imballi e bottiglie di plastica prodotti. La novità considera anche l’ipotesi di distribuzione del latte crudo, d’intesa con Coldiretti. Un’intesa che speriamo superi la fase di sperimentazione.

Share/Save/Bookmark

Ott
15th

Non faremo sconti all’Italia sul clima

Files under News | Leave a Comment

Non possiamo permetterci il lusso di dire che salvare il pianeta è come bersi un digestivo. Il cambiamento climatico non si arresta solo perchè c’è una crisi finanziaria.

Durissimo il presidente della Commissione Europea con i Paesi, fra cui l’Italia che avevano chiesto maggiore flessibilità sugli obiettivi del pacchetto varato a gennaio dall’Unione Europea per ridurre le emissioni gassose entro il 2020. Il pacchetto prevede un 20% di taglio delle emissioni di gas serra, il 20% di quota di energie rinnovabili e 20% di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2020.

Non vedo alcuna ragione di cambiare questi obiettivi. Tutti ora, anzi, vanno dicendo che abbiamo imparato la lezion e che avremmo dovuto agire prima ha detto Barroso. Auspicando che entro dicembre venga raggiunto l’accordo su clima ed energia.

Spero che i leader europei si impegnino per raggiungere gli obiettivi che hanno concordato.

Share/Save/Bookmark