lug
13th

E se la terra si fermasse?

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E se la Terra smettesse di ruotare su se stessa? Non è uno scenario probabile in tempi vicini a noi a meno che un asteroide non colpisca il pianeta con una forza e un angolo d’impatto tali da rallentarne la velocità di rotazione fino a fermarla, ma è un’ipotesi quasi fantascientifica. Tuttavia un gruppo di ricercatori dell’Esri, una società che elabora software per risolvere problemi di geografia a livello internazionale, ha voluto comunque verificare cosa potrebbe succedere se si verificasse lo “stop” della rotazione terrestre. E le sorprese sono tante.

Quella più significativa sta nella nuova distribuzione dei mari che si verrebbe a creare. Per la maggior parte di noi la linea di confine tra le terre emerse e gli oceani sembra una cosa del tutto naturale, ma forse mai ci siamo chiesti perché ad oggi il livello del mare è quello che osserviamo e non un altro. E poi, chi controlla il livello del mare? Al di là delle variazioni del livello marino legato ai mutamenti climatici esso è in equilibrio con la gravità del pianeta, che attira l’acqua verso il centro di massa della Terra, e la forza centrifuga che si produce a causa della rotazione del pianeta e che la spinge verso l’esterno.

Dopo centinaia di milioni di anni di rotazione da che prese forma, la Terra ha assunto una forma a cocomero, così che il raggio equatoriale è più lungo di quello polare, con una differenza di 21,4 km. Conseguentemente la forza di gravità che agisce all’equatore è inferiore rispetto a quella in prossimità dei poli. Ma cosa succederebbe a tutto ciò se la Terra si fermasse pur continuando a ruotare attorno al Sole con la medesima inclinazione del suo asse, ma con la durata del giorno uguale a quella di un anno?

In un simile scenario ci sarebbero innanzi tutto catastrofici mutamenti climatici e disastrosi aggiustamenti geologici, ma al di là di questo la mancanza della forza centrifuga porterebbe ad una nuova geografia planetaria. L’acqua infatti, che oggi all’equatore è profonda circa 7 km, si sposterebbe quasi interamente dove la gravità verrebbe ad essere più intensa, cioè verso i poli. In tal modo molti abissi oceanici oggi sommersi in prossimità dell’equatore verrebbero a giorno, mentre molte terre oggi emerse scomparirebbero sotto i mari. Il risultato finale sarebbe un enorme continente che farebbe da cintura all’intero pianeta, mentre due grandi oceani coprirebbero i poli fino ad una latitudine prossima a quella dell’Italia, facendola annegare anch’essa interamente.

Un’altra sorpresa verrebbe dalle cime delle montagne. Il record non sarebbe più sotto i 9.000 m, ma ben al di sopra dei 10.000 m. La vetta del Kilimanjaro, per fare solo un esempio, arriverebbe a 12.786 m. E la nuova fossa delle Marianne? Diventerebbe un punto a sudovest delle isole Kiribati, nell’Oceano Pacifico, con una profondità di 2.760 m, sotto il livello del mare.

Ma arriveremo mai a tanto? Spiega Witold Fraczek, autore del lavoro: “In effetti la velocità di rotazione della Terra sta rallentando. Nel periodo geologico chiamato devoniano, circa 400 milioni di anni fa, la Terra compiva 40 rotazioni su se stessa in più rispetto ad oggi durante una rivoluzione attorno al Sole. A quel tempo gli oceani dovevano essere ancor più sviluppati in prossimità dell’equatore rispetto ad oggi. Ma per vedere la scomparsa della rotazione terrestre sarebbero necessari miliardi e miliardi di anni di là da venire, impossibile perché molto prima di allora il Sole si sarà spento con conseguenza catastrofiche sui pianeti interni del sistema solare”.

Da Repubblica.it del 13 luglio 2010

giu
16th

Alla maturità beve tanta acqua

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Bocca secca, mal di testa, stanchezza: possono essere i primi segnali di una scarsa idratazione. A volte, mentre ci si prepara a un esame, si e’ cosi’ immersi nello studio da dimenticare di bere. Niente di piu’ sbagliato, soprattutto nei mesi piu’ caldi. Diversi studi hanno, infatti, dimostrato come l’insufficiente idratazione incida negativamente non soltanto sulle prestazioni fisiche, ma anche su quelle del cervello. Gli effetti sulla funzione cognitiva sono diversi: in uno studio internazionale condotto su giovani sani si sono osservati segnali come mal di testa e stanchezza, cui si associano riduzione della concentrazione, dell’attenzione e della memoria a breve termine. Un secondo studio ha evidenziato nei giovani “assetati” rallentamenti nel tempo di reazione, riduzione nell’efficienza aritmetica e nelle capacita’ visomotorie. Non bere a sufficienza puo’ inoltre ridurre la materia grigia, rendendo piu’ difficile ragionare; e’ quanto dimostrato da una recentissima ricerca, realizzata da un team di ricercatori britannici del King’s College di Londra. La disidratazione, secondo lo studio condotto su alcuni adolescenti, ha conseguenze non soltanto sulle dimensioni del cervello ma anche sul suo modo di lavorare. Risulta sufficiente la perdita di 1 litro di liquidi, quantita’ che si raggiunge con 90 minuti di sudorazione costante, per ridurre il cervello quanto basta a mandarlo in tilt. La mancanza di acqua, quindi, impatta sulla performance a scuola e sui risultati degli esami. “Sebbene la perdita di un litro di liquidi possa sembrare molta, non e’ cosi’ – spiega il Prof. Alessandro Zanasi dell’Osservatorio Sanpellegrino, Docente presso l’Universita’ di Bologna – Ogni giorno, infatti, il corpo in condizioni di riposo produce circa mezzo litro di sudore; in estate, con il caldo, la sudorazione aumenta fino a due litri, cosi’ come durante uno sforzo fisico o una tensione emotiva, come puo’ essere appunto un esame scolastico. In questo modo l’acqua necessaria giornalmente a una temperatura di 20 gradi puo’ triplicare se la temperatura sale a 40 gradi.” Niente paura pero’: e’ sufficiente bere un bicchiere d’acqua o due perche’ il cervello riacquisti tutte le sue capacita’ e torni rapidamente alla normalita’. “In particolare l’acqua minerale contiene oligoelementi che apportano nutrienti privi di calorie e che reintegrano i liquidi e i sali persi con il sudore – continua Zanasi – e’ quindi consigliabile scegliere acque ricche di calcio, utile alla trasmissione degli impulsi nervosi, di magnesio e sodio, per la regolazione del bilancio idrico. In vista delle prove scritte il mio suggerimento a tutti gli studenti e’ di portare con se’ e tenere sul banco una bottiglia d’acqua minerale”.

Da AGI salute del 16 giugno 2010

apr
30th

Vendola: ”L’acqua è un bene primario comune che non si può privatizzare”

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Roma, 29 apr. – (Adnkronos) – Procede a gonfie vele la raccolta delle firme per il referendum che si batte contro la privatizzazione dell’acqua. Nello scorso fine settimana, ha riferito l’ufficio stampa di Sinistra Ecologia e Liberta’ che appoggia il quesito promosso dal Movimento per l’acqua bene comune e collabora alla raccolta delle sottoscrizioni, di firme ne sono state messe insieme quasi centomila. Sel ha aperto un tavolo oggi a Roma alla Galleria Alberto Sordi, dove molta gente si e’ messa in fila sotto il sole per sottoscrivere i quesiti che puntano all’abrogazione delle norme contenute nella legge Ronchi che liberalizza una serie di servizi riguardanti l’erogazione la distribuzione dell’acqua.

A pubblicizzare l’iniziativa c’era anche il preisdente della regione Puglia e portavoce di Sel, Nichi Vendola. “L’acqua fa parte di quei beni comuni che non possono essere commercializzati e mercificati. L’acqua, gli acquedotti e le reti devono rimanere nelle mani pubbliche. Il governo della destra ma anche le ambiguita’ di una parte del centro sinistra, rischiano di avallare la privatizzazione dell’acqua e questo sarebbe una sciagura. Finora i processi di privatizzazione hanno prodotto il peggioramento dei servizi e l’innalzamento delle tariffe. Dalla Francia agli Usa -conclude Vendola- e’ in atto un ripensamento sulla privatizzazione dell’acqua. L’Italia invece si comporta come l’unico giapponese che continua a combattere anche se la guerra e’ finita”.

feb
26th

La Gelmini e Duck and Cover

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Leggevo questa mattina sul Corriere della Sera che il Ministro Gelmini ha espresso il suo desiderio di portare maggiore informazione sul nucleare nelle scuole. Questo perchè, sue parole, «Bisogna fare una corretta informazione sui rischi, che sono davvero limitati. Riteniamo che il nucleare debba entrare a pieno titolo anche nelle conoscenze dei ragazzi »

Ha poi aggiunto che «Insieme al ministro della Salute Fazio stiamo costituendo un tavolo con esperti di medicina, con il coinvolgimento degli enti di ricerca competenti, per offrire al Paese conoscenze approfondite su un tema propedeutico a scelte politiche »

A questo punto mi è venuto in mente un filmato di propaganda sul nucleare, che veniva mostrato nelle scuole degli USA, la prima nazione che ha sganciato una bomba nucleare su dei civili. In questo filmato , che potete rivedere qua sotto, si insegnava agli studenti che la bomba non era pericolosa, bastava Duck and Cover, ovvero abbassarsi e coprirsi. CASPITA!! ho pensato; se lo avessero saputo quei 200.000 giapponesi che stavano ad Hiroshima, non sarebbero morti.


Direktlink zum Video auf Youtube

Oggi si cerca di fare un po lo stesso, “il nucleare è sicuro e porta solo del bene alla popolazione” , basta Duck and Cover nel caso ci dovessero essere degli incidenti nelle centrali nucleari.

Non c’è nessun problema!Infatti le pastiglie allo Iodio che vengono distribuite a tutte le persone che abitano nelle vicinanze di una centrale nucleare sono solo caramelle, un premio come si da ai cani quando fanno qualcosa di buono.

Ma tutto questo cosa centra con l’acqua!!

Centra semplicemente, perchè se succedesse qualcosa come è successo pochi giorni fa nel Lambro, dove è stato riversato del petrolio nel fiume, il disastro ambientale sarebbe molto più serio. Per chi non ci crede potremmo andare a chiedere agli spiriti di chi ha perso la vita negli ultimi 60 anni in conseguenza alle radiazioni di Hiroshima.

L’acqua, se venisse contaminata, non solo ucciderebbe flora e fauna, ma penetrerebbe nelle falde acquifere, contaminerebbe le culture nei nostri campi, e i nostri allevamenti. La biosfera è tutta collegata; e siccome l’acqua fa parte di tutto. Un incidente nucleare colpirebbe tutto.

Ma state tranquilli è tutto sicuro, non pensate agli incidenti NUCLEARI che SOLO IN FRANCIA SONO OLTRE 100 ALL’ANNO.

feb
26th

Acqua Pursuit: il gioco online sull’acqua di BIM

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Aosta – Sensibilizzare i giovani al rispetto e alla valorizzazione della risorsa acqua. Il Bim mette online “Acqua pursuit”, quiz che mette alla prova le conoscenze sul tema. Per giocare bisogna accedere al sito www.bimvda.it

“Sensibilizzare i giovani al rispetto dell’acqua. Far capire loro la sua importanza e il suo valore” è questo, ha spiegato Jean Barocco, presidente del Bim, lo scopo ultimo di “Acqua pursuit”.

Un gioco online sullo stile dei quiz televisivi, una serie di domande in stile “Chi vuol essere milionario”. Le domande vertono intorno al mondo dell’acqua.

L’iniziativa è partita ufficialmente oggi, giovedì 25 febbraio. A fare da cavia sono stati i ragazzi della IV dell’Institut Agricole di Aosta. Nelle sale della Cittadella dei Giovani si sono sfidati a suon di domande. La classifica ha visto trionfare André Roveyaz, che si è aggiudicato un Ipod.

Ora il gioco è online, sul sito internet http://www.bimvda.it/BIM/
Il gioco è aperto a tutti, basta iscriversi, inserire un nickname e un indirizzo mail. Ogni iscritto potrà giocare tutti i giorni. Sui giornali locali sarà periodicamente pubblicata la classifica.

Da Aostasera.it

lug
1st

Per le zanzare una trappola ad acqua

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acqua_bicchierePrendo spunto dal post di Missunderstanding relativo alla lotta biologica alle zanzare tigre e dai vostri commenti e telefono a Fabio Grattarola tecnico agronomo all’Assessorato all’Ambiente del Comune di Aqui Terme e gli chiedo come funziona esattamente la lotta biologica alla zanzara tigre adottata dal suo comune.

Mi spiega Grattarola che è molto semplice:

Per una ovitrappola è sufficiente un bicchiere di plastica nero riempito per metà di acqua e lasciato nel terreno per non più di 5 giorni. E’ così possibile attrarre la femmina che depone le sue uova. Dopo 5 giorni si svuota l’acqua nel terreno e le uova che vi sono state deposte o le larve che si sono formate al contatto con il suolo e senza acqua muoiono.

D.: Non si deve aggiungere alcuna sostanza chimica?

R.: No nulla basta della semplice acqua.

D.: Ma è così facile combattere la zanzara tigre?

R.: Si se se seguono queste semplici procedure. La zanzara tigre è un insetto stanziale, percorre al massimo nella sua vita 150-200 mt e dunque è facile attirarla in una ovitrappola.

D.: I comuni dovrebbero organizzarsi e concordare tra di loro una strategia integrata per combattere le zanzare?

R.: Possono anche non farlo. Se si adotta una strategia di questo tipo comune lo si fa perché si usa lo stesso tipo di bicchiere, con le stesse dimensioni che contiene la stessa quantità di acqua e che va vuotato entro un certo numero di giorni. Questo apppunto per assicurare che sia una trappola per catturare uova e non per produrre zanzare.

D.: Come si possono combattere le altre zanzare?

R.: Si può usare lo stesso metodo magari aggiungendo nell’acqua delle pasticche di bacillus thurinsiesis israelensis per combattere anche le altre larve o uova. Il batterio è attivo per tre/quattro giorni, quindi il bicchiere va comunque svuotato e mi raccomando non nei tombini ma nel terreno.

Da Ecoblog del 28 giugno 09

giu
5th

Home: la nostra terra

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heartearth

Sarà proiettato a Torino il prossimo 5 Giugno 2009 il film di Yann Arthus Bertrand “Home-La nostra terra”. L’anteprima italiana si terrà nell’ambito del Cinemambiente Environmental Film Festival in occasione della Giornata Mondiale dell’ambiente. Il lungometraggio, dedicato al pianeta Terra, sarà proiettato contemporaneamente in 100 paesi in tutto il mondo. L’Obiettivo del regista è quello di sensibilizzare il maggior numero di persone possibili circa le condizioni ambientali in cui versa il pianeta e fare il punto sulle sfide che l’uomo dovrà affrontare per salvarlo.

Yann Arthus Bertrand è un fotografo, ambientalista e giornalista francese già noto al grande pubblico per il bellissimo “La Terre vue du ciel” (La terra vista dal cielo), film nato da un progetto di fotografie aeree del pianeta.

Le riprese del film “Home-La nostra terra” sono cominciate nel 2007 con la collaborazione del regista francese Luc Besson. E da vero ambientalista Bertrand ha deciso di devolvere l’incasso a Goodplanet.org oltre che di risarcire il pianeta dalle emissioni inquinanti inevitabilmente causate durante la lavorazione del film (per i viaggi e le riprese aeree) finanziando progetti ambientalisti.

L’anteprima italiana di  “Home-La nostra terra” si terrà, come già detto, a Torino il 5 Giugno alle ore 21. Ad ospitarla il Cinema Massimo (Sala 1). L’ingresso è gratuito. Se non avete modo di andare a vederla non disperate. Il film sarà trasmesso anche su Internet grazie ad un accordo con Youtube.

Da guadagnorisparmiando.com del 29 maggio 09

apr
3rd

Cromo esavalente nelle acque bresciane

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cromo-esavalenteIndolenza ed inattività, rilevazioni incerte, l’ambiguità normativa sono fattori che sommati possono arrecare un danno ingente, di dimensioni spropositate”. Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori sulla questione del cromo esavalente nelle falde acquifere nel bresciano. “Una vicenda letteralmente raccapricciante. L’aspetto che più inquieta – prosegue il deputato IDV – è la cinica lentezza, se non addirittura l’inerzia, con cui si sta procedendo in presenza di una situazione allarmante. Il solo pensiero che l’acqua utilizzata per uso potabile da centinaia di famiglie possa contenere il letale cromo esavalente suggeriva mobilitazione immediata. Invece, si trova modo di temporeggiare, di sollecitare modifiche e coordinamento di disposizioni normative, di chiedere un responso alla Commissione Europea. Eppure patologie quali tumore al naso ed ai polmoni, infertilità, alterazione genetica con ricadute sulle generazioni future sono conseguenze scientificamente dimostrate. Si è sin qui accertata la responsabilità in merito alla contaminazione delle falde? Si provveda, senza ulteriore perdita di tempo, all’inibizione dell’utilizzo dell’acqua inquinata. Si consentano alternative idriche alla popolazione e si depurino, infine, le falde. La qualità dell’acqua – conclude Scilipoti – non può passare come un elemento secondario che si presta ad un balletto di cifre e indici, consentendo, nell’incertezza, un uso che può rivelarsi letale”.

Da “IMGPress.it” del 3 aprile 09